Nel mondo di Ottavia Hiddenart

“Ho vissuto un’esistenza quasi trasparente, tra il 1903 e il 1983. Non sono stata coraggiosa e non ho fatto quello che avrei voluto, non sono riuscita a separarmi da mia madre né dalla casa in cui vivevo. Non mi sono sposata, non ho avuto figli e la mia famiglia si è estinta. Avrei voluto essere un’artista, lavoravo nel segreto della mia mente senza mai realizzare le mie opere. Ora, a trent’anni dalla morte, mi viene data una seconda possibilità da chi si è trovato in mano le mie fotografie, unica eredità della mia esistenza. Si perde facilmente la memoria delle persone che sono state, con la mia arte lotto contro questo: voglio riportare in vita volti rimasti senza una storia.”

Con queste parole si presenta  Ottavia Hiddenart, misterioso personaggio nato dall’incontro immaginario di due esistenze, l’una presente e reale, l’altra avvolta nei misteri di un passato di cui non restano che immagini fotografiche in bianco e nero.
E’ proprio da questi scatti che nasce l’idea di “una collaborazione”, che si nutre di affinità, di risonanze emotive, di fantasia: una collaborazione che  nei personaggi e negli scenari dell’album di famiglia di Ottavia trova i materiali e gli spunti per nutrire e rendere palese l’immaginario di un’altra donna, una nostra contemporanea, che finalmente è coraggiosa abbastanza da poter parlare di sé come di un’artista. Insieme ad Ottavia, nei panni di Ottavia.

Al Perugia Social Photo Fest – che apre i battenti domani – le sue opere saranno presenti in una mostra intitolata “I am now brave enough to call my self an artist”.  Cogliendo questa occasione ho pensato di farvi cosa gradita proponendovi la conversazione che segue.

Buongiorno Ottavia! Cosa rappresenta l’arte nella tua vita?

L’arte è importantissima per me, vi ci metto tutto ciò che non vedo, non conosco, le persone di cui sento parlare, i luoghi in cui non vado, è anche ciò che non posso dire.

E’ un luogo forse un po’ onirico, mio personale nascondiglio, dove i pensieri si trasformano in immagine.

Uso colori, forme e ironie per raccontare storie inventate, fino ad ora solo per me stessa, ma finalmente, da poco, ho iniziato ad espormi, e ciò che era solo materiale astratto, ha assunto una forma concreta.

Ottavia 0

Che ruolo ha avuto la fotografia nella tua esistenza?

La fotografia ha sempre avuto una grande importanza per me. Mio padre ne era appassionato e io da piccola lo guardavo incuriosita; lui ci metteva in posa, quando la luce o la situazione gli piaceva e scattava quelli che possono essere considerati dei classici ritratti familiari. Sempre d’estate, quando la luce era buona e la vacanza gli dava il tempo; sempre in campagna e mai in città; perché è la campagna il luogo dello svago, del tempo libero e della riunione familiare.

Non faceva mai foto nei momenti di routine, ma neanche in quei momenti dove te lo saresti aspettato: mai a natale, mai per i compleanni, mai per comunioni o celebrazioni varie. A lui piaceva fotografare momenti di silenzio e comunione familiare. Ed è così che io appaio oggi in fotografia.

Ottavia 1 Ottavia 2 Ottavia 3

Non ho lasciato al mondo delle prove tangibili, la fotografia è l’unica traccia della mia esistenza. Non ho costruito nulla e non ho avuto figli a cui tramettere i miei geni e il mio ricordo. Ho solo aiutato in casa e fatto beneficenza. Ho cucito, cucinato e letto tanti libri. Poi me ne sono andata, in modo silenzioso, esattamente come sono stata al mondo.

La fotografia per te costituisce, dunque, una traccia della tua esistenza…

E’ grazie alla fotografia che qualcuno ha scoperto che sono esistita. Qualcuno ha trovato tutta la mia vita in una scatola, ha messo in ordine le mie fotografie e mi ha ridato un nome, forse anche una seconda chance.

Spesso, dopo un po’ di tempo , delle persone che muoiono non rimangono che le foto… Quante vite sono state dimenticate e quel che rimane è una fotografia; rimane un momento, un’espressione di cui non si sa più nulla se non quello che la foto descrive.

E’ come una prova dell’esserci stati…

Questo mi affascina della fotografia, come dice Roland Barthes, la foto prova che quel momento li è veramente stato, che quel volto ha vissuto: la fotografia prova l’esistenza di qualcuno.

Ma forse è anche uno strumento in grado di “rimescolare le carte” di un’esistenza?

Chi ha trovato le mie foto, e con esse tutte le foto delle persone con cui condividevo l’esistenza, mi ha proposto un’interessante collaborazione: io racconto storie, lei le mette su carta fotografica. In questo modo lei mi ridà la possibilità di essere quell’artista che non ho avuto il coraggio o l’opportunità di essere in passato. E se per rimescolare le carte intendi un uso selvaggio di fantasia, si, c’è anche quello.

Chi è questa persona e come mai ha deciso di darti questa nuova chance d’esistenza?

È una persona che, come me, fa fatica a definirsi artista, che fa fatica ad esporsi, che per motivi familiari, sociali o lavorativi, ha deciso che le piace rimanere in incognito… e trovandosi per caso le mie foto in mano, ha deciso di utilizzarmi come maschera, come strumento per esprimersi. C’è una sintonia, un incastro nelle nostre vite che ci permette di collaborare, di dare l’una all’altra ciò di cui abbiamo bisogno. Entrambe, insieme, troviamo il coraggio di esporci, nella creazione di opere d’arte a 4 mani.

C’è, fra le tue immagini, una che ti somiglia più delle altre?

E’ una domanda difficile… un’immagine che somiglia a chi? A me Ottavia o a chi mi tiene viva?

Per immagine intendi una foto della mia vita in cui mi riconosco oppure uno dei miei collage?

A te la facoltà di scegliere come vuoi interpretare la domanda…

C’è una foto tessera di quando avevo quindici anni circa, dove indosso un cappello a falda larga e ho un sorriso triste; ecco, quella forse è la foto dove le fisionomie di entrambe noi, artiste in gioco, si incontrano di più. 

Ottavia 4

Ottavia 5

Ce n’è anche una di quando ero più piccola, seduta su una seggiola di vimini con la mia bambola: anche li vedo somiglianza. Ma purtroppo è la foto melanconica dell’adolescenza quella in cui più ci vediamo, entrambe, contemporaneamente.

Per quanto riguarda i collage, “Margherita in the 60” è la donna che avrei voluto essere: quella che riesce ad essere artista, che è bella ed elegante, ha 6 figli e coraggio e personalità da vendere. Anche quel volto lega me e la mia amica e collaboratrice.

E noi pure siamo legate, ma più non posso dirti; la nostra storia si basa sul mistero: mistero di vite perdute, mistero di vite contemporanee, mistero di arte ed espressione. Tanti sono i motivi per cui rimaniamo un po’ così… sospese nell’ombra, mettendo fuori un piedino alla volta. La difficoltà ad esporci ci accomuna. 

© Ottavia Hiddenart. "Margherita in the 60"
© Ottavia Hiddenart. “Margherita in the 60”

Nelle tue opere spesso si notano cose che sembrano uscire dalla testa dei soggetti ritratti, perché ricorre questo elemento e come dobbiamo interpretarlo?

Sì, effettivamente, senza rendermene conto, per raccontare le mie storie ho iniziato ad utilizzare elementi vaganti che sovrappongo alla stampa fotografica, oppure che faccio uscire dalla testa dei soggetti rappresentati. Semplicemente, rappresentano i pensieri. Sono ritratti immaginari e c’è una piccola storia dietro ad ogni immagine che, se non si deduce, è scritta nel sottotitolo. Ma poi ognuno ci vede quello che vuole.

© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | On a japanese sunday afternoon
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | On a japanese sunday afternoon, 2011
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | Nège, bride tension, 2011
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | Nège, bride tension, 2011
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | Everyone has his own thought, 2011
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | Everyone has his own thought, 2011
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | The powder dilemma, 2013
© Ottavia Hiddenart. DAYDREAMING | The powder dilemma, 2013

Quanto questi collage ci parlano del passato e quanto del futuro?

