Il 6 ottobre è apparsa una notizia sul sito dell’ANSA, destinata a creare perplessità e ulteriore sconforto nell’opinione pubblica, già afflitta da un’insistente campagna “terroristica” da parte dei mezzi d’informazione, che vogliono il mondo intero sull’orlo di un inevitabile baratro economico, nel quale – per la verità – rischiano di trascinarci davvero gli allarmismi più che tutto il resto: di rado in questi giorni ci si ricorda che nella “Crisi del ’29” – autentico spauracchio del momento – un ruolo fondamentale l’ebbe il panico che si diffuse fra i risparmiatori, i quali correndo in massa a recuperare il proprio denaro fecero in realtà precipitare la situazione!

Forse parrà un’esagerazione accomunare la notizia della cancellazione del Festival Internazionale della Fotografia di Roma a quelle degli indubitabili disastri finanziari attuali, che in ogni caso avranno ripercussioni su tutti, ma d’altro canto il clima apocalittico imperversa davvero nell’opinione pubblica e nella parte di questa che è interessata alla Fotografia (e più in generale alla circolazione della cultura) la notizia battuta dall’ANSA è arrivata come un’ulteriore doccia fredda su ogni tiepido ottimismo residuo.

L’eco che ha avuto è stata forte e Repubblica stessa ha pensato bene di accendere i già ricettivi animi con un suo articolo uscito ieri, dai toni perfettamente in linea con tutta la comunicazione odierna, dai TG alla carta stampata.

A noi piace, invece, dare spazio qui al comunicato stampa del direttore di Zone Attive Emiliano Paoletti, il quale ci restituisce alla realtà dei fatti, portandoci alla conoscenza del fatto che il Festival ha un credito (in senso lato) che lo potrà far vivere al di là dei finanziamenti del Comune di Roma.

Una sana lezione di realismo costruttivo in un periodo in cui ci vogliono far credere che nulla si può più fare.

Segnalo pure – già che ci sono – la vivace e propositiva attività di un gruppo di Flickr nato per l’occasione, dal quale ho prelevato il comunicato e il logo seguenti.

Esiste anche una petizione, che chi vuole potrà firmare al seguente indirizzo:

http://firmiamo.it/sign/list/noncancellateilfestivaldellafotografiadiroma/

Per un’opinione controcorrente leggete la nota di Diego mormorio su: http://www.artapartofculture.org

FotoGrafia 2009 – comunicato stampa – mercoledì 8 ottobre 2008

In merito alla dichiarazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi riportata in questi giorni dagli organi di informazione precisiamo che al momento la scrivente società non ha ricevuto alcuna comunicazione, ufficiale o ufficiosa che sia, in merito al supposto “sacrificio” del festival FotoGrafia.

A tal proposito si precisa che Zoneattive, società di proprietà dell’Azienda Speciale Palaexpo (a sua volta controllata al 100% dal Comune di Roma), è titolare del marchio del festival FotoGrafia, così come del marchio del festival Letterature, di cui ha curato le prime due edizioni. Pertanto, la decisione ultima sullo svolgimento della prossima edizione del Festival spetta alla società stessa, pur nel rispetto delle posizioni espresse dall’Amministrazione capitolina che ne è uno dei principali sostenitori.

Abbiamo chiesto già mesi addietro un incontro con l’Assessore per presentargli il Festival e condividerne gli indirizzi, purtroppo a questa richiesta non c’è stato riscontro alcuno. Nel frattempo sono stati avviati contatti con il Dipartimento Politiche Culturali, a seguito dei quali, dopo una prima conferma di massima del sostegno al Festival, ci è stato chiesto di presentare una proposta con una riduzione al minimo dell’impegno del Comune.
Abbiamo avanzato un’ipotesi che prevedeva un taglio del 35% del finanziamento, che complessivamente non avrebbe quindi superato i 150mila euro. Da quel momento non abbiamo più avuto notizie, fino alla dichiarazione dell’Assessore dell’altro giorno.

