la mia storia3
Ph. Rosa Maria Puglisi

“La mia storia”. Costruzione di un diario fotografico esperienziale è un workshop in due incontri, già da me proposto un paio di anni fa, e che ripresento ora in una forma aggiornata. Si terrà il 4 e il 18 giugno a Roma sotto l’egida di Exusphoto.

Ma perché tornare su quell’esperienza dopo due anni? Prima di tutto perché come docente non la considero esaurita, inoltre l’argomento (e le modalità di questo workshop) sono sempre attuali, anzi forse sempre più, proprio da un punto di vista fotografico.

L’esigenza di raccontarsi è qualcosa di connaturato all’animo umano. Come esperienza atavica, ci riporta alla mente addirittura i racconti intorno al fuoco di piccole comunità umane primordiali, che poi sono diventati materia di miti e leggende. Nella versione odierna ci richiama quello storytelling, che oggi va tanto di moda. E sempre più – come sapete – di storytelling si parla in fotografia (anche se non sempre in un modo sensato).

© Rosa Maria Puglisi. Instagram pic, 2016
© Rosa Maria Puglisi. Instagram pic, 2016

Raccontare e raccontarsi è social (altro termine in voga!); è un momento fondamentale della socializzazione, ma è anche qualcosa di più: dall’incontro con gli altri, dal confronto e dallo scambio d’idee, sorge inevitabilmente un precisarsi di ciò che siamo e di come vediamo il mondo. La realtà – lo sappiamo – è soggettiva nella misura in cui ci è dato di percepirla attraverso il filtro sia del nostro equipaggiamento sensoriale e cognitivo (non così perfetto) sia delle interpretazioni che le esperienze passate determinano. Tuttavia esiste una realtà “condivisa”, frutto dei reciproci “aggiustamenti” originati da quelle situazioni in cui, quotidianamente e in maniera del tutto automatica, confrontiamo la nostra di storia con quella degli altri.
La fotografia oggi diventa uno strumento potente per la sua forza evocativa e per le sue implicazioni psicologico-culturali. Tanto per dirne una, persiste l’idea che sia un veritiero documento della realtà e che “vale più di mille parole” (insomma dice, racconta molto). Opinioni confutabili queste, e tuttavia vere; a patto di inserirle in un giusto contesto. Di che realtà stiamo parlando? Di che tipo di racconto stiamo parlando?

Nel workshop che ripropongo i partecipanti saranno accompagnati in un percorso verso una maggiore consapevolezza del linguaggio fotografico come strumento di comunicazione, e stimolati a mettersi in gioco per esprimere il proprio mondo, in modo da giungere all’ideazione e alla realizzazione di una “narrazione fotografica”, grazie all’acquisizione di un maggior senso di libertà creativa.
Mi servirò sia di una didattica fotografica tradizionale, che di metodologie  di matrice gestaltica, derivate dalla mia formazione come “operatore a mediazione artistica della relazione d’aiuto“. Questo tipo di conduzione fa di questo percorso un intervento che mira anche all’empowerment individuale.

“La mia storia” è un workshop rivolto a persone (anche prive di un’istruzione specifica in campo fotografico) che sentano l’esigenza di raccontarsi ed esprimere la propria visione del mondo attraverso la fotografia e non solo.
Suo obiettivo finale è la realizzazione di un racconto fotografico autobiografico che renda conto dei propri vissuti e della propria immagine della realtà. Obiettivi intermedi: far sviluppare abilità di base per l’espressione fotografica e dare un sostegno nel far maturare un senso di libertà espressiva personale.

Per quanti volessero saperne di più sulle teorie e le pratiche legate a questo approccio vi rimando a questo link:  https://rosamariapuglisi.wordpress.com/#In-Sight

© Rosa Maria Puglisi, Instagram series, 2015-2016
© Rosa Maria Puglisi, Instagram series, 2015-2016