Difficile rispondere. Vediamo un po’… Fammi ragionare, pensare ad alta voce… Se consideriamo la mia prima tranche di lavoro, i collage digitali… sono storie tratte dal passato, inventate nel presente, poi stampate, incorniciate ed esposte nel presente. Ma il nostro gioco è dire che sono stati fatti nel passato. .Per quanto riguarda il nuovo lavoro, i collage di carta con fotografie d’epoca originali… anche questi sono fatti nel presente, ma penso che rappresentino il futuro della mia/nostra produzione. E’ lì che voglio andare. Ancora non sono molto brava a gestire colla e taglierino, ma sto imparando, quindi è il futuro. Tuttavia, come nel caso dell’altro lavoro, questi collage sono ispirati al passato, vogliono riportare nel presente storie di persone passate.

Si tratta di collage che, attraverso i loro frammenti, vogliono raccontare e descrivere pensieri, atmosfere e personalità perdute.

© Ottavia Hiddenart.
© Ottavia Hiddenart.

Happy Rebirth-day: all’insegna della rinascita!

21-12-2012. Approfitto di questa data “fatidica” per augurare a voi, lettori e amici, una buona fine…

… ed un miglior principio d’anno! 😉

Certamente ognuno di noi avrà i propri interrogativi e le proprie ansie riguardo al futuro, prossimo venturo (!), e tuttavia gli interrogativi sembrano fatti apposta per darci modo di riflettere sul nostro percorso, per darci l’opportunità di cambiare, e pure le ansie sono utili in vista di un loro superamento, che ci lascerà dentro il senso di una crescita e forse persino di una maggiore solidità.

MP_wellcome

Augurando a voi e a me, dunque, proprio una simile svolta positiva, legata innanzi tutto al nostro modo di “vedere” il mondo – una svolta che potrebbe, in realtà, benissimo nascere anche da un  nuovo approccio alla fotografia, all’arte, in breve a tutto ciò che  stimoli la creatività che è dentro tutti noi – vi invito oggi a sentirvi parte del Rebirth-day planetario proclamato da Michelangelo Pistoletto.

Il senso di tale evento, che coinvolgerà gente di molti, e disparati, luoghi intorno al mondo, vuole essere appunto quello di favorire una rinascita globale nel segno della consapevolezza che un cambiamento è necessario, e deve nascere da azioni collettive, responsabili e rispettose dell’essere umano e della natura, perché siamo tutti parte di un qualcosa e ogni piccola azione è importante.
E’ un cambiamento di visione, quello che va operato, lasciando indietro lamentazioni e recriminazioni per fare ognuno la propria parte.
Gli elementi per costruire un futuro li abbiamo già, ma quello che non si cerca attivamente non si può vedere. Un po’ come accade nel mio piccolo contributo al Rebirth-day (l’immagine e la riflessione che vedete qui di seguito).

Che  c’entra il quadro di un pittore fiammingo con Pistoletto e il Rebirth- day? e che c’entra con il nostro presente?
Come vedrete, io delle forti analogie ce le ho trovate. Forzatura o ermeneutica? Per come la vedo io, è solo uno dei tanti spunti possibili da ripescare nel nostro bagaglio culturale e su cui riflettere per riassemblare in una nuova forma la nostra vita… in fondo anche la scienza ci assicura che “nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.
E allora auguro a tutti per il 2013 una buona trasformazione!!! 🙂

.

Tertium datur: una riflessione

© Rosa Maria Puglisi. "Tertium datur - una riflessione"
© Rosa Maria Puglisi. “Tertium datur – una riflessione”

La simbologia dell’unione e del concepimento, nei “Coniugi Arnolfini” di Jan van Eyck, sembra contenere in sé lo schema grafico del concetto di Terzo Paradiso.
Nel quadro, i due elementi che hanno contraddistinto le “ere passate” – ossia Artificio e Natura, come teorizzato da Pistoletto – possono essere individuati nella mano dell’uomo (l’azione dell’artefice) e nel seno della sposa (la natura che accoglie e nutre); persino il verde del suo abito ribadisce questo significato allegorico.
Ho usato, perciò, il segno simbolo del Terzo Paradiso per individuare visivamente questi due elementi salienti dell’immagine, in modo tale che lo stesso gesto che unisce i due personaggi possa sottolineare l’elemento centrale dello specchio, elemento fondamentale della poetica pistolettiana, e di per sé pregno di profondi simboli archetipici.
Lo specchio, nel quadro, con la sua forma convessa sembra gonfiarsi, gravido di possibilità, come il Terzo Paradiso. Ed è pure simile ad una lente, che “mette a fuoco” un piano diverso dello spazio, della realtà: quello della “riflessione” concettuale.
E’ questo uno spazio in continuo divenire, “aperto e inclusivo”, nel quale i vari aspetti della realtà – anche quelli in apparente contrapposizione – possono proficuamente fondersi in un “tertium datur”, così da annullare quei meccanismi della logica comune, secondo i quali esiste solo una verità e la si può ricavare con un ragionamento logico-deduttivo fondato su opposti, del tipo bianco/nero, bene/male, io/l’altro.
La rinascita, che il Rebirth Day auspica, per me non può che essere “rinuncia al bipolarismo del pensiero logico”, per accogliere il non previsto, il diverso, il nuovo.

Rosa Maria Puglisi
(10-10-2012)

 

Di fronte e di schiena

© Ferdinando Scianna. L’ uccello dei cattivi pensieri, Bergamo,1966.

La fotografia, grazie al suo esser divenuta strumento d’espressione preferenziale per moltissimi artisti contemporanei, e – come conseguenza – grazie al suo essere entrata ormai da lungo tempo a pieno diritto nel mondo del mercato artistico, quest’anno avrà una nuova vetrina tutta per sé a Torino. Si chiama Photissima ed è la manifestazione fieristica che a partire da quest’anno andrà ad affiancare – per un novembre che si preannuncia denso di eventi – la ben più consolidata Artissima con lo scopo dichiarato di rendere omaggio alle varie declinazioni della fotografia: alla fotografia storica, come a quella contemporanea, come pure a quella di reportage.

Nell’ambito di questa sua prima edizione, vorrei segnalare la presenza di una mostra che si preannuncia particolarmente interessante, avendo come tema “non solo il ritratto, ma anche il “ritrarsi”. Perché a volte il visibile non è quello che ci sta davanti: ma intorno, ai lati. Dietro”.

Curata da Elio Grazioli ed organizzata da Pho_To Progetti per la Fotografia, ha come emblematico titolo “Di fronte e di schiena” e s’inaugurerà il 6 novembre alle ore 18 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, portando in mostra immagini selezionate della Collezione di Fotografia Europea Reggio Emilia

Ecco per voi qui di seguito il suo comunicato stampa:

© Martin Parr, Italy. Reggio Emilia, 2006
Di fronte e di schiena

Dalla Collezione di Fotografia Europea Reggio Emilia

 7 novembre – 2 dicembre

 Il visibile non è quello che ci sta davanti. È intorno, ai lati. Dietro. Si nasconde allo sguardo e va ricercato, scoperto. Ritrovato, ri-tratto. In esclusiva assoluta per l’Italia viene inaugurata martedì 6 novembre alle 18 al Museo Regionale di Scienze Naturali, la mostra Di fronte e di schiena, a curadi Elio Grazioli,organizzata da Pho_To Progetti per la fotografia, con il Patrocinio della Regione Piemonte, e tratta dalla Collezione di Fotografia Europea Reggio Emilia, un progetto culturale del Comune di Reggio Emilia che dal 2006 si confronta con la cultura internazionale dell’immagine e rivolge una particolare attenzione al territorio e ai giovani fotografi.

Di fronte e di schiena è una selezione di autori, tra cui Luigi Ghirri, Martin Parr, Gabriele Basilico, Antoine D’Agata e Ferdinando Scianna, che compongono la collezione, acquisita nel corso delle sue sette edizioni e custodita nella Fototeca della Biblioteca Panizzi.

La mostra è inserita come evento speciale nel programma di Photissima, la fiera torinese dedicata alla fotografia.

