La trasformazione secondo Yelena Steffen Milanesi (d’après Bowie)

Un nuovo tributo  fotografico alla figura di David Bowie,  e una nuova meditazione sul concetto di trasformazione. a lui ricollegabile. Quello che pubblico oggi è il terzo contributo nato da un’iniziativa, in cui ho coinvolto alcuni dei miei amici (quella di  cui dicevo  in questo post).
Yelena Steffen Milanesi ne è in più modi autrice, oltre che protagonista, con uno stile che unisce un’elegante leggerezza alla sua consueta intensità (di altri suoi lavori avevamo avuto già modo di raccontare su questo blog). Il prodotto finale che ci propone sono di fatto due serie di autoritratti, in realtà fermi immagine scattati durante delle performance, in cui Yelena indossa abiti da lei creati e ispirati a due momenti della carriera artistica del cosiddetto Duca Bianco. E una delle due performance nasce proprio dalle suggestioni ricavate dall’immagine elegante di questo alter ego di Bowie.

© Yelena Steffen Milanesi. Still da performance ispirata a David Bowie (in versione the White Thin Duke)
© Yelena Steffen Milanesi. Still da performance ispirata a David Bowie (come White Thin Duke)

“David Bowie è stato di ispirazione per moltissimi miei progetti, la sua ecletticità ed il suo essere alieno e perfettamente appartenente al mondo sono strabilianti!”, racconta l’altrettanto eclettica Yelena.

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© Yelena Steffen Milanesi.

“Le performance sono 2”, spiega, “una riferita al periodo The Man Who Fell on Earth 1976 e la seconda the White Thin Duke, diverse ma ugualmente legate a David Bowie.
Un primo periodo più glamRock, che mi permetto di collegare – almeno da un punto di vista prettamente estetico – al successivo periodo musicale Dance, pur sempre glam ma ormai trasfigurato nella sua versione più pop-glitterata, fine anni 70; mentre per il Secondo periodo, più matura, ho scelto un bn più riflessivo e neo dandy”.
Riguardo a come è nata la sua passione, per questo artista che l’ha tanto ispirata, ci racconta: “Ho conosciuto l’eccezionale personalità di David Bowie verso la fine degli anni ‘90, quand’ero appena adolescente, attraverso il film The Man Who Fell to Earth del 1976, dopo questo primo carismatico impatto sono andata a scoprire tutti i lati della sua poliedrica attività artistica. La capacità di oscillare tra diversi generi e mantenere sempre una forte individualità: dall’irraggiungibile Ziggy Sturdust all’eccentrico dandy de il Duca Bianco; dal fascino delle tute da ballerino GlamRock, che furono foriere della rivoluzione unisex negli anni ‘70, alle recentissime ballate struggenti di Blackstar. Mi sono ispirata molto spesso a questo eccezionale artista, per abiti e fotografie, come dimostrano questi scatti – di cui sono sia la fotografa che la performer – in cui prendo spunto dalle sue molteplici trasformazioni.

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© Yelena Milanesi. Ziggy in the galaxy

Stimo il suo messaggio di sfida alle convenzioni, l’essere stato pioniere di rivoluzioni sociali attraverso l’arte, non solo quella musicale ma anche visiva e del costume, l’essere stato musa iconoclasta e di tendenza allo stesso tempo.
Un mio recente lavoro, vestiti foto e perfomance fatti da me, è Ziggy in the galaxy…umile rivisitazione di una vera Icona!!”.

Ringrazio Yelena Milanesi per il suo tributo e vi invito a vedere altre sfaccettature della sua variegata produzione sul suo sito: https://yelenamilanesi.carbonmade.com/

La trasformazione secondo Alessandra Vinotto (d’après Bowie)

A distanza di un mese vi propongo un nuovo tributo a David Bowie e al concetto di trasformazione che l’artista ha sempre incarnato:  “Mi farò acqua: liquida essenza, gelida materia, lieve sostanza”.