Appresa la notizia, ci siamo messi a lavorare con spirito costruttivo per un’ipotesi di completo autofinanziamento del Festival, concentrando tutta le sezione ufficiale e gli eventi al Palazzo delle Esposizioni e valorizzando al massimo il ruolo di gallerie private, accademie straniere, scuole e centri di fotografia.
Questa idea è resa sostenibile dal fatto che FotoGrafia, caso unico nel panorama dei festival cittadini, riceve un sostegno dai suoi sponsor pari a quello del Comune di Roma, a cui va aggiunto l’investimento dei tanti operatori locali che ogni anno realizzano autonomamente le oltre 100 mostre del Circuito.

Il Festival in questi anni si è del resto affermato come un evento che coinvolge attivamente e in maniera diffusa il territorio: dai musei istituzionali alle piccole librerie in periferia e che ne valorizza le potenzialità di luogo d’arte in equilibrio tra tradizione e contemporaneità, come le bellissime mostre delle prime edizioni ai Mercati di Traiano stanno a testimoniare.
E’ ormai riconosciuto come evento di punta a livello nazionale ed internazionale, contribuendo a rilanciare una centralità culturale della nostra città, grazie ad un lavoro di qualità, con grande consenso di pubblico e critica. Non a caso da ormai tre anni il Festival si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, riconoscimento concesso a poche iniziative e tutte di altro profilo istituzionale nel nostro Paese, e negli anni anche con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Cultura.

A differenza di altre iniziative, che hanno il carattere di mere rassegne, il Festival si è costantemente impegnato per produrre nuova cultura ed esportarla, per valorizzare talenti locali e attrarne a livello nazionale ed internazionale, operando in una logica di rete in cui il nostro intervento è stato sempre volano di crescita e promozione, con ricadute ampie e diffuse su tutto il territorio.
Grazie al Festival sono giunti a Roma i più grandi fotografi internazionali, che oltre a realizzare nuovi lavori su Roma (Koudelka, Barbieri, Petersen, Parr, Iturbide e Basilico) si sono resi disponibili per seminari, lectures e incontri nelle scuole di fotografie sempre con l’intenzione di favorire l’incontro, lo scambio e la crescita.
Il Festival si è impegnato in questi anni nella produzione di nuovi lavori, presentando ogni anno proposte inedite ed in anteprima e superando così la logica dell’acquisto di pacchetti preconfezionati. In questa prospettiva, ha coinvolto con accordi di co-produzione partner, istituzioni e sponsor.

Tra questi, la Regione Lazio con il progetto Lazio Terra, che per due anni ha visto la realizzazione sul tema dell’identità del paesaggio laziale di un workshop per giovani fotografi curato da maestri internazionali, il cui risultato è stata una mostra e la produzione di un catalogo.

Baume&Mercier, che oltre a sponsorizzare il Festival promuove con noi il Premio Internazionale FotoGrafia – Baume&Mercier, al cui vincitore viene finanziata la produzione di una nuova mostra, presentata al Festival e la realizzazione di un catalogo dedicato. La vincitrice della prima edizione, la giovane slovacca Lucia Nimcova, grazie alla produzione di questo lavoro ha poi vinto il Premio Leica Oskar Barnack al festival di Arles e quello promosso annualmente dalla European Central Bank. Il vincitore della seconda edizione, Giorgio Barrera è attualmente impegnato nella produzione del nuovo lavoro.

Alcatel-Lucent che sostiene la Commissione su Roma e ormai da diversi anni il progetto Mese Europeo della Fotografia, di cui Roma fa parte insieme ad altre 6 capitali (Berlino, Bratislava, Lussemburgo, Mosca, Parigi e Vienna). Il Mese Europeo della Fotografia prevede la realizzazione ogni due anni di una mostra collettiva, corredata da un catalogo distribuito in tutta Europa, che ha quest’anno per titolo Mutations II. La mostra viene inaugurata il 30 ottobre a Parigi e dopo aver fatto tappa in tutte le altre città approderà a Roma nell’ambito del Festival a Primavera. Alla mostra è abbinato il Premio per la fotografia europea Alcatel-Lucent, quest’anno assegnato al giovane artista finlandese Tuomo Rainio, scoperto e segnalato da FotoGrafia.