© Gabriele Basilico, Fuori centro, 2005

Sprazzi di verità si rivelano a volte sbirciando attraverso le finestre di un asilo. Tra i palazzoni di una periferia, 

luogo “fuori centro” per eccellenza. Nella fugacità di un amplesso, o in ascolto fuori da una porta chiusa. “Talvolta è di fronte ma è invisibile, talvolta è di schiena ma si capisce tutto” spiega Elio Grazioli,curatoredi Fotografia Europeache ha selezionato le opere in mostra; immagini varie e significative con cui viene ricostruito lo sguardo attento e curioso sul panorama internazionale contemporaneo che ha guidato le edizioni 

del festival fin qui realizzate. La Collezione di Reggio Emilia, infatti, mette a confronto le ricerche professionali e artistiche originali di alcuni dei più autorevoli esponenti e delle più stimolanti promesse della scena fotografica internazionale di oggi.

Sono 18 gli autori selezionati tra gli oltre 100 che compongono la Collezione e che attraverso il fil rouge Di fronte e di schiena generano nuovi accostamenti, analogie impreviste, inedite sfaccettature in un confronto di stili ed epoche che è una ricerca continua, in perenne trasformazione. Marina Ballo Charmet, Giorgio Barrera, Gabriele Basilico, Antonio Biasiucci, Bruno Cattani, Antoine D’Agata, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Goran Galić e Gian-Reto Gredig, Aino Kannisto, Martin Parr, Bernard Plossu, Pentti Sammallahti Kai-Uwe Schulte-Bunert, Ferdinando Scianna, Klavdij Sluban, Alessandra Spranzi e Nicola Vinci con i loro scatti site specific per Reggio Emilia, hanno interpretato liberamente il tema che ogni anno ha caratterizzato Fotografia Europea, con unattenzione particolare al paesaggio urbano e alla figura umana, tra ricerca e sperimentazione.

© Antoine D’Agata, Situations, 2008

Oltre alle 30 immagini esposte, la mostra Di fronte e di schiena presenta anche una selezione di libri che compongono il progetto The Core of Industy, concorso internazionale di fotografia promosso nel 2008 dal Comune di Reggio Emilia e dall’Associazione Industriali della Provincia di Reggio Emilia nell’ambito del festival per mettere a fuoco l’essenza della realtà industriale europea e locale al tempo stesso. Gli autori – Carmen Cardillo, Luca Casonato, Karin Jobst, Florian Joye, Mindaugas Kavaliauskas, Hyun-Jin Kwak, Ernst van der Linden, Thomas Pospech – mettono a nudo, attraverso i loro scatti, scarni paesaggi e imponenti cisterne. Armadi pieni di fili e carrelli abbandonati, operai seduti in pausa pranzo e uomini che scaricano merci. Il paesaggio, l’architettura, l’ambiente e le persone diventano così gli oggetti di un’unica indagine per raccontare meglio di qualsiasi studio criticità, eccellenze e implicazioni sociali dei mutamenti industriali in atto.

INFO

Sede: Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36, Torino
Mostra: Di fronte e di schiena. Dalla Collezione di Fotografia Europea Reggio Emilia
Inaugurazione: martedì 6 novembre, ore 18
Periodo:
7 novembre – 2 dicembre 2012
Orario: tutti i giorni: 10 – 19 Chiuso il martedì
Biglietto: € 5,00 intero – € 2,50 ridotto
InfoMuseo: tel. +39 011 43.6354 www.mrsntorino.it

dalla fotografia al video 3D: Alessandra Vinotto si racconta

Pluripremiati registi nel campo del video in 3D (Best 3D Music Video 2010″, “Best of the fest 2011” e “Best director to watch 2011” al 3D Film Festival Hollywood), Alessandra Vinotto e Francesco Rotunno sono presenti anche all’edizione 2012 del 3D Film Festival di Los Angeles.
Il loro video, intitolato “3D Levitation” – e ispirato al senso di magia e fascinazione che il 3D ispira negli spettatori –  è stato, infatti, selezionato e sarà proiettato a Los Angeles Downtown al REGAL CINEMAS LA (dove già recentemente erano stati celebrati gli MTV AWARDS).
Nato come progetto didattico presso l’IED di Milano, è stato realizzato nella  sua sala di posa come risultato finale del primo corso sul workflow in 3D stereo – dal concept alle riprese – che Francesco Rotunno ha tenuto nella primavera del 2012 presso l’istituto milanese; con due Canon XF 305, e utilizzando un 3D Stereo rig di tipo beam-splitter, gli allievi del corso, con la guida dei due registi, hanno potuto mettere in pratica tutte le nozioni teoriche e pratiche apprese durante le lezioni, contribuendo a questa creazione.
Da questa notizia di attualità ho colto lo spunto per chiedere ad Alessandra Vinotto – la quale riceverà, in qualità di talento creativo genovese, il Ri-premio nell’ambito di Genova per Colombo 2012 – di raccontarci qualcosa riguardo alle esperienze personali che l’hanno portata in questo interessante campo dell’arte visuale.
video in 3D, il workshop allo IED
Come ti sei avvicinata al mondo delle immagini?
.
Non ho mai chiesto regali in vita mia, non essendo molto interessata alle cose materiali. Ma alla prima comunione ho detto ai miei genitori che il mio regalo sarebbe stato una macchina fotografica! (Mio nonno era fotografo e stampatore per puro diletto… Utilizzava una Voigtglander, ancor oggi presente nella mia collezione di vecchie fotocamere!!).
Da quel giorno (avevo 7 anni) non ho mai smesso di fotografare… Poi ho fatto il liceo artistico scegliendo “laboratorio fotografico” come materia opzionale… Et voilà! Non so fare altro… Nella vita ho praticamente fatto solo l’artista.
.
Puoi raccontarci il tuo percorso come fotografa e la tua evoluzione d’artista?
.
Sempre al Liceo, tra artisti, c’era chi faceva teatro… Tutti squattrinati, loro avevano bisogno di foto di scena ed io avevo una macchina fotografica e tanta passione! Da lì ho iniziato a fare la fotografa di teatro, cosa che continua ancor oggi (ma purtroppo non quanto vorrei, per limiti di tempo…).
Poi, l’illuminante guida di Giuliana Traverso, per la quale ho fatto anche la modella per anni, che ha letteralmente cambiato il mio modo di osservare il mondo. Le mostre, personali e collettive, nazionali ed internazionali… Poi il lavoro come reporter (di viaggi, non di guerra! troppo emotiva..) per un’agenzia di Milano, quello di fotografa di scena prima itinerante in molte città e teatri d’europa, e poi presso il teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova, l’insegnamento alla Sdac (una scuola di cinema genovese), e l’incontro con Francesco Rotunno, che mi ha fatto capire quanto il video avrebbe espanso le mie possibilità espressive… E poi la prima vittoria ad Hollywood (abbiamo vinto 3 premi al 3DFF negli ultimi due anni..), la partecipazione al Sundance Film Festival, al californiano Cinequest, al Belga 3D Media, la presentazione al Capalbio International Short Film Festival, la vittoria al parigino Dimension 3, il premio speciale all’italiano MEI, ed eccomi qui! Con ancora tantissimo entusiasmo e la voglia di imparare sempre cose nuove.
.
Fra tanti impegni fotografi ancora?
.
Sarebbe come chiedermi “respiri ancora?!?”.. Certo, fotografo continuamente e con ogni mezzo: telefono, I-pad, persino la tanto discussa Instagram. Credo che il mezzo abbia un’importanza relativa…
.
Hai detto di essere passata ai video perché questi espandono le tue possibilità espressive, ma come cambia il tuo approccio?
.
L’incontro con il regista Francesco Rotunno (quando ancora regista non era, ma bensì mio allievo di fotografia) è stato determinante: lavorando insieme mi sono resa conto che fare un video era come scattare tantissime foto! E mi sono lasciata catturare dalla magia del movimento. L’approccio è lo stesso: la ricerca della pulizia dell’immagine, della comunicazione simbolica, dell’armonia.
.
Hai una preferenza per uno dei due linguaggi, foto o video?  E, se sì, per quale motivo?
.
La fotografia per me è più immediata , più diretta. Forse perché praticandola da cosi tanto tempo ormai è connaturata al mio essere. Il video necessita di una preparazione diversa, va “pensato”, immaginato, voluto. La fotografia si incontra, è lei che trova te, ad ogni angolo della strada. Ma entrambi i linguaggi mi affascinano, difficile scegliere.
.
Cosa rappresenta per te la possibilità di lavorare in 3D?
.
Il 3D è l’assoluta magia della visione stereoscopica, quella più naturale per l’occhio umano.
Era ciò che mancava al cinema per essere quasi perfetto. Lavorare in 3D significa poter finalmente “mostrare” al pubblico le mie elucubrazioni in purezza!!
Mi spiego meglio: la profonditá degli spazi, la scansione dei volumi, il ritmo del 3D conferiscono alle immagini una vivezza incredibile, danno un coinvolgimento imparagonabile a ciò a cui ci aveva abituato l’immagine “piatta”. Tutto acquista uno spessore diverso, si imprime maggiormente nella memoria: e questo significa che il messaggio “passa”più agevolmente.
.
Come sei giunta ad utilizzare questa nuova tecnica?
.
Credo profondamente che la vita sia una continua evoluzione, e che pertanto si debbano ricercare nel progresso tecnologico quegli strumenti che ci consentano di esprimere appieno tutte le nostre istanze comunicative. Rotunno in questo è stato un aiuto fondamentale, essendo sempre aggiornatissimo e preparatissimo su ogni possibile innovazione: basti pensare che mentre in Italia molti non sono ancora arrivati al 3D, noi siamo giá approdati all’autostereoscopia, ovvero il 3D senza occhiali!! Bisogna riprendere da almeno 9 punti di vista simultaneamente.. Ma questa è un’altra storia!!
.
Progetti in cantiere?
.
Sto finendo una sceneggiatura per un corto che gireremo a Los Angeles (mi è stato commissionato là, e sarà un episodio di un lungometraggio pensato per partecipare a festival quali Cannes, Sundance, etc); stiamo ultimando con Rotunno la stesura di un lungometraggio, e come fotografa sto portando avanti un lavoro sul corpo e le sue mutazioni, di cui una foto sarà presente ad una collettiva molto importante che inaugurerà a fine novembre e mi vedrà affiancata ad alcuni dei più grossi nomi della fotografia internazionale..
Insomma, non ho senz’altro il tempo di annoiarmi!!

