Han Van der MeerE’ in corso a Prato, da Dryphoto arte contemporanea, una doppia mostra fotografica che mette a confronto due artisti internazionali, l’olandese Hans Van der Meer e il giapponese Hiroto Fujimoto.

Distanti fra loro non solo dal punto di vista culturale e geografico, ma ancor più da quello dell’approccio alla fotografia, si trovano qui accostati in un confronto denso di conseguenze per una riflessione sull’ambiente ai giorni nostri, fra Natura e Città.

A colori, su lastre di alluminio di grande formato, le immagini di Van der Meer (ai più noto per la sua indagine sui campi di calcio amatoriale) si stendono in riprese panoramiche di ambientazione urbana, ricreate attraverso sapienti assemblaggi di spazi e punti di vista diversi.

Hiroto FujimotoConcentrati nella forma quadrata di più tradizionali stampe in bianco e nero dalle dimensioni piuttosto ridotte, gli scatti di Fujimoto rappresentano, invece, lande incontaminate, scosse dagli elementi.

Opere astratte, quelle di Fujimoto, se in esse si cerca la rappresentazione dei luoghi (Irlanda, Islanda, Francia Giappone) che di fatto ritraggono, appaiono molto concreti come “paesaggi dell’animo”, perfette traduzioni visive di un sentimento della natura come oggetto empatico non troppo distante – almeno nelle apparenze – da quello del Romanticismo letterario tedesco.

Solidamente ancorate alle prospettive di strade che s’intrecciano, le città brulicanti di umanità di Van der Meer fanno piuttosto sovvenire tanta pittura fiamminga, coi loro mille caotici aspetti, la cui variegata apparenza in ogni singola panoramica finisce col ricomporsi armoniosamente in un intrigante gioco di piani e di luci dai ritmi incalzanti.

Reali, eppure frutto d’invenzione artistica, le fotografie di entrambi gli artisti pongono allo spettatore questioni che riguardano una realtà più che altro esistenziale.

Città o natura sono, così, percepite in questa mostra come habitat mentale, forse anche spirituale, dell’individuo.

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