Oltre a questi, molti sono stati i partner che ci hanno consentito in questi anni di produrre e documentare attraverso la fotografia storie e visioni del nostro mondo: dalle gallerie private che spesso hanno contribuito con propri investimenti alla realizzazione delle mostre alla Comunità di Sant’Egidio con cui da anni realizziamo lavori di reportage in paesi in via di sviluppo; dalle Onlus con cui abbiamo realizzato progetti di educazione e socializzazione con bambini e ragazzi in condizioni di disagio (dai ragazzi delle scuole elementari di Scampia ai progetti con le macchine usa&getta negli slums di Nairobi e Mumbay, solo per citarne alcuni) all’IILA (Istituto Italo Latino Americano) con cui realizziamo il Premio IILA – FotoGrafia per la giovane fotografia latinoamericana, il cui vincitore è ospite in residenza a Roma per realizzare un nuovo lavoro sulla città.

Il successo di tutto questo lavoro, ha consentito al Festival di entrare a far parte dei principali network internazionali, in cui siamo gli unici a rappresentare Roma e l’Italia. Tra questi, oltre al già citato Mese Europeo della Fotografia, il Photofestivalunion che raccoglie tutti i festival europei e l’International Federation of Photography Festival il cui primo incontro si è svolto a Pingyao (Shanxi, Cina) nello scorso mese di settembre, occasione nella quale abbiamo presentato tre mostre di giovani fotografi romani.

In questo modo riusciamo a promuovere anche al di fuori dei nostri confini la fotografia italiana e ad attrarre un numero sempre maggiore di talenti internazionali che vedono in FotoGrafia un’occasione di crescita e sviluppo: come nel caso più recente di Paolo Woods, trentenne fotografo italiano che con il lavoro “Il Far West cinese” presentato al festival quest’anno ha vinto il Premio GRIN (l’associazione dei photoeditor italiani) e della giovane fotografa inglese Leonie Purchas, il cui lavoro “In the shadow of things” prodotto dal Festival ha vinto il Premio F, importante riconoscimento istituito da Forma di Milano e Fabrica di Treviso.

Il Festival ha così proposto in questi anni un mix positivo tra crescita dell’offerta, contenimento dei costi grazie al sostegno alla produzione e ricadute ampie e diffuse sul territorio. Ha avuto un ruolo di volano e sviluppo per cui le economie investite dall’Amministrazione non si sono esaurite nella realizzazione di una bella rassegna, ma hanno generato nuove opportunità che ne hanno permesso il moltiplicarsi.
Tutto questo avendo moltissima attenzione alla politica dei prezzi, in modo da facilitare il consumo culturale in città: molte mostre a titolo gratuito, altro, come nel caso del Palazzo delle Esposizioni, con ingresso ridotto a 6 euro. Tale politica ha riguardato anche i cataloghi del Festival che si possono acquistare tra i 10 e i 20euro, grazie a Zoneattive Edizioni, la piccola casa editrice a cui abbiamo dato vita per realizzare direttamente la maggior parte dei libri di FotoGrafia. Il risultato è un evento che ormai coinvolge oltre 100mila visitatori e appassionati ogni anno.

Tutto questo è possibile grazie al lavoro e alla collaborazione di tanti ed in particolar modo allo straordinario impegno, oltre che di Marco Delogu, di un piccolo staff di persone giovani, competenti ed appassionate che costituisce l’anima di Zoneattive. Ringraziamo per questo, le migliaia di persone che in pochissime ore hanno testimoniato direttamente e invadendo il web il sostegno a questa iniziativa e ci auguriamo pertanto di ricevere a breve un chiarimento nel merito di questa vicenda da parte dell’Assessore Umberto Croppi.

Emiliano Paoletti
Direttore

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