una foto per Ando

Nell’ambito della manifestazione svoltasi il 22 di luglio a Ponzone per celebrare la figura di Ando Gilardi, di cui vi ho recentemente scritto, è avvenuta la proiezione di un progetto, curato da Andrea Repetto, dal titolo “una foto per Ando”.

Ad esso hanno partecipato un buon numero di fotografi italiani, i quali hanno inteso rendere omaggio al celebre critico con immagini variamente ispirate alla sua opera e alle sue idee o magari, più semplicemente, ad un incontro più o meno virtuale con la persona, sicuramente indimenticabile, che Ando era. Non senza concessioni a quell’ironia e quello scarto via dal pensiero comune, tanto erano cari a Gilardi, oltre che al rimpianto.

Eccovi lo slideshow del progetto. Buona visione!

una festa per Ando Gilardi

Vi segnalo questa importante iniziativa nata per rendere omaggio a uno dei grandi personaggi della fotografia italiana recentemente scomparso: una festa – come richiesto da Ando – che si svolgerà domenica 22 luglio a Ponzone, sua ultima sede; un evento variegato organizzato dagli amici  per celebrare il complesso, e a tratti eccentrico, mondo gilardiano.

.

La Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi

in collaborazione con Comune di Ponzone

vi invitano a

UN GIORNO PER ANDO

Domenica 22 luglio 2012

Palazzo Thellung – Sala della Società – Ponzone AL

.

info: info@fototeca-gilardi.com –  02 39312652      

In questa giornata si riuniscono quanti lavorano realizzando applicando, visualizzando, raccontando o interpretando le idee gilardiane, in materia di fotografia (naturalmente) ma anche di filosofia, di storia, di musica, di vita… o di gastronomia e condividere esperienze e aspirazioni in un incontro creativo tra colleghi, alla pari e quasi conviviale: per ricordarlo in libertà con tutti i mezzi disponibili e con competenze anche molto lontane una dall’altra.

Il Comune di Ponzone ha accolto l’invito e in quanto ultima residenza terrena del “cittadino” Ando Gilardi, ospiterà la nostra riunione negli spazi restaurati del Palazzo Tellung (giardini Thellung) e nella sala a pian terreno della Società. Ecco elencati i  primi “comunAndi” che hanno aderito e i loro interventi.

è consigliabile confermare la presenza a:

ospite@fototeca-gilardi.com

 

DOMENICA MATTINA:

Ore 10:30 Ricordo speciale di Ando. Apertura della festa e benvenuto agli amici, a cura di Fototeca Storica Nazionale. Invito per tutti a lasciare un messaggio visivo nel video box allestito allo scopo.

Ore 11:00 Presentazione e proiezione del progetto “Una foto per Ando” omaggio di alcuni Fotografi Italiani, a cura di Andrea Repetto.

Ore 12:15 Realizzazione di una foto evento al gruppo di partecipanti con apparecchio fotografico a foro stenopeico (pinhole) a cura di Noris Lazzarini che presenterà anche le sue specialità da agricoltura biologica a base di olive liguri.

Dalle 13:00 alle 14:30 Presso la Pro-loco di Ponzone sarà possibile consumare gustose specialità locali a modico prezzo e in opzione anche il “menu Ando”: il suo pranzo preferito. Su prenotazione entro il 18/7: ospite@fototeca-gilardi.com

DOMENICA POMERIGGIO:

Ore 15:30 Proiezione del documentario FOTOGRAFIA E SOCIETÀ (durata 31 min.) a cura di Tonino Curagi e Anna Gorio

Ore 16:30 Anteprima del libro a cura di Pino Bertelli, con testi di Ando Gilardi: DIO NON ESISTE! LA FOTOGRAFIA SI! (sottotitolo, Merde de la photographie) presentazione della prima bozza con foto proiezione sonorizzata di Pino Bertelli.

Ore 17:30 Visita guidata-lampo alla mostra LA VITA È BELLA, pensieri gilardiani sulla Shoah lettura di Irene Geninatti (Masca in Langa)

Ore 18:00 VENTI5 D’APRILE Concerto multimediale di BARABAN Gruppo fra i più rappresentativi della scena folk italiana, apprezzato in Europa e America, Barabàn ha sviluppato un percorso che rivisita la tradizione musicale del nord Italia con un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Lo spettacolo, sul tema della Resistenza, comprende una video testimonianza dello stesso Ando. Dopo il concerto piccola festa a ballo con valzer, polche e mazurche per salutare tutti gli amici. (ingresso libero)

Ore 20:00 A modico prezzo, merenda sinoira a base di salumi, formaggi, conserve piemontesi e focaccine, innaffiate da buon vino.  Su prenotazione entro il 18/7: ospite@fototeca-gilardi.com

strutture vicine per ospitalità

Ostello della gioventù Ciglione: t.             347-8203830

Bed & breakfast La Civetta : t.             333- 3432540

Piombino, Social Photo Fest: Intervista a Sabine Korth

In occasione della prima edizione del Social Photo Fest, che è stato inaugurato il 25 maggio a Piombino, e che vede in programma mostre ed eventi, fra i quali in particolare è da segnalare una giornata di studio dedicata alla fototerapia, che si terrà domani, sabato 2 giugno (clicca qui per leggere il programma completo), vi propongo questa intervista alla sua direttrice artistica Sabine Korth.

.

Com’è nata l’idea del Social Photo Fest? Perché un festival di fotografia sociale?

L’idea è nata da Silvia Tolomei, una mia studentessa, ora direttrice della nostra associazione (“Diavolo Rosso”). E’ stata lei che, dopo aver visitato insieme un festival fotografico, ha detto spontaneamente: “Perché non ne facciamo uno da noi a Piombino?”. E Sauro Storai, il terzo membro della nostra associazione – stanco di vedere soltanto fotomodelle in pose scomode e tramonti patinati – ha aggiunto “Diamogli come tema il Sociale!”.

Per la manifestazione da voi ideata avete scelto di mettere a confronto due aspetti all’apparenza molto diversi fra loro: da un lato il fotogiornalismo, dall’altro la fotografia come terapia. Vi siete ispirati a qualcuno nel progettare questa vostra proposta di festival fotografico?