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Alessandra Vinotto, “Mi farò acqua: liquida essenza, gelida materia, lieve sostanza”, 2016

Con queste parole Alessandra Vinotto, poliedrica artista genovese e autrice di quest’omaggio, ce lo introduce spiegandocene il senso: “Conforme alla mia concezione di crescita come cambiamento senza forzature, il farsi “acqua”, ovvero liquido che si adatta ad ogni forma, simboleggia l’adattarsi senza perdere la propria natura.. “Waterale” è il titolo che accorpa alcune mie opere ispirate all’acqua in relazione col mio corpo”.

Riguardo a cosa David Bowie sia stato per lei, ci racconta:”Sin dalla prima adolescenza ero incantata dalla sua musica e dai suoi testi, che per me rappresentavano il top del sound di quegli anni.
Ed essendo io giá all’epoca piuttosto trasgressiva (ma senza mai trascendere nel kitsch o nel volgare), avevo trovato in lui quel senso di composta eleganza nell’essere decisamente diverso.
Inoltre la trasformazione interiore che da allora non mi ha mai abbandonato è sempre stata in sintonia con il suo personaggio in costante mutamento coerente”.

Ringrazio Alessandra per la sua partecipazione a questa iniziativa (e le faccio un in bocca al lupo per le sfide -di vario genere- che sta attualmente affrontando!

Alessandra Vinotto [cliccando sul nome potete leggere anche un’intervista] è  fotografa d’arte, ha all’attivo numerose mostre personali e pubblicazioni internazionali (Vogue, Marie Claire, Herald Tribune, Opera, Amadeus, libri e cataloghi).
Reporter di viaggi e insegnante di fotografia, da qualche anno si occupa di regia e direzione artistica multimediale.
Ha fondato con Francesco Rotunno la RedEye Media, pluripremiata al 3D Film Festival Hollywood di L.A nel 2010 e nel 2011. Altri riconoscimenti: premio speciale al MEI (Faenza), special guests al Dimension 3 (Parigi), al 3D Stereo Media (Liegi), al Capalbio International Short Film Festival, e proiezione al Sundance Film Festival nel 3D Satellite.
Nel 2012 viene premiata dal Sindaco di Genova per la sua attività artistica all’estero.
Prima regista italiana ad aver realizzato un video in 3D stereo, nel 2013 ha diretto “Viceversa 3D” al padiglione Italia della Biennale di Venezia: il primo documentario europeo sull’arte contemporanea girato in 4K.
Sue fotografie sono state esposte a mostre collettive con opere di artisti quali Andy Warhol, Nan Goldin, Joseph Beuys, Jan Saudek, Bettina Rheims, Luigi Viola, Ferdinando Scianna, Kiki Smith, Orlan, Yoko Ono, Vanessa Beecroft, Marina Abramovic , Shirin Neshat.

La trasformazione secondo Pierluigi Vecchi (d’après Bowie)

Una necessità di trasformazione e l’auspicio di andare avanti sotto una buona stella (seppure una “blackstar“!) sono l’occasione che ha fornito lo spunto all’opera di Pierluigi Vecchi, che qui viene presentata. Trasformare la transitoria, anche se imponente e sentita, manifestazione emotiva scaturita dall’inattesa notizia della scomparsa di David Bowie in qualcosa di diverso che una cupa celebrazione.  E farlo attraverso la fotografia.

