Yann Arthus-Bertrand

Noto per le sue spettacolari vedute aeree, in cui spesso trasforma i più bei paesaggi del mondo in stupefacenti quadri astratti , nonché per il suo lungometraggio “Home“, realizzato insieme a Luc Besson  – e uscito proprio un anno fa in occasione della prima Giornata Mondiale per l’Ambiente, per raccontare i cambiamenti climatici e i loro esiti sui sottili equilibri del nostro pianeta con l’auspicio di indurci a prender parte nello sforzo per fermarne le cause -, Yann Arthus-Bertrand è sicuramente uno dei personaggi più insoliti del mondo della fotografia, per la sua capacità di spaziare in vari generi fotografici (dal ritratto al paesaggio) oltre che per l’entusiasmo del suo impegno ecologista.

Da sempre amante della natura, scopre la fotografia come strumento privilegiato di racconto per il suo lavoro di giornalista nel 1976, quando trentenne si reca per tre anni, insieme alla moglie Anna,  in Kenya allo scopo di compiere un approfondito studio etologico su una famiglia di leoni; ne verrà fuori il suo primo celebrato libro fotografico, “Lions”, in seguito al quale acquisterà fama di fotoreporter naturalista e inizierà a collaborare con riviste del calibro di Paris-Match e Géo. Trovandosi spesso, durante il suo soggiorno in Africa, a sorvolare la riserva faunistica del Masai Mara, egli impara a pilotare la mongolfiera e si appassiona alla fotografia aerea, al punto da fondare anni dopo (nel ’91) “Altitude“, la prima – e tuttora unica – agenzia specializzata in fotografia aerea nel mondo.

© Yann Arthus-Bertrand, da "La terre vue du ciel".

La sua militanza nell’ambientalismo e il suo gusto per le riprese aeree lo porta ad intraprendere nel 1994 il particolarissimo e ambizioso progetto – patrocinato dall’UNESCO e intitolato “La Terre vue du Ciel” (“La Terra vista dal cielo”), una sorta di mappatura fotografica del pianeta per “testimoniare la bellezza del mondo e tentare di proteggere la Terra” – che lo renderà una vera celebrità: il libro tratto da esso vende, infatti,  3 milioni di copie in 21 lingue; inoltre una selezione di scatti fa il giro del mondo in una mostra itinerante con installazioni in oltre 110 città e circa 130 milioni di visitatori.

Undici anni più tardi fonda anche un’associazione ecologista internazionale, GoodPlanet.org, e dà il via ad un programma, Action Carbone – nato dall’idea di compensare le emissioni di gas a effetto serra generati dall’attività connessa alla sua fotografia aerea -, con lo scopo di finanziare progetti per lo sviluppo di energie rinnovabili, il risparmio energetico e la riforestazione.

Per la sua opera instancabile nel proteggere l’ambiente e la biodiversità il 31 maggio 2006 Arthus-Bertrand viene insignito della Légion d’honneur e accolto nella Académie des Beaux-Arts dell’Institut de France, per la quale viene creata una nuova sezione consacrata alla fotografia (onore a tutt’oggi condiviso solo con Lucien Clergue).

© Yann Arthus-Bertrand, da "La terre vue du ciel".

Convinto assertore della necessità di uno sviluppo sostenibile, basato ancor prima che sulla tutela dell’ambiente sull’incontro fra gli esseri umani nell’intento di creare l’unico autentico progresso possibile, quello etico-sociale, basato sulla conoscenza e il rispetto delle diversità, il fotografo francese ha lavorato negli ultimi anni a un nuovo progetto su scala planetaria, denominato “6 miliardi di altri“.

Si tratta di una raccolta di esperienze e racconti, nonché naturalmente di relativi ritratti, di gente comune dalle più disparate provenienze geografiche – ideali rappresentanti di tutti gli abitanti della Terra – cui sono state poste poche basilari domande per dar loro modo di esprimere le proprie opinioni e finanche il proprio senso della vita. Per produrre tale progetto Arthus-Bertrand nel 2005 si è rivolto alla BNL, banca che fa ora parte del Gruppo BNP Paribas, e che del fotografo è diventata partner in questa operazione, condividendone l’interesse verso valori etici e sociali e lo spirito di conciliazione fra l’ormai inarrestabile globalizzazione e la valorizzazione delle varie realtà locali.

La mostra-video itinerante, risultato del progetto, arriverà prossimamente a Roma e in quell’occasione avremo modo di approfondirne i dettagli. Chi volesse intanto saperne di più, può visionarne l’interessante sito (http://6miliardidialtri.org/), dove scoprirà anche una sezione che permette al visitatore di divenire parte di questo arricchente scambio di idee con questi altri, suoi simili diversi da sé.

Per ulteriori info: http://www.yannarthusbertrand.org/.

Per gli utenti di su Facebook segnalo infine la fanpage italiana del progetto: http://www.facebook.com/6miliardidiAltri.

Yann Arthus-Bertrand, "6 miliardi di altri"
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