Non ci siamo ispirati a nessuno. Esistono già altre realtà di festival legati al fotogiornalismo, ma il nostro è un connubio del tutto nuovo, fra due versanti che – in effetti – corrispondono ai miei interessi personali.

Infatti, io “vengo” dalla Fotografia Sociale, ho fatto le prime foto ai bambini turchi del mio vicinato, in Germania, già a14 anni. Poi mi sono laureata in Foto- Reportage all’Università di Bielefeld. Attualmente mi occupo di diversi rami della fotografia, ma quando insegno metto sempre l’accento sulla potenza della macchina fotografica, che è unica, sia nel facilitare la comunicazione con realtà differenti e sia nel raccontare storie. Quella che insegno, insomma, è una fotografia che serve a raccontare concetti sociali. Ma anche una fotografia che diventa un linguaggio prezioso per raccontare concetti, quando le parole non bastano.

Un linguaggio prezioso, quando le parole non bastano: questo è, dunque, il trait d’union tra la fotografia di documentazione e la fototerapia; ed è anche ciò che vi ha convinto a proporre un simile intreccio di esperienze nel vostro festival?

La fototerapia sta crescendo in Italia e la nostra città potrebbe diventare un punto di riferimento per incontrarsi, scambiare esperienze,collaborare e fare “formazione”.

Allo stesso tempo, con la sezione “mostre e workshop”, vorremmo dare voce a quei fotografi che ancora raccontano qualcosa , esprimono un opinione, e non sono concentrati soltanto sul lato estetico delle immagini.

Non ultimo, saremmo felici di regalare alla città una manifestazione di prestigio per stimolare appassionati, turisti o semplici curiosi.

Negli ultimi anni le manifestazioni fotografiche sembrano moltiplicarsi in Italia, qual è secondo te la ragione di questo “bisogno di fotografia”?

Probabilmente, visto che viviamo tempi difficili, il fotografarli può diventare estremamente utile allo scopo di osservare, comunicare, denunciare, comprendere, esplorare, condividere… In tempi di crisi le persone sentono il bisogno di unire le forze e creare eventi per favorire condivisione e partecipazione.

Anche se per il nostro festival abbiamo avuto delle difficoltà a convincere le istituzioni ed i privati ad investire… alla fine ce l’abbiamo fatta! E si sono unite insieme molte persone, disposte a credere in noi e a contribuire alla realizzazione.

Quale ruolo riveste e quale potrebbe rivestire, a tuo parere, la fotografia?

Da un po’ di tempo quando scatto una foto, ad un albero, ad una linea disegnata dalle onde sulla sabbia, penso sempre alle parole di Fabio Piccini: “Ogni Foto che scattiamo è un autoritratto”.
O a quanto ha detto mio mentore Wim Wenders: “La macchina fotografica è un occhio che può guardare nel contempo davanti e dietro a sé. Davanti scatta una foto, dietro traccia una silhouette dell’animo del fotografo: coglie attraverso il suo occhio ciò che lo motiva. (…) Mostra le cose e il desiderio di esse”.

Punctum Lucegrigia (4)

ancora “Confini”: i vincitori

Conclusa la selezione per la rassegna di fotografia italiana Confini 09, cui hanno partecipato 174 autori, fra i quali 19 sono stati selezionati; in virtù della qualità delle opere proposte, sono  5 (e non 2 come previsto!)  coloro che la giuria – composta dai curatori degli spazi che ospiteranno la manifestazione – ha scelto: Franco BorrelliAnna FabroniAlessandro PagniSandro RafanelliBruno TaddeiContinua a leggere ancora “Confini”: i vincitori

Confini09: il bando di selezione

Anche quest’anno torna “Confini”, rassegna nata nel tentativo di dare visibilità ad autori i quali – operanti nel campo della fotografia e zone limitrofe – sono solitamente ritenuti poco “collocabili”, per via della particolarità della loro visione e ricerca personale.

Nell’arco delle passate edizioni questo progetto, creato da MassenzioArte, ha acquistato sempre maggior vigore e interesse trasformandosi in una rete di collaborazione, grazie all’affiancarsi via via di nuovi partner culturali, legati a sedi espositive in varie città italiane, nelle quali la rassegna ha così trovato diffusione presso un sempre più ampio pubblico.

Augurando buona fortuna a coloro che vorranno presentare il loro lavori, pubblico qui di seguito il bando della nona edizione di Confini:

CONFINI09

Confini09 bando di selezione
fotografia al confine
Firenze, Torino, Roma, Genova, Milano, Trieste

Confini (www.confini.eu) è una rassegna sulla fotografia contemporanea che si presenta come una realtà italiana unica nel suo genere, giunta alla nona edizione, rivolta alla fotografia creativa. Photographers.it e la rivista Il Fotografo sono partner culturali della rassegna. La collaborazione fra Confini e Photographers.it offre strumenti on line semplici ed avanzati di invio dei progetti, oltre alla possibilità di dare visibilità sul web ad eventuali progetti interessanti che rimangano esclusi dalla selezione definitiva.

Se i tuoi progetti si esprimono attraverso opere fotografiche, anche contaminate da altre tecniche visive puoi candidarti alla selezione di almeno 2 degli autori che parteciperanno alla rassegna. Per partecipare presenta un portfolio fotografico di 10 – 25 immagini entro il 31 maggio 2010 tramite www.photographers.it, il portale realizzato da Starring dedicato alla fotografia in Italia al link: http://www.photographers.it/bandi.php?id=23

Fra i progetti con forti contaminazioni linguistiche presentati a Photographers.it saranno scelti almeno due degli autori di Confini09. Le mostre avranno luogo a Firenze, Roma, Milano,Trieste, Genova, in un periodo compreso fra settembre 2011 ad aprile 2012.

La commissione sarà formata da Clelia Belgrado (VisionQuesT), Leo Brogioni (Polifemo Fotografica), Fulvio Bortolozzo (Officine Nadàr), Maurizio Chelucci (MassenzioArte), Fulvio Merlak (Sala Fenice), Francesco Tei (PhotoGallery).

location espositive

Firenze        a cura di PhotoGallery

Torino          a cura di Officine Nadàr

Roma           a cura di MassenzioArte

Genova        a cura di VisionQuest

Milano          a cura di Polifemo Fotografia

Trieste         a cura di Sala Fenice

Termini di partecipazione

  • La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli autori italiani e stranieri, purché attivi anche in Italia
  • Entro il 31 maggio 2011 viene richiesto a chi fosse interessato a proporre progetti fotografici pronti o in fase di conclusione, al fine di un eventuale inserimento nella rassegna Confini09
  • Il materiale riguardante il progetto fotografico dovrà essere caricato on line sul sito http://www.photographers.it. La partecipazione al bando e la registrazione al portale, necessaria per procedere al caricamento delle immagini, è totalmente gratuita
  • Viene richiesto di caricare minimo 10 e al massimo 20 immagini (anche se il lavoro completo, ed eventualmente messo in mostra, potrà essere composto da un numero superiore di fotografie
  • Le foto dovranno essere accompagnate da un breve testo di presentazione del progetto (possono bastare anche un paio di righe) e da una breve biografia. Entrambi i testi andranno inseriti nell’apposito campo all’interno del form di partecipazione
  • Eventuali links o url di riferimento verranno ignorati, così come tutte le proposte che non soddisfaranno le indicazioni di cui sopra
  • Entro il 30 giugno 2011 gli autori dei progetti valutati positivamente verranno contattati dagli organizzatori.
  • Tutti i partecipanti riceveranno via e-mail notifica ufficiale del risultato.
  • Partecipare a Confini non implica alcun compenso economico.
  • La partecipazione alla rassegna è totalmente gratuita ma subordinata alla selezione dei curatori.
  • Gli autori che hanno già esposto nelle precedenti edizioni non possono partecipare al bando.