L’11 gennaio è stato per me uno strano giorno, che ho vissuto in un’atmosfera di sospensione fra l’incredulità e un incombente dolore.
A molti di voi, come a me, sarà capitato quel giorno di scorrere la homepage di Facebook e di vedere un’interminabile sequela di post in memoriam, omaggi di ogni genere e da parte delle persone più inattese. Il mood che, per lo più, si respirava era da “fine di un sogno” e brusco risveglio a una realtà più grigia. Quasi che la scomparsa di Bowie ci orbasse definitivamente di una guida capace di immaginare per noi mondi nei quali ci si potesse muovere in sicurezza; come se ci privasse, senza speranza, di un prezioso ispiratore e d’un esempio, capace com’era di riformulare continuamente la propria ricerca estetica, ricordandoci che tutto scorre incessantemente e cambia, che così dovrebbe sempre essere in una ricerca artistica (in barba alle esigenze dei mercanti d’arte!).
In effetti non so dire con certezza se ciò che riferisco fosse realmente sotteso ai tanti messaggi di cordoglio dei miei amici o se si trattasse piuttosto di una proiezione delle mie personali emozioni; ciò che invece è certo è che quella mattina ho desiderato di poter fare qualcosa  che ci scuotesse da tanta cupezza, spostando il focus della nostra attenzione da una disperato senso di mancanza a una speranzosa “capitalizzazione” del legato artistico di Bowie. Da orfani, quali ci siamo sentiti – mi son detta – ognuno di noi potrebbe forse prendere consapevole possesso di quell’eredità in forma d’ispirazione, che già da tempo ha avuto a disposizione senza accorgersene.
Da qui l’idea, forse un po’ ingenua, di improvvisare una call su Facebook fra i tanti miei amici reali e “social”, che si esprimono attraverso la fotografia, per rendere omaggio all’artista scomparso in un “Bowie Photographic Tribute“. Mi è parso un buon modo per continuare a ricevere ispirazione ed energie positive da qualcuno che ha significato tanto per noi.
Come spunto su cui lavorare ho proposto il tema, appunto, della trasformazione, sia perché David Bowie ai miei occhi ha sempre fatto suo e quasi incarnato questo concetto, sia perché il tributo stesso è nato – come già detto – dal desiderio di trasformare emozioni dolorose e di disagio in un qualcosa di positivo, di trasformare letteralmente la cupezza in luce, grazie alla fotografia. Infine perché l’evento stesso della morte possiamo interpretarlo come una trasformazione.

Alla mia call ha così risposto Pierluigi Vecchi.

Pierluigi Vecchi, TRANSFORM 1 & 2, febbraio 2016. Fotografia. Dittico
Pierluigi Vecchi, TRANSFORM 1 & 2, febbraio 2016. Fotografia (dittico)

E con queste parole ha presentato il suo dittico: “Per me la trasformazione comincia da se stessi: trasformare vuol dire guardare il mondo con occhi nuovi, vedere le cose in modo diverso. Quando vediamo le situazioni da un’altro punto di vista cambiamo le nostre percezioni e cambiamo anche il mondo che ci circonda. Per me “trasformazione” significa anche non perdersi mai d’animo e guardare sempre avanti; a volte, camminando anche sulla stressa strada che ho già fatto mille volte, posso continuare a scoprire cose nuove, magari semplicemente guardandole da una nuova prospettiva: una luce, per esempio; è un po’ come un lampo di luce sul pavimento in una giornata grigia e piovosa…”

Pierluigi Vecchi è un artista multi disciplinare che da anni lavora nell’ambito dei video, della fotografia e delle installazioni d’arte. I suoi video sono stati mostrati in diversi festival internazionali di cortometraggi. Nato inizialmente come pittore si è successivamente concentrato sulla fotografia e sulle opere video anche attraverso esperienze come VJ presso la SAT di Montreal (Society of Technological Arts) e in alcune discoteche. Laureato in belle arti all’Università Concordia di Montreal, in Canada, vive adesso a Londra e lavora nel mondo dei media. La luce l’acqua e i colori sono elementi ricorrenti nel suo linguaggio visivo.

