Copertina del libro “Weegee’s New York”, edito da Schirmer/Mosel Verlag GmbH“Le ambientazioni notturne e i soggetti richiamano inevitabilmente alla memoria le immagini di molti film americani degli anni Quaranta e Cinquanta, in particolare il filone poliziesco di quel periodo, (…) è invece autentica vita vissuta: sono le foto di Weegee, al secolo Arthur Fellig, un mito della fotografia americana d’azione e di strada.

Arrivato a New York ancora bambino con la famiglia d’origine ebraica, emigrata dall’Austria in cerca di miglior fortuna, Usher (registrato poi all’ufficio immigrazione americano come Arthur) scopre ben presto le durezze di quella realtà urbana, che diverrà protagonista assoluta delle sue fotografie.
Gli anni di miseria vissuti insieme ai suoi nel quartiere di Lower East Side, l’abbandono precoce degli studi per aiutare la famiglia a sbarcare il lunario, l’arrabattarsi fra mille lavori diversi, lo portano quasi naturalmente ad avvicinarsi alla fotografia attraverso il mondo del crimine; “Il crimine era la mia ostrica perlifera”, ebbe a dire in seguito.
Diventa un “personaggio”: gli occhi scuri in perpetuo movimento, i capelli arruffati e troppo lunghi, gli abiti stazzonati con le tasche sformate da pellicole ed obiettivi, la macchina fotografica sempre in mano e un mozzicone di sigaro in bocca.
E’ fotografo freelance, dopo anni di collaborazione all’United Press International Photos nelle vesti di stampatore, e sceglie come postazione strategica il quartier generale della Polizia di Manhattan (più tardi otterrà addirittura il permesso di installare sulla sua auto una radio della polizia) per accorrere sempre fra i primi sul luogo di ogni delitto.
Le sue foto ritraggono i luoghi e i protagonisti della vita di strada, le loro tragedie e miserie, ma anche i loro momenti d’intimità e di svago, con curiosità e partecipazione, e con un profondo senso della teatralità in immagini altrimenti troppo crude”.

Questo un brano è tratto da un mio vecchio articolo, pubblicato diverso tempo fa su Cultframe, ma lo trovo perfetto per introdurvi la seguente notizia.

Il Musée Maillol di Parigi ci offre l’opportunità di scoprire l’opera di uno dei più grandi fotogiornalisti del XX secolo, Weegee. Fino al 15 ottobre espone, infatti, le sue stampe vintage tratte dalla collezione di Hendrik Berinson; scattate per lo più durante il decennio dal 1935 al 1945, periodo nel quale il fotografo lavorava per i principali quotidiani di New York.

L’eccezionale qualità di queste opere, fra le quali diverse pietre miliari della storia della fotografia, nonché la quantità di immagini esposte, ne fanno una mostra di particolare interesse.

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