Copyright e privacy

  • Tutti i diritti relativi alle immagini presentate rimangono di proprietà dei partecipanti. L’organizzazione si riserva il diritto di riprodurre le immagini per la promozione della rassegna ed allegarle ai comunicati stampa.
  • I progetti partecipanti non verranno mostrati pubblicamente su Photograhers.it, a meno che non vengano messi in evidenza dai promotori.
  • La partecipazione presuppone che gli autori siano in possesso delle liberatorie dei soggetti ritratti.
  • I dati personali dei partecipanti, nel rispetto delle leggi nazionali ed internazionali sulla privacy, saranno utilizzati solo per scopi interni all’organizzazione.

Esposizioni

  • Gli autori selezionati dovranno garantire la disponibilità del proprio lavoro nel periodo che va da settembre 2011 ad aprile 2012.
  • Le opere selezionate saranno pubblicate sul sito www.photogallery.it in contemporanea alla prima inaugurazione fisica.
  • In alcune sedi potrebbe essere richiesto di produrre il materiale in formati specifici per adeguarsi alle caratteristiche della location.

Stampa, montaggio, imballo e trasporto delle opere

  • Ogni autore dovrà farsi carico della produzione della mostra (stampe, montaggio su supporto o su cornice, eventuali allestimenti personalizzati).
  • Non saranno ammesse opere con vetro e materiali fragili.
  • Le opere dovranno essere recapitate alla sede della prima mostra preferibilmente tramite Pacco Celere 3, (peso massimo di 30 Kg con  lunghezza massima consentita di cm 100 e la somma dei tre lati non deve essere superiore a cm 150) utilizzando imballi adeguati e riciclabili.
  • Il trasferimento delle opere con imballi compatibili con la spedizione postale Pacco Celere 3 fra le varie sedi e la restituzione finale agli autori è a carico dell’organizzazione.
  • Il trasferimento delle opere che hanno imballi non compatibili con il  Pacco Celere 3 è a carico dell’autore. In questo caso l’autore si impegna ad  anticipare l’importo totale necessario alla spedizione per le sedi espositive alla direzione del bando.
  • L’organizzazione non assume nessuna responsabilità per i danni subiti dal materiale durante il trasporto, l’installazione e l’esposizione delle opere.

Partner culturali

Sono partner culturali di Confini la rivista Il Fotografo e Photographers

www.confini.eu

confinifotografiacontemporanea@gmail.com

“r-evolution” a Barletta

© Sandro Becchetti

Apre i suoi battenti questo fine settimana “R-Evolution“, una manifestazione fotografica che quest’anno promette “giornate “rivoluzionarie” sia nei contenuti che nelle modalità espressive multiculturali, racchiudendo già nel nome la formula di un successo annunciato”; fra il 9 e il 30 marzo farà di Barletta la capitale della fotografia italiana, grazie ad eventi, workshop e percorsi espositivi che – secondo la mission di FIOF, associazione organizzatrice di questo festival – intendono sostenere e scoprire nuovi talenti, oltre che proporre le opere di professionisti affermati.

A seguire potete leggere il comunicato stampa delle mostre.

Per leggere il programma completo ed ogni altra informazione utile potrete collegarvi al sito del blog di R-EVOLUTION.

.

.

r-evolution e-xhibition

9 – 30 MARZO 2011 BARLETTA


GIOVANNI BORTOLANI PIETRO MASTURZO JACQUI JAMES LISA VISSER

LUIGI DEL SESTOMIMMO RICATTIMASSIMO FORCHINO ANTONIO

DELSESTO DAMIANO LAMONACA SALVATORE ESPOSITO PAOLO

EVANGELISTA ANTONIO GIBOTTA GIULIANO FERRARI FEDERICO IADAROLA

MARIA LUISA DILILLO STEFANO MALACARNE ANTONELLA MONZONI

ANDREA CEGLIE MILKO MARCHETTI BEATRICE PAVASINI BRUNO CATTANI

EDOARDO AGRESTI FRANCESCO RINALDI GIORGIO FOCHESATO

KNULP MALEVICH MARCO BOTTANI MORIA DE ZEN NICOLA SMERILLI

ROBERTO BASTIANONI SANDRO BECCHETTI STEFANO PESARELLI

VALTER ZANARDI STEFANO GERARDI ASSOCIAZIONE AFIP EPSON ITALIA

LUCA DI FILIPPO ZONE CREATIVE GIANLUCA CAMPORESI MIMMO RICATTI

FABIO DE VINCENTIIS RUGGIERO DI BENEDETTO GIOVANNI IZZO

COLLETTIVA DI FOTOGRAFI CINESI VINCENZO TESSARIN MARTIN ABELA

ENRICO GIUDICIANNI GUIDO GIANNINI ELIO VILLA MASSIMO PANTANO

ALESSANDRO VACCARI GIOVANNA SODANO CARMINE LAFRATTAVITO RIZZI

FAVIA SALVATORE LINO QUAGLIARELLA COSIMO VALERIO SALVATORE

DIMASTROMATTEO FRANCO TURCATI ROBERTO COLACIOPPO CLAUDIO

MARINO JOSEPH CARDO GIOVANNI ALBORE VALERIA GELOSINI

PIERANGELO SAGLIETTI FRANCESCO MOSCA GIUSEPPE CAGIA

ENZO RUSSO MAZ MAZHROU DINO CAPPELLLETTI LAURA

VENDITTI PINO MARCHISELLA MICHELE ZIRI CLAUDIO BRUFOLA

STEVEN BUSUTILLGIGI GIANNELLASILVANO DIBITONDOMIRELLA CATAPANO

© Giuliano Ferrari

… storie, immagini, luci e ombre diffuse o nette, linee e curve sinergiche, pennellate di colori e sfumature iperboliche, sistematicità e caos, luoghi comuni e territori, nuovi linguaggi e antologie. Come esploratori, ricercatori, attenti osservatori del quotidiano e creatori de l’immaginario, gli autori catturano le immagini e le offrono in visione come arte fotografica.

Una rassegna senza precedenti per la qualità e la quantità di mostre fotografiche; una collettiva d’autori dove particolari di metropoli, luoghi lontani e momenti di quotidianità si alternano, in caroselli di colori, di forme, dando vita ad una immensa tela colorata sulla città.

Lettura senza copione, racconti senza regole, evocano  e descrivono le molte verità de l’immagine e la loro forza emotiva.
Per la prima volta in Italia una “contemporanea di fotografia” che vede esporre una ricca selezione di autori, straordinaria per la diversità dei temi trattati, per la molteplicità di stili, per l’originalità dei linguaggi.

E’ un evento unico, che vede la città di Barletta capitale della fotografia italiana, dove ogni luogo del centro storico, istituzionale o commerciale, è decorato ed arricchito di significato dai migliori esempi della creatività italiana. Insomma, una vera e propria settimana di “contaminazione visiva”.

Le esposizioni saranno inaugurate martedì 8 marzo alle ore 18:00 e aperte al pubblico fino al  30 marzo 2011 in tutto il  centro storico di Barletta.

© Pietro Masturzo

il primo videoclip italiano in 3D? “Wild dogs run”

riprese di di “Wild dogs run” degli Hollowblue e Sukie Smith, realizzato dalla REDEYE FILMSTUDIO di Genova (foto di Alessandra Vinotto)

Prendo spunto dalla tre giorni (26-27-28 novembre) del MEI (il Meeting degli Indipendenti), che si svolge come di consueto a Faenza – promuovendo ormai non soltanto la musica indipendente ma pure altre realtà della scena artistica italiana – per segnalarvi “Wild dogs run” di Hollowblue e Sukie Smith (anche nota come Madam).

E’ il primo video ad essere realizzato, in Italia in stereoscopia 3D, e prodotto dalla REDEYE FILMSTUDIO, una società cross mediale genovese, nata di recente dal sodalizio fra la fotografa e art director Alessandra Vinotto ed il regista Francesco Rotunno, i quali – al MEI appunto – riceveranno  ancora un premio per questo lavoro; il secondo, dopo il prestigioso BEST 3D MUSIC VIDEO AWARD, loro assegnato al 3D Film Festival di Hollywood, dove rappresentavano l’Italia gareggiando contro – tra gli altri – “We are the world for Haiti 2010” del premio Oscar Paul Haggis, un video di Slash in “By the Sword” 3D , un video di Missy Elliott, il video di The Crystal Method “Drown in the Now”.