Gli ho chiesto cosa abbia significato/significhi Bowie per lui o per la sua arte, cosa lo abbia spinto ad aderire a quest’idea di un tributo fotografico.
Pierluigi mi ha risposto richiamando alla mente alcuni ricordi: “Il mio primo concerto vero, l’ho visto a 17 anni quando sono andato, da Genova, allo stadio Comunale di Firenze a vedere Bowie in una tappa di un suo tour internazionale, il suo Glass Spider Tour dell’ 87.
Quindi Bowie fa parte della mia adolescenza. Un’altra ragione è che il mio film preferito in assoluto, quello che mi ha spinto a diventare videografo, è stato un film degli anni 80 che è quasi un video e aveva come protagonisti Catherine Deneuve, David Bowie e Susan Sarandon: The Hunger [uscito in Italia col titolo “Miriam si sveglia a mezzanotte”].
Allora ero rimasto impressionato dal suo multiforme talento, come attore, musicista, eccetera…”
Ringrazio Pierluigi per aver aderito mostrandoci questa sua visione, doppiamente legata a Bowie: in quanto espressione della sua personale eredità bowiana e in quanto inconscio rimando a quello che Pierluigi stesso definisce “l’imprinting del lampo di Ziggy Stardust

Il sito/blog di Pierluigi Vecchi è all’indirizzo www.pierluigivecchi.com

 

Corigliano Calabro Fotografia 2009

Ancora una segnalazione:

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CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA 2009
28 giugno 2009/5 Luglio 2009
Direzione Artistica: Gaetano Gianzi e Cosmo Laera


L’edizione 2009 di CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA testimonia la capacità di costruire attraverso manifestazioni culturali di alto profilo una fruizione completamente differente del turismo in una delle più suggestive mete della Calabria.
Giunge al settimo anno questo importante appuntamento con l’arte della fotografia e i suoi protagonisti: una rassegna organizzata dalla Associazione Culturale Corigliano per la fotografia con il patrocinio del Comune di Corigliano Calabro e con il finanziamento della Regione Calabria promossa proprio per concretizzare una passione nei confronti di uno straordinario territorio ricco di preziosi siti d’arte e di bellezze naturali.

La fotografia sarà presente attraverso una serie di eventi con la presenza di qualificati operatori del settore, autori ed esperti che si confronteranno attraverso gli incontri con il pubblico, incontri, workshop, portaolio e mostre nella suggestiva cornice del Castello Ducale diventato ormai importante punto di riferimento per le attività culturali.

L’evento centrale di questa edizione è affidato alla straordinaria capacità interpretativa di Luca Campigotto, che ha realizzato una raccolta di immagini fotografiche su  Corigliano Calabro che saranno presentate al pubblico proprio in occasione della serata inaugurale del festival il 4 luglio 2009.

LA MUSICA DEL SUD.
Programma:
Inaugurazione  4 luglio 2009 – ore 19.00 Castello Ducale

Interverranno: Il Sindaco della Citta’, l’Assessore al Turismo della Regione Calabria Damiano Guagliardi, il Presidente della Provincia di Cosenza, Antonella Pierno (Accademia di Belle Arti Brera di Milano), Margherita Guccione (direttore MAXXI Architettura di Roma)  Maria Teresa Cerretelli (photo editor di Class e presidente del GRIN,  Fulvio Merlak (Presidente FIAF), Valeria Moreschi ( FNAC Italia )Vittorio Cappelli (docente di Storia Contemporanea e responsabile per le arti visive del CAMS\Unical)Carmelo Nicosia(direttore Accademia di Belle Arti di Catania), Rocco Pangaro (direttore Accademia di Belle Artri di Catanzaro)Tiziana Musi(Critico d’arte e docentedi Storia contemporanea accademia di belle arti di Roma) Gaetano Gianzi (Direttore Artistico e presidente dell’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia), Cosmo Laera (Direttore Artistico)

Mostre – 4 luglio 2009 – 15 settembre 2009
Castello Ducale di Corigliano Calabro

Luca Campigotto – le misure della notte
Guy Le Querrec – J à ZZ
Bernard Plossu – La musique de l’amour
Elena Givone – Flying Away – Florianopolis 2008
Fotografia Accademica – ricerca e produzione iconografica
in collaborazione con le Accademie di Catania, Catanzaro, Roma e Milano. Opere di Carmen Cardillo, Lidia Zinna, Orianna Tabacco, Domenico Mendicino, Laura Pisacane, Ana Maria Terzoni, Giulia Frati, Sara Spizzichino, Donato Del Giudice, Enrico Smerilli, Matteo Cremonesi.
La Calabria del Touring
Marina Guerra – Storie di donne nel tempo
Antonio Manta – Glimpses of the Casbah
Luca Policastri – Lo Scrigno del Tempo
Anna Romanello – Metamorphosen magica Roma magica Vienna

