Consapevole del fatto che in questi giorni lo shopping natalizio può diventare un fattore ansiogeno tale da impedirci di pensare a quei libri, che magari abbiamo già visto mille volte, come (perché no?) a dei possibili regali, vi ripropongo la recensione di un testo base per la comprensione del linguaggio fotografico.

Uscito quattro anni or sono (la recensione risale a quand’era fresco di stampa ed era apparsa su Cultframe), il libro è tuttora più che valido.

Si tratta di “Leggere la fotografia. Osservazione e analisi delle immagini fotografiche” di Augusto Pieroni

Allo scopo di darvi ulteriore ispirazione aggiungo anche questo link alle monografie fotografiche della Taschen, che – come potrete constatare – propone un nutrito catalogo di opere interessanti a partire da prezzi incredibilmente contenuti. Segnalo, in particolar, le edizioni speciali per celebrare il venticinquesimo anniversario di questa casa editrice tedesca.

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Leggere la fotografia

In uno scritto di qualche anno fa, Augusto Pieroni analizzava il sempre più stretto rapporto che lega l’arte contemporanea e la fotografia, vedendo in quest’ultima un potente strumento di conoscenza e di rielaborazione delle forme visive.
Con un nuovo libro, intitolato “Leggere la fotografia”, egli ora indaga gli aspetti prettamente comunicativi di questo mezzo; e lo fa nella maniera più diretta, dando all’opera la forma di un manuale.

Già dal titolo, infatti, l’autore rivela un preciso intento didattico, che trova riscontro nella struttura del testo, organizzato in modo che ad ogni capitolo corrisponda un modulo, con una sintesi degli argomenti trattati all’inizio, e a chiusura l’esame di alcuni casi concreti.
Nella parte conclusiva del volume, sono poi proposte attività (esercitazioni finalizzate a produrre elaborati propri, e letture guidate degli esemplari testi fotografici di alcuni maestri, quali Man Ray e Cartier-Bresson), che rendono il libro familiare ed al tempo stesso appetibile a un target giovanile.

Pieroni, che definisce l’ambito del linguaggio fotografico preoccupandosi d’includervi “testi” di differente aspetto e natura, purché prodotti dalla registrazione su supporto materiale di un flusso luminoso (dal dagherrotipo all’immagine digitale), s’inoltra nella sua dissertazione attraverso tre fondamentali aree analitiche, nell’ordine: contesti, forme, contenuti.
Lo scopo dichiarato è di “organizzare lo sguardo del lettore” per permettergli di “dare un senso” all’immagine fotografica, piuttosto che godere inconsapevolmente e supinamente dei messaggi da questa veicolati.
Così, da esperto docente, l’autore propone un approccio a tutto tondo, che offre a chi legge le basi indispensabili per orientarsi all’interno di un discorso sintetizzante varie forme d’indagine critica.
Scritto in un linguaggio vivace e a volte fin troppo colloquiale, questo libro appare di facile consultazione, ricco di spunti per un percorso conoscitivo che rimane opportunamente aperto e alieno dai vari nozionismi. E’ un avvincente compendio per quanti si avvicinino poco smaliziati alla fotografia.

Rosa Maria Puglisi

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