Pubblico di seguito il comunicato stampa della mostra Fotoprogetti 08, esposizione finale dei Corsi di Progettazione Fotografica 07-08 curati dall’associazione culturale fiorentina Deaphoto. I lavori saranno esposti il 16, 17 e 18 Maggio presso la Limonaia di Villa Strozzi (Via Pisana 77, Firenze) – Apertura ore 16,30-19,30.

Si inaugura Venerdì 16 Maggio alle ore 19 presso la Limonaia di Villa Strozzi a Firenze, Fotoprogetti 2008. L’esposizione – a cura dell’Associazione Culturale Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 4 del Comune di Firenze – presenta in Mostra le opere dei diciannove partecipanti ai Corsi di Progettazione Fotografica organizzati da Deaphoto nella stagione 2007-2008.

L’esito espositivo finalizza quello didattico incentrato sullo sviluppo delle capacità progettuali degli studenti, attraverso un progressivo affinamento di elaborazione visiva e lettura critica della realtà e delle immagini, la riflessione teorica sul medium e la stimolante conoscenza delle tendenze e degli autori della fotografia contemporanea. I percorsi progettuali, partiti dalla definizione personale dei temi della ricerca, sono proseguiti con la realizzazione delle immagini, fino alla definizione delle procedure di installazione e valorizzazione espositiva e alla redazione dei testi di presentazione delle opere.

I lavori presentati sono indicativi, così, di alcune delle tendenze principali della fotografia contemporanea. Per quanto riguarda lo studio sulla figura, il corpo e il ritratto si va dalle verifiche identitarie interattive di Silvia Giannini (Indovina chi è), alla descrizione e narrazione frammentaria del caleidoscopio di corpi di Emanuele Santinelli (La perfezione imperfezione dell’essere umano); dagli autoritratti dicotomici di Simone Tatini (Bianco Nero), allo studio delle età della vita attraverso l’iconizzazione delle mani di Mira Tonioni (La vita è nelle nostre mani). Ancora sul ritratto sono concentrate la ricerca sociale di Domenico Galasso, con la sua descrizione psicologico-narrativa di un senza fissa dimora (Francesco Origliano, poeta) e quella antropologico-identitaria di Stefano Bensi, che con il suo Personal Trash contrappone in dittico la persona alla spazzatura che essa stessa produce. Sul versante di un pop oggettuale riletto in chiave sociale e concettuale troviamo le ricerche visive di Alessandra di Silvestro, Martha Solis Gonzalez e Natascia Patrone: la prima con una ricerca sull’ambiguità dei messaggi pubblicitari delle vetrine (Quasi Vero), la seconda con una ricerca sul gadget del mondo dell’infanzia (Nino Feliz), la terza con uno studio indiziario su oggetti personali cult del vestire quotidiano (Some of my Clips & Shoes). Sullo stesso concetto visivo possiamo collocare anche costruzione in patchwork della sagoma di maratoneta di Diego Nasci (Firenze Marathon) in cui la narrazione dell’evento si sintetizza in oggetto feticcio fatto di immagini di chiara ispirazione pop. Di taglio decisamente narrativo invece i lavori di Gabriele Giustini, con la sua sequenza di immagini ispirate a un disco rock dei Wilco (Yankee Hotel Foxtrot), Matteo Ermanni con il suo poetico reportage in bianconero di un piccolo paese semiabbandonato dell’appennino tosco-emiliano (La Cà, la solitudine di un Paese) e Paolo Randellino, che con il suo Vi(s)ta da cani realizza una straniante sequenza secondo la loro insolita prospettiva. Nella analisi ambientale si pongono poi le fotografie di Luigi Cipolla, Ginevra Grasso, Franco Romagnoli e Riccardo Santi. Luigi Cipolla analizzando con rigore alcuni aspetti della Marginalità urbana, Ginevra Grasso con un lavoro poetico filosofico sul residuo e la traccia (Quello che resta), Franco Romagnoli ((Di)Passaggio), con la rielaborazione digitale-concettuale dello spazio e del vissuto e Riccardo Santi, con la sua ricerca concettuale e percettiva sulla Fase D.E.M. (double eyes movement). Su posizioni di fiction si collocano, infine, i lavori di Francesca Ronconi, surreale sequenza ispirata al mito di narciso sul tema della violenza (Salted Pages), e di Francesca Senzani (Alle cose, Un progetto a vista) un allucinato viaggio su una maternità immaginaria realizzata in un parco giochi.

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