“È il primo esperimento di tecnica stereoscopica di ultima generazione applicato al mondo del videoclip. I colori, le scenografie, le luci e la postura dei personaggi sulla scena vogliono essere un omaggio alle atmosfere oniriche dei film di David Lynch, mentre i primi due minuti di piano-sequenza ininterrotti sono dedicati a due grandi maestri del cinema quali Orson Welles ed Alfred Hitchcock”.

E’ un video raro per stile ed equilibrio, in cui la tecnologia avanzata non fa, come spesso fatalmente accade, semplicemente sfoggio di sé stessa, ma diviene prezioso strumento di espressione di un mood e di un’azione dai toni teatrali intensi, senza mai cedere alla tentazione di eccessi da “puro effetto speciale”.

Ogni elemento in esso è stato pensato per costruire il tessuto narrativo del filmato alla luce della tecnologia usata, con uno sforzo di adattamento fra forma e contenuto che va ben al di là di quel che possiamo immaginare, guardando un video dove notiamo solo una totale fluidità d’espressione: tutto scorre, insomma, liscio come se fosse stato girato con spontaneità e in gran semplicità di mezzi. La verità, però, è ben diversa e lo scopriamo in un’interessante articolo su Ondacinema, dove apprendiamo i retroscena di questa produzione così particolare.

Dispiace scoprire come in Italia simili pregevoli prodotti, il cui valore viene fortunatamente riconosciuto all’estero, lungi dal ricevere sostegno da uno Stato per il quale l’arte e la cultura vanno tagliate senza pietà, possano poi addirittura rischiare di essere soppiantati da altri che, pur essendo ben più modesti, possono tuttavia usufruire del forte battage di una nota casa discografica (leggi qui).

Chi ora abbia voglia di guardare “Wild dogs run” deve solo munirsi degli appositi occhialini e cliccare qui!

LENS BASED ART SHOW

A Torino nel mese di novembre esordisce quest’anno quello che ci auguriamo diventi un nuovo appuntamento con la fotografia contemporanea. Così com’è progettato, con la sua varietà di proposte, dibattiti e letture di portfolio gratuite, promette di essere un evento di punta per le arti visive fondate sulle tecniche fotografiche.

Eccone il comunicato stampa con tutti i link d’interesse per gli appassionati.

ARTISTI ED ESPERTI SI INCONTRANO PER LA PRIMA EDIZIONE
DEL CONCORSO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA DELL’OSSERVATORIO GUALINO

Il Lens Based Art Show è una manifestazione culturale ideata e realizzata dall’Osservatorio Gualino di Torino per promuovere l’eccellenza delle forme d’arte contemporanea basate in tutto o in parte sulla tecnica fotografica.

© Gerardo Di Fonzo. "Radice Quadra"

L’evento principale del Lens Based Art Show consiste in una grande mostra collettiva di 40 artisti, dell’età media di circa trent’anni, provenienti dalla ricerca come dal fotogiornalismo e rigorosamente selezionati da una giuria altamente qualificata. La mostra è allestita a Torino dal 6 al 30 novembre 2010 negli spazi della prestigiosa Villa Gualino. Durante i primi tre fine settimana del mese di esposizione si succedono incontri, dibattiti e letture di portfolio a cura di autorevoli esperti del settore.

Le opere in mostra spaziano dalla ricerca formale realizzata con tecniche fotografiche tradizionali o digitali dell’ultima generazione, fino alle immagini in puro stile documentario, passando per l’uso di vere e proprie performance attoriali e allestimenti scenografici. Predomina il colore, spesso alterato dalle sapienti manipolazioni degli artisti. Le dimensioni di stampa partono dai formati classici della fotografia (40×50 cm e simili) arrivando fino agli attuali formati giganti e ad installazioni di svariati metri lineari.

I vari incontri e presentazioni in programma affrontano il tema della fotografia come forma espressiva della ricerca artistica contemporanea, dalle gallerie al web, nei suoi vari aspetti sociali, storici, estetici con riferimento anche ad altri ambiti artistici ed economici.
http://www.lensbasedartshow.net/events.html

Durante lo svolgimento della manifestazione alcuni degli esperti presenti si renderanno disponibili su prenotazione per l’analisi di portfolio fotografici e progetti artistici.
http://www.lensbasedartshow.net/experts.html

© Matilde Soligno. "Archaiologia"

Il momento culminante della manifestazione sarà rappresentato dalla cerimonia del 21 novembre durante la quale verrà consegnato il Premio Camera d’Oro all’autore del progetto ritenuto di migliore qualità artistica tra tutti quelli esposti. A questo primo fondamentale riconoscimento si affiancheranno il Premio Speciale della Giuria e il Premio Opera Prima.

Inaugurazione: sabato 6 novembre 2010, dalle ore 17:30.
Dopo la cerimonia d’apertura, l’artista Francesca Tilio inviterà il pubblico femminile a prendere parte alla performance del suo progetto ME² in una piccola sala di posa attrezzata per originali ritratti con parrucca. Contemporaneamente, l’artista Sergio Gaudenti aprirà la sua mostra personale curata da Guido Folco (Italia Arte).

Gli artisti in mostra:
Baldassari, Barucchi, Belloni, Boraso, Burzigotti/Mariucci, Buscema, Cirone/Musi, Cucchi, Daniele, De Min, Di Brigida, Di Fonzo, Doldo, Dottori, Fassetta, Forti, Giobbio, Girolami, Intonti, Jeltema, Kammerer, Mariani/Merzi, Martin, Mazzesi, Milanesio, Moschetto, Parrini, Pedonesi, Pesce, Presutti, Ricca, Rulli, Salvati, Sanna, Soligno, Suffritti, Tilio, Tozzi, Tumeo, Urbini.


Evento: LENS BASED ART SHOW a cura dell’Osservatorio Gualino.
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino.
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni: cell. +39 348.774.7360 (Fulvio Bortolozzo)
Web: www.lensbasedartshow.netinfo@osservatoriogualino.net

performance di Francesca Tilio

SI Fest: Chiara Tocci vince il Premio Marco Pesaresi

Giunto alla nona edizione, il Premio Marco Pesaresi è una borsa di studio dedicata alla memoria del fotografo riminese scomparso prematuramente nel 2001. Quanti fossero interessati troveranno i link a un sito a lui dedicato e a un’intervista su youtube, cliccando sulle parole evidenziate.

Il premio ha il valore di 5.000 euro ed è destinato a un reporter italiano di età non superiore ai 40 anni, affinché abbia la possibilità di realizzare il proprio progetto, che verrà poi esposto alla prossima edizione del SI FEST e, successivamente, nelle varie gallerie fotografiche della Fnac.

Vincitrice quest’anno è una giovane fotografa pugliese, Chiara Tocci. Qui di seguito pubblico il comunicato stampo che annuncia l’assegnazione del premio e le relative motivazioni della giuria.

Chiara Tocci vince il Premio Marco Pesaresi

SI Fest – Savignano Immagini Festival di Fotografia
11 settembre 2010

© Chiara Tocci, da "Life After Zog"

Il primo premio (borsa 5.000 euro) dedicato alla figura del fotografo Marco Pesaresi è stato assegnato a Chiara Tocci, per il progetto “Life After Zog”.

Denis Curti, Direttore dell’Agenzia Contrasto, ha annunciato il nome della vincitrice, della nona edizione, premio Marco Pesaresi, assegnando la borsa di studio del valore di 5.000 euro alla fotografa ventottenne Chiara Tocci che ha partecipato con un lavoro dal titolo: “Life After Zog”.

Un premio molto importante, anche sul piano personale. Denis Curti ha raccontato con una certa commozione le ragioni di un legame affettivo ancora molto forte tra il festival di Savignano, l’agenzia Contrasto e la figura di Marco Pesaresi. Dopo nove anni dall’istituzione del premio, il tema della lontananza presente nel lavoro vincitore, sembra particolarmente indicato a sottolineare lo stesso sentimento di lontananza conseguente agli anni successivi alla scomparsa di Marco Pesaresi.

Chiara Tocci, ventotto anni, è nata ad Acquaviva delle Fonti, in provicia di Bari e attualmente vive a Cardiff in Inghilterra, dividendo la sua vita professionale tra i due paesi. All’annuncio del premio si trovava in Galles. Il suo lavoro, “Life After Zog”, ha preso forma negli anni ’90 quando dalla costa pugliese assistiva agli sbarchi degli albanesi. Questo l’ha spinta a fare un viaggio per conoscere la storia di queste persone verso i loro luoghi d’origine a nord dell’Albania.

