© Moises Saman, Haiti, 2010

Si è aperta ieri presso lo Spazio Tadini di Milano (via Jommelli, 24) la  mostra fotografica di Moises Saman “Haiti, the Melancholy of Shadows”.

Ideata da Daria Bonera e curata da Chiara Oggioni Tiepolo, sponsorizzata da Shades International, HahnemüleNeutral Sicav, e realizzata con la collaborazione di Blackarchives, che rappresenta il fotografo in Italia, la mostra propone una selezione d’immagini scattate in due occasioni molto diverse, ma ugualmente significative per questo tormentato paese: le elezioni presidenziali che nel febbraio 2006, dopo giorni di proteste popolari per i brogli, hanno portato alla seconda elezione di René Préval, e i giorni seguenti il sisma del 12 gennaio scorso.

Pluripremiato fotoreporter, collaboratore fra gli altri del New York Times, Newsweek e Human Rights Watch, Moises Saman è  peruviano di nascita. Cresciuto in Spagna, e stabilitosi negli Stati Uniti – dove prima di dedicarsi alla fotografia ha studiato Comunicazione e Sociologia – nel 2007 si è aggiudicato due premi al World Press Photo, uno dei quali proprio per il suo lavoro sulle elezioni haitiane.

Di Haiti, allora come qualche mese fa, egli ha testimoniato aspetti “normali” di una quotidianità di miseria e desolazione, che va al di là di quei singoli eventi eccezionali la cui plateale drammaticità soltanto ha portato alla ribalta una nazione per il resto colpevolmente dimenticata.

Le immagini, sia a colori che in bianco e nero, mostrano così nelle forme di un reportage rigoroso e spartano, poco incline agli infiorettamenti stilistici – fra raduni di folla e incidenti fra manifestanti e polizia, strade semideserte costellate ora da auto in fiamme ora da macerie, alloggi di fortuna e poveri derelitti prostrati – tutta la varietà di situazioni limite, che fanno di Haiti l’altra faccia di un “caribe allegro e musicale e spensierato che si vuole meta di vacanza e divertimento”.

“Haiti non è estranea ai disastri, naturali o causati dall’uomo. Violenti colpi, uragani devastanti, epidemie, bande violente, alluvioni epiche, contribuiscono all’impoverimento di questa nazione caraibica. Nonostante ciò, gli haitiani hanno un`incredibile abilità di manovrare il caos che incontrano, avvicinando ogni aspetto delle loro radici: religione, cultura, musica, arte con impareggiabile passione e devozione al limite del fantastico”.

La mostra proseguirà fino al 30 di giugno.

Informazioni mostra e stampe per collezionismo:

Daria Bonera daria.bonera@blackarchives.it

Chiara Oggioni Tiepolochiara.oggionit@gmail.com

L’intero profitto delle vendite sarà devoluto alla Croce Rossa Internazionale in favore delle vittime del terremoto.

© Moises Saman, Haiti, 2010
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