Inaugurazione venerdì 3 luglio 2009  ore 19.00
Loft Gallery arte contemporanea – Via Margherita, 47 – Corigliano Calabro
PORTFOLIO
4-5 luglio ore 9.00-12.30/15.30-18.00 –

Castello ducale di Corigliano Calabro

Mariateresa Cerretelli – photo editor di Class e presidente del GRIN
Renata Ferri – photo editor di IO DONNA
Elena Ceratti – Agenzia Grazia Neri
Francesco Zanot – Agenzia Contrasto
Antonella Pierno – Docente Accademia di Belle Arti di Brera
Fulvio Merlak – Presidente FIAF
Pippo Pappalardo – Docente DAC/FIAF
Giancarlo Torresani – Direttore DAC/FIAF
Carlo Ciappi – Docente DAC/FIAF
Silvana Turzio – Storica della fotografia e Curatrice
Carmelo Nicosia – Direttore Accademia di Belle Arti di Catania
Cosmo Laera – Fotografo e Art Curator
Margherita Guccione – Direttore MAXXI architettura
Valeria Moreschi – FNAC Italia
Elaine Harris– art buyer e producer ZOTOPROD, Francia

Incontri/Workshop –28 giugno 2009 / 5 luglio 2009
Castello Ducale di Corigliano Calabro

Elena Givone
29 giugno 2009/1 luglio 2009 inizio incontro ore 10.00 presso il Castello Ducale
La fotografia come arte
Guy Le Querrec
2/3 luglio 2009 ore 10.00 presso il Castello Ducale
Jazz come une image
Antonio Manta
4/5 luglio 2009 inizio incontro ore 10.00 presso il Castello Ducale
Post Produzione e Stampa
Libri / Video
Castello  video Atlante Italiano, ritratto dell’Italia che cambia, a cura di MAXXI architettura   1 luglio ore 19

Castello  video Marina Guerra/ Salvatore Grillo  2 luglio 18,30
Storie di donne nel tempo\Infanzia in bianco e nero
A cura di Francesco Vitali SalatinoCastello ducale di Corigliano Calabro –  2 luglio 2009 ore 19.30
Calabria. Viaggi e paesaggi di Francesco Bevilacqua ,edizioni Rubbettino
Presentazione con Francesco Bevilacqua, Florindo Rubbettino , Antonio Schiavelli

Lezione di fotografia / Libri
Castello ducale di Corigliano Calabro –  3 luglio 2009 ore 17.00

Alessandra Cosi presenta: Bernd e Hilla Becher e la Classe di fotografia alla Kunstakademie di Düsseldorf
Gianni Berengo Gardin di Silvana Turzio edizioni Bruno Mondadori
Con Gianni Berengo Gardin e Silvana Turzio

Concerto
Schiavonea Piazza Portofino 3 luglio 2009 ore 22.00

Marco Zurzolo in concerto

Fotografia Italiana
Teatro Valente-Centro Storico –  5 luglio 2009 ore 19.00

5 film 5 grandi fotografi a cura di Visioni d’arte GIART Bologna
Mimmo Jodice, Gabriele  Basilico, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Franco Fontana
Proiezione di estratti dai cinque film della serie FOTOGRAFIA ITALIANA, e proiezione di ‘’ Gianni Berengo Gardin’’ di Giampietro D’Angeli e Alice Maxia;  partecipano gli autori con Gianni Berengo Gardin
Informazioni:
organizzazione tecnica, informazioni e iscrizioni workshop:
Associazione Culturale CORIGLIANO per la FOTOGRAFIA
Corigliano Calabro (CS) – ITALIA  tel. 339.5699024 – 392.8243065

www.coriglianoperlafotografia.it ; info@gaetanogianzi.it

MUSEO CASTELLO DUCALE
Piazza Compagna, 1 – 87064 CORIGLIANO CALABRO (CS)  ITALIA  –  tel. 0983/81635
www.museocastellodicorigliano.it –   orari di apertura: 09.00-13.00/16.00-19.00 — lunedì chiuso

