la copertina del primo numero di "Ecclesiae"
la copertina del primo numero di "Ecclesiae"

Nella magnificente cornice di un palazzo nobiliare romano, bello di affreschi e antichi arredi, è stata presentata ieri una nuova rivista specializzata in arte, architettura e comunicazione. Il suo nome è “Ecclesiae” e uscirà con una cadenza bimestrale in Italia ed all’estero: è stampata rigorosamente in versione bilingue con a fronte i testi di ogni articolo tradotti in inglese.

E’ questa, in realtà, una rivista che rinasce, innestandosi sull’esperienza di “Ecclesia”, che, pubblicata nel 1995, per qualche anno era stata un punto di riferimento nel settore. L’eredità che raccoglie è quella di uno strumento raffinato per addetti, la cui attenzione era volta soprattutto all’arte sacra, di committenza religiosa.

La sfida di oggi è quella di porre l’accento sulla pluralità (sottolineata dal nuovo nome), una pluralità di esperienze e linguaggi riconducibili all’unica “assemblea” dell’arte, cui s’intende avvicinare un più vasto pubblico di appassionati.

L’aspetto è diventato più godibile, il formato più grande e patinato adatto ad ospitare più degnamente un numero maggiore d’immagini. La prima tiratura non è che di 6000 copie, ma è destinata certamente ad aumentare, poiché sarà presto in vendita in librerie, museum shop ed edicole in Italia, Stati Uniti, Canada, America Latina e Spagna.

Il suo primo numero, definito “ancora di rodaggio”, pare comunque esprimere bene la vocazione all’universalità e l’apertura al nuovo, che stanno a monte di quella che si può definire senz’altro un operazione culturale in controtendenza al giorno d’oggi, non fosse altro che per la congiuntura economica del momento.

A partire dalla copertina, che dà risalto all’opera di un artista iraniano, Aydin Aghdahloo, che nella sua pittura condensa l’esperienza del Rinascimento italiano e la tradizione del suo Paese, reinventandole concettualmente. Per continuare con i ripetuti espliciti riferimenti ad internet all’interno di un percorso che rimane tuttavia saldamente ancorato ad argomenti più classici.

E’ rimarchevole l’apertura alla fotografia, la quale entra prepotentemente in questo universo d’arte attraverso la drammatica espressione del fotogiornalismo, con un intervista al belga Gael Turine, reporter alieno alle manipolazioni ideologiche e tecniche.

Da segnalare, ancora, il cosiddetto “Melting Point“, punto di fusione di fatti e idee, raccolta di recensioni dagli argomenti più disparati, pensato per stimolare riflessioni e dibattiti.

“Ecclesiae” ha come obiettivo dichiarato promuovere la bellezza come “linguaggio trasversale in grado di unire popoli e culture in un dialogo ininterrotto a prescindere dalle proprie appartenenze, anzi valorizzandole”, questo afferma nell’editoriale Carolina Drago.

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