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Non ne ho certo fatto un mistero, da qualche tempo ormai sto interessandomi a un particolare aspetto della fotografia: quello che ne fa un prezioso strumento di crescita personale e, addirittura, di guarigione.
Tre anni fa ho cominciato a guardarmi intorno e – nonostante fosse chiaro che l’interesse generale riguardo a questa accezione del fotografico stava aumentando esponenzialmente, tanto che ad essa cominciavano a dedicare festival fotografici e giornate di studio, oltre che workshop più o meno noti e con diversi approcci – come ho avuto allora modo di accorgermi, esisteva un po’ di confusione intorno all’argomento. A partire da come bisognava chiamare la cosa.

Sappiamo tutti che dare un nome a qualcosa significa poterne pensare e parlare. A me che stavo cercando, e non sapevo ancora da che parte guardare, veniva subito in mente l’arteterapia. E mi dicevo, però, che quella era un’altra cosa e quindi doveva esserci qualcos’altro: una fototerapia. Ma allora, come oggi (!), se ti affidi ad una ricerca in internet cosa trovi? Ecco qui: al primo posto Fototerapia – Wikipedia. E leggete un po’ cosa c’è scritto.
Oggi rispetto a tre anni fa le cose vanno molto meglio; la quinta voce che appare è la seguente: Tecniche di Fototerapia in Counseling e Psicoterapia (pagina in italiano dal sito canadese phototherapy-centre.com). Nella prima pagina della ricerca, a sorpresa, si piazza un articolo di D Repubblica, che parla delle tecniche di Judy Weiser, pioniera della fototerapia e creatrice del PhotoTeraphy Centre (quello del sito di cui sopra).
Piccolo problema: quel particolare uso della fotografia cui accennavo in apertura del post non è solo – e non è necessariamente – legato alla terapia! Sarebbe come dire che se uno aspira a stare meglio (cioè ad evolversi, a progredire) vuol dire che è malato. Naturalmente non è così: al contrario, aver cura di se stessi, come aver cura degli altri, non implica di solito l’occuparsi di situazioni patologiche, ma una semplice aspirazione al cambiamento positivo.

Tirando le somme, mi è parso di capire che tuttora manca un luogo dedicato a questo range di possibilità che la fotografia fornisce al benessere. Ci sono già altri spazi sul web che si occupano “anche” di questo, ma mancava – credo – quel luogo utile a chi sta cercando di capirci qualcosa, o anche utile a chi voglia saperne di più, o magari – sarebbe il massimo – quel luogo dove le tante persone che già conoscono e praticano la materia in questione potrebbero scambiarsi idee e creare nuove cose.
Questo sarebbe il mio sogno!
E questo è il mio tentativo di realizzarlo: Fotografia 3.0. Immagini per il benessere e il cambiamento, il nuovo blog, ancora in costruzione e aperto alla vostra curiosità, come ai vostri suggerimenti.

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POST SCRIPTUM (3/6/2014)

Invece di cancellare questo post, ho preferito apporre questo aggiornamento: Fotografia 3.0 è diventato In-Sight e si trova ora al seguente URL: http://rosamariapuglisi.wordpress.com/