Prenotazione Alberghiera:
Zagara Viaggi e Turismo – Corigliano Calabro
tel. 0983/888001 tel. 0983/886696 – Fax 0983/886695
email: zagara_viaggi@tin.it

Scatole Sonore e Pietro D’Agostino

flyer-marzo-09Nell’ambito della IV stagione di “Scatole Sonore“, rassegna di musica, arti visive e performative, che si tiene al Rialtosantambrogio (via S. Ambrogio, 4) di Roma, giovedì 5 marzo ci sarà una serata che coinvolgerà un certo tipo di fotografia sperimentale, e in forma di mostra e in forma di “azione-installazione”.

Saranno in mostra, infatti, le immagini di Pietro D’Agostino (autore molto interessante di cui mi sono occupata altrove), il quale poi nel corso della serata, alle 22.30 – dopo la proiezione di un filmato dedicato ad uno dei profeti della beat generation, dal titolo “W. S. Burroughs: The Cut-Up Films” – darà luogo appunto al suo “Atto senza Attori”, azione che scaturisce da una già collaudata collaborazione con il poeta Marco Giovenale.

Il senso del loro comune progetto, di cui tale azione-installazione non è che una sorta di pubblica verifica, nonché le modalità in cui essa verrà proposta agli astanti (ma anche le brevi note biografiche dei due autori), sono riportate nel file pdf che qui allego (atto-senza-attori), perché possiate avere un’idea più precisa di quest’opera.

La serata si concluderà con dei concerti dei gruppi HysM?, Microwave With Marge, Ioioi; artista visuale: Francesco Giannico.
Per altri dettagli: http://www.scatolesonore.org/ e http://www.myspace.com/scatolesonore

Volume! Marco Albrizio al pianoforte

Questo evento musicale è (probabilmente) un off topic rispetto ai temi qui solitamente trattati. Ciò che, tuttavia, mi spinge a segnalarvelo è una frase che leggo sul comunicato inviatomi dalla Galleria, che ne parla come di “una serata in cui la visività prenderà forma attraverso le note“.

Il luogo in cui questo recital musicale si svolgerà è la Fondazione Volume!, galleria romana solitamente riservata all’arte contemporanea, della cui particolare suggestività – forse ricorderete – avevo avuto modo di scrivere in occasione di una bella mostra di Graciela Sacco.

Il programma della serata, che per i motivi sopradetti immagino interessante, prevede “una serie di composizioni per pianoforte accomunate dal desiderio di dare voce all’attenzione, sempre crescente, per il corpo. Dalle prime intemperanze di Beethoven, ai sussulti gelidi e bloccati di Stockhausen”.

Si svolgerà domani 16 maggio alle ore 19 nei locali, appunto, della Fondazione Volume! in Via S. Francesco di Sales 86 | 88.

“RacCORTI Toscani”: un invito ai videomakers

La segnalazione di oggi è apparentemente un off topic rispetto ai soliti argomenti trattati , ma riguarda un evento che mi pare degno di nota (cosa vieterebbe ad un videomaker di usare per la sua creazione un linguaggio prettamente fotografico?). 🙂

raccorti-toscani-tm.pngNato per promuovere la ricerca e l’espressione artistica da parte di nuovi talenti – ma anche per dare un incentivo alla riflessione, l’ascolto, e al dialogo con i cittadini, non meno che per favorire la conoscenza e lo sfruttamento delle risorse dei “luoghi” toscani – il Festival Televisivo RacCORTI Toscani, giunto alla sua III^ edizione, propone ai videomakers un concorso col quale chiede di raccontare la Toscana in cinque minuti: in un cortometraggio, corredato da una musica appositamente composta.

