lo_sguardo_della_bellezza_large.jpgMaestro della “fotografia metafisica”, curioso viaggiatore, vero e proprio poeta della visione, Herbert List è il protagonista di una imperdibile mostra – organizzata dal Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali in collaborazione con la Fondazione Herbert List di Amburgo, Contrasto e Magnum Photos – dal titolo “Lo sguardo della bellezza”, visitabile fino al 17 Febbraio ai Musei Capitolini (Palazzo Caffarelli).

Omaggio al troppo spesso obliato fotografo tedesco, che ha frequentato e ritratto i maggiori intellettuali del suo tempo, e si è lasciato influenzare da artisti come de Chirico, Magritte e Man Ray, la mostra ha come sottotitolo “Roma, l’Italia, l’Europa l’Europa nelle fotografie di Herbert List”; e questi luoghi vi appaiono magnificamente interpretati secondo lo stile dell’artista in una chiave di bellezza senza tempo.

Le più celebri delle sue immagini sono riunite qui, per la prima volta, accanto a un’inedita selezione di scatti romani e italiani dagli anni Trenta agli anni Cinquanta (dietro alla consueta eleganza dei quali è facile intravvedere un progressivo avvicinamento alle istanze del Neorealismo).

Romanticismo e sensualità s’intrecciano in composizioni fondate su solidi equilibri plastici, memori delle prime ricerche di List, stimolate dall’amico Andreas Feininger, e dall’ambiente dell’avanguardia della Bauhaus. Alle vedute di piazze e di strade romane, di una Stazione Termini appena inaugurata, si avvicendano i ritratti di grandi personaggi, e i volti incontrati per caso. Il bianco e nero delle sue fotografie affascina per l’estrema politezza.

Sempre pronto a “cogliere nella fotografia la magia del fenomeno”, List estrapola dal flusso del reale frammenti di realtà, in un processo di straniamento al quale partecipano luci e forme, ombre e riflessi. Rari e preziosi come dei cammei, momenti e oggetti sotto il suo sguardo si trasformano in distillati di senso.

La sua opera sembra parlarci sempre di un ideale di bellezza fragile nel suo perfetto equilibrio, e struggente nella sua evidente transitorietà.

Per una galleria d’immagini piuttosto nutrita, dove è possibile ammirare molte immagini scattate in Italia, suggerisco questo link.

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