NotACrime

“La maggior parte dei nostri lettori vive la fotografia come un’attività a metà strada tra il ludico e l’autoreferenziale senza rendersi conto della gravità delle problematiche reali che i professionisti sono costretti a vari livelli ad affrontare quotidianamente. Di fatto oltre alla crisi dell’editoria, al crollo dei prezzi delle immagini dovuto a svariate concause, in paesi come il Regno Unito vengono da più parte invocati provvedimenti legislativi, che mirano a incrementare il livello di sicurezza con leggi e regolamenti anti-terrorismo piuttosto che contro la pedofilia o a difesa della privacy dei singoli, che di fatto finiscono per penalizzare i fotografi professionisti e non. []”

Riporto qui questo estratto dal più recente post di Sandro Iovine sul suo blog “Fotografia: parliamone!”, con la speranza di propagandare l’iniziativa e d’indurvi a partecipare o almeno a diffondere. Iniziativa che parte dal British Journal of Photography il quale, come forma di protesta, intende creare un vero e proprio schedario internazionale di autoritratti in cui i fotografi appaiano con le scritte: “I’m not a terrorist” oppure “Not a crime”.

Ulteriore azione intrapresa da Iovine è poi quella di chiedere per il numero di ottobre della rivista “IL FOTOGRAFO”, da lui diretta, “testimonianze di fotografi che abbiano incontrato in Italia e all’estero problemi con le autorità di polizia a causa della loro attività”.

Entro il 31 agosto potrete inviare tali testimonianze – complete di nome, cognome, residenza, luogo in in cui si è verificato l’episodio, data e una una descrizione di circa 10 righe (600 battute spazi compresi) – all’indirizzo:  ilfotografo@sprea.it

E’ davvero importante! Grazie 🙂

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