Tale progetto, che ha ottenuto l’oscar “città ideale” alla X Rassegna Dire&Fare 2007, è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Toscana e dalla Mediateca Toscana- Film Commission.

Quest’anno hanno aderito pure l’ANCI- Toscana, gran parte delle Province e molti Comuni; fra tutti particolarmente coinvolta la provincia di Pisa e i suoi Comuni, tanto da dar luogo a una “seconda sezione”, quella dei “RacCORTI pisani”dedicata a Pisa e i Comuni della Provincia, raccontati in tutti i loro aspetti.

I “RacCORTI” pervenuti – entro e non oltre il il 21 aprile 2008 – saranno proiettati in eventi sul territorio, utilizzati in trasmissioni televisive collegate al Festival, pubblicati su siti web.

Destinatari del concorso sono – come recita il bando – “Videomakers italiani e stranieri; Scuole di ogni ordine e grado; Scuole di cinema; Università (tutti i Corsi di Laurea in discipline del cinema, dello spettacolo e della comunicazione); Associazioni cinematografiche, culturali e di volontariato. L’iscrizione è gratuita, e la premiazione si svolgerà nel mese di giugno 2008.

I cortometraggi, in lingua italiana o sottotitolati in lingua italiana, non dovranno superare la durata massima di cinque minuti (titoli di testa e di coda compresi).
Le opere potranno appartenere a qualsiasi genere (fiction, documentario, astratto, d’animazione, sperimentale e videoclip).
Ogni partecipante potrà inviare non più di tre opere per sezione; alla fase finale sarà ammesso un solo corto per sezione. La colonna sonora dovrà essere originale, cioè composta appositamente per il video.

Informazioni più dettagliate sull’iniziativa le avrete consultando il sito www.raccortitoscani.it o inviando un’email a raccortitoscani@yahoo.it

“B-side Music Portraits” di Rita Antonioli

Rita AntonioliA+M Bookstore Edizioni ha di recente pubblicato “B-side Music Portraits”, un volume che raccoglie un nutrito portfolio di ritratti (ben quarantasei) di alcuni fra i più noti musicisti della scena internazionale, opera della fotografa milanese Rita Antonioli.

Corredato di una prefazione scritta da Patti Smith, e da testi di Carlo Antonelli, direttore della rivista Rolling Stones, e del critico musicale Riccardo Bertoncelli, il libro ha una particolare veste grafica con la sua copertina che richiama il formato dei vecchi 33 giri. La sua uscita è stata accompagnata da una mostra itinerante, già ospitata dalle librerie “La Feltrinelli” di Milano e di Roma, tuttora in corso – fino al 2 dicembre – presso quella di Bari.

Sono magnifici ritratti in bianco e nero, queste fotografie, frutto di un progetto più ampio sul “mondo del palco”, cui Antonioli si è dedicata da “grande appassionata di spettacolo dal vivo, per anni, giorno dopo giorno, con rara dedizione”, fotografando backstage e scene di tantissime produzioni, collezionando ritratti di coreografi, musicisti, attori e ballerini.
Frutto di dedizione e pazienza, dunque, ma anche di un’evidente attitudine dello sguardo ad andare oltre la maschera sociale del personaggio pubblico per cogliere l’altra sua faccia, il lato B.

Di questo parla il titolo del libro: come il lato B dei vecchi 45 giri spesso presentava il pezzo escluso da un album per motivi di convenienza commerciale, ma ritenuto dal musicista manifestazione più autentica della propria personalità artistica e ricerca musicale, così gli scatti di Antonioli palesano un volto insolito, e talora inedito, di ciascuno di questi artisti. Un volto più umanamente autentico, ma inevitabilmente celato.

Rita Antonioli“Una fotografia è un segreto che parla di un segreto. Più essa racconta, meno è possibile conoscere”. E’ una frase di Diane Arbus. La sua scelta, a commento di questo lavoro, spiega in sintesi un modo di guardare e di fotografare, che sembra appartenere totalmente alla giovane fotografa, giunta a questa prova dopo un lungo e articolato “tirocinio” nel reportage, nella moda e nella fotografia di scena.