La giuria ha così motivato la decisione:

© Chiara Tocci, da "Life After Zog"

Per la capacità dell’autrice di raccontare la sua ricerca con un insieme di lirismo e contemporaneità. Colpisce il linguaggio diretto e sincero verso il soggetto che diventa immediatamente documento”

Infine, ha continuato Denis Curti: “L’aspetto che ha colpito di più la giuria è stato il livello di indagine particolarmente alto riscontrato nei lavori presentati. Tutti i reportage presentati avevano il tratto comune di essere figli del loro tempo, assolutamente aderenti al momento storico che stiamo vivendo”.

PREMIO MARCO PESARESI – BORSA DI STUDIO
promosso da
Savignano Immagini, Contrasto e Il Fanciullino di Isa Perazzini Pesaresi
con il sostegno di
Fnac e Comitato Turistico di Torre Pedrera

Componenti giuria: Denis Curti, Mario Beltrambini, Carmelo Bongiorno, Christian Gattinoni, Paola De Grenet, Valeria Moreschi, Massimo Sordi.

Il primo premio (borsa 5.000 euro) dedicato alla figura del fotografo Marco Pesaresi

è stato assegnato a Chiara Tocci, per il progetto “Life After Zog”

SI Fest 2010

© Simon Roberts, da "We English"

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento, il diciannovesimo, con il SI Fest – Savignano Immagini Festival: si apre domani 10 settembre, infatti, una tre giorni fitta di eventi, personaggi e immagini, che è divenuta nel tempo un vero punto di riferimento e di confronto per giornalisti, esperti, tecnici, ma soprattutto per fotografi e, più in generale, appassionati della fotografia.

Nato quasi vent’anni fa grazie alla collaborazione tra i servizi culturali del Comune di Savignano sul Rubicone e il circolo fotografico locale, il festival ha acquisito negli anni importanza e visibilità grazie ad illustri direzioni artistiche (Franco Colombo, Mario Cresci, Denis Curti e Laura Serani) che lo hanno portato ad alti livelli, e a guardare all’estero attraverso collaborazioni con fotografi di rilievo internazionale, pur restando ben radicato nel territorio.

L’odierna edizione è a cura di un comitato organizzativo legato all’ICS, che si è avvalsa anche dell’aiuto di docenti universitari. Oltre alle consuete letture di Portfolio e ai workshop, propone interessanti eventi e incontri con specialisti del settore (quali Denis Curti e Diego Mormorio) e fotografi (come Roger Ballen, Gianni Berengo Gardin, Carmelo Bongiorno, Sandro Becchetti) i quali presenteranno libri e progetti fotografici; in programma pure 8 proiezioni di video d’autore.

© Italo Zannier. "1957-2007 dagli interni friulani al kitsch nelle città"

Perno del festival saranno le 16 mostre, di cui 3 collettive, che proporranno il lavoro di ben 45 autori nella cornice di 11 spazi espositivi: luoghi storici (Consorzio di Bonifica, Galleria Vicini-Zanotti, Monte di Pietà) e in più gli spazi dell’Opera Don Baronio in Borgo San Rocco; con una mostra alla Fondazione “Tito Balestra” di Longiano e con una alla Sala delle Tinaie di Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, inoltre, il festival “sconfina” quest’anno nei territori di comuni vicini.

Tema di quest’anno è: Abitare mondi / living worlds. Filo comune dei lavori in mostra è  una lettura del contemporaneo “in cui l’interpretazione delle peculiarità dei luoghi conduce a espressioni linguistiche dal carattere autonomo”. A confronto sono dunque progetti fotografici diversi fra loro, ma con la stessa spiccata attitudine a rimarcare i rapporti tra le persone e i luoghi, perché – come riporta il sito di Savignano Immagini, citando Calvino – “scoprire il Nuovo Mondo era un’impresa ben difficile, come tutti abbiamo imparato. Ma ancora più difficile, una volta scoperto il Nuovo Mondo, era vederlo, capire che era nuovo, tutto nuovo, diverso da tutto ciò che ci s’era sempre aspettati di trovare come nuovo. E la domanda che viene naturale farsi è: se un Nuovo Mondo venisse scoperto ora, lo sapremmo vedere?”

Per i dettagli e il programma completo vi rimando al sito della manifestazione. Per aggiornamenti potete visitare anche la sua pagina su Facebook.

Fra i vari eventi, segnalo domenica 12 alle 10 la presentazione del “Manifesto della Slow Photo”, di cui potete leggere cliccando qui. E ancora – a latere della manifestazione ufficiale – una sua versione underground il SI FEST OFF, che “intende essere uno spazio dedicato alla fotografia che ‘occupa’ il centro di Savignano s/R nei giorni del SI FEST, con cui si interfaccia necessariamente, differenziandosi”.

© Roger Ballen. "Boarding House"

“Altri Mari. Visioni d’autore sulla rotta di Hemingway”

locandina della mostra

Giunto alla sua ventiseiesima edizione il “Premio Ernest Hemingway Lignano Sabbiadoro”, premio giornalistico/letterario assegnato nel mese di giugno, vede nuovamente – come negli ultimi sette anni – fra gli eventi ad esso legati  una mostra fotografica. Chi questa estate si trovasse in vacanza in Friuli – magari proprio a Lignano Sabbiadoro – potrà, dunque, godere di tale particolare esposizione all’aria aperta, visitabile per tutta l’estate (fino al 30 settembre) al Parco Hemingway.

L’idea è stata quella di unire la vocazione di un luogo alla passione per il mare di un grande della letteratura del Novecento – Ernest Hemingway appunto, che quella cittadina ha apprezzato al punto da definirla la “Florida d’Italia” – traducendo questo duplice rapporto viscerale con l’elemento marino  in una mostra che presenta in 20 pannelli immagini di grandi fotografi italiani, inframmezzate a foto personali dello scrittore.

Grazie ad una collaborazione con il CRAF, Centro di ricerca e archiviazione della fotografia del Friuli Venezia Giulia, e con l’agenzia Contrasto, si possono ammirare gli scatti di dodici tra i maggiori fotografi della scena regionale, nazionale e internazionale a cavallo tra il secolo scorso e il decennio appena concluso: Gianni Berengo Gardin, Clemente Bernad, Carlo Bevilacqua, Tommaso Bonaventura, Roberto Caccuri, Elio Ciol, Alessandro Cosmelli, Massimo Crivellari, Franco Fontana, Jose Goitia, Giorgio Lotti, Fulvio Roiter, oltre a  due preziose e inedite immagini tratte dagli archivi parigini della Keyston Press Agency: “Sulla rotta di Hemingway, dunque, per scoprire che la sua storia d’amore con le acque esterne non inizia che alla soglia dei trent’anni: le gite al mare di Spagna (sull’Atlantico), Italia (il mar Ligure) e Africa (la sponda kenyana dell’oceano Indiano) con mogli, una per volta, e amici al seguito. Un flirt che si trasforma in passione folgorante e definitiva ai Caraibi, nel triangolo disegnato dall’isola americana di Key West, L’Avana e l’arcipelago minuscolo delle Bimini (Bahamas), là dove scorre, «grande e profondo», il «fiume azzurro»; quella corrente del Golfo su cui Hemingway progetterà, a partire dal 1933, prima un libro sui suoi misteri secolari e poi una più ambiziosa trilogia sul mare che si tradurranno in un romanzo pubblicato in vita (Avere e non avere, 1937) e uno postumo (Isole nella corrente, 1970); e, ultimo ma non ultimo, nel capolavoro – Il vecchio e il mare ( 1952) – che lo portò un meritato Pulitzer (1953), seguito dal Nobel (1954)”.

Un piccolo ma interessante catalogo, attraverso i suoi testi curati come la mostra da Davide Lorigliola, ci illustra poi puntualmente il senso del racconto che si dipana in questa mostra, nella quale immagine e parola s’intrecciano strettamente per condurci lontano, in “altri mari”: luoghi fisici ed insieme mentali.