La sua indagine, quella che ci mostra questo libro, parla di “segreti”; che giustamente non rivela. Si limita ad accennarvi, stuzzicando la nostra curiosità, inducendoci ad interrogarci. Quale sogno si annida dietro gli occhi serrati, in quell’espressione compiaciuta, di Laurie Anderson? E, di contro, qual è la visione sottesa allo sguardo sbarrato di Diamanda Galas? E quella scritta sulle dita della sua mano? una mano che copre o che disvela? E questo Nyman che affiora dal buio con aria dubitativa?

Come nelle immagini di Arbus appunto, il mondo circostante sembra sparire e la persona si porge all’obiettivo con una schiettezza che sottende uno scambio umano fra fotografo e fotografato.

Non c’è racconto ma “presenza“. E incontro.

Rita AntonioliDell’incontro con Rita Antonioli parla, quindi, Patti Smith nella sua prefazione al libro (la stessa che introduce la mostra).

Parla di come, pur distrutta dopo una dura performance, non riesce a negarsi alla fotografa e al suo obiettivo, perché è disarmata dall’umiltà della professionista che l’attende sul palcoscenico fra il turbinio alacre degli attrezzisti: le concede solo due scatti, ma la lascia libera di “prenderne” quattro: “I had immediate respect for her method, her speed, her deep concentration and her beautiful camera”.

Da quest’esperienza vien fuori l’immagine ufficiale di Patti Smith per il London Meltdown 2005 (di cui è direttrice artistica), che diventa poi copertina di una raccolta musicale.

E ancora Smith racconta che molte delle immagini presenti nel libro sono nate in analoghe condizioni “avventurose”, fra limiti di tempo e di spazio, nel backstage del Meltdown.

Ne emerge un modus operandi, stupefacente senza dubbio se si guardano soltanto i risultati: immagini di una politezza classica, che in qualche caso richiama i ritratti scattati da Robert Mapplethorpe. Comprensibile, se si pensa al lavoro di lunghi anni, alla passione e alla dedizione, che ci fanno ammirare e godere ancor di più queste belle fotografie.

Rita Antonioli


“Adesso mi preparo…”: un incontro fra teatro, poesia, musica e arte visiva

Vorrei segnalarvi da mercoledì prossimo, a Roma presso il Teatro dei Contrari, uno spettacolo in cui varie arti s’intrecciano in un tutt’uno nel tentativo di veicolare un messaggio dai forti accenti evocativi, che chiede di far breccia nell’animo dello spettatore.

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24 / 25 / 26 OTTOBRE 2007
Adesso Mi Preparo A Questo Nuovo Viaggio
ascolta il battito

Poesie di Giampiero Cappellaro
Voce recitante di Alessandro Sena
Fotografie di Luca Cappellaro
Musiche al pianoforte di Alessandra Celletti

Luca Cappellaro Luca Cappellaro

Un viaggio onirico-surreale nelle poesie di Giampiero Cappellaro attraverso la voce intensa e la sensibilità scenica di Alessandro Sena, sublimato dai colori della musica dal vivo di Alessandra Celletti e dalla suggestione delle immagini di Luca Cappellaro.
Teatro, poesia, musica e arte visiva che si incontrano senza steccati e senza confini trattaciabili in una terra di nessuno dove l’intensità del voler comunicare diventa confessione aperta per coloro che vorranno ascoltare.
Un sogno nell’intimità delle parole della musica e la musica delle parole, che si manifesta nelle sue atmosfere, nel suo tempo, nelle sue luci e visioni.
Quando il teatro incontra la passione, l’emozione, il viaggio e il cuore.

Teatro dei Contrari
Via Ostilia 22/a (Colosseo)
biglietto euro 10,00 (tessera compresa)
inizio performance 21:30

www.adessomipreparoaquestonuovoviaggio.com

E’ necessaria la prenotazione on-line o ai numeri 3398784860 (Alessandro) o 3385884945 (Giampiero), per verificare la disponibilità

Luca Cappellaro