Recentemente mi è capitato di leggere sul sito di Fotografia & Informazione (il cui link forse avrete già notato fra quelli di questo blog) un articolo di Marco Capovilla, docente al master di giornalismo dello Iulm e vicepresidente dell’associazione cui fa capo il sito sopracitato, semplicemente illuminante sulla situazione attuale dell’informazione e che è quasi un appello ai fotogiornalisti.

Questo scritto mette, infatti, pienamente in luce come nell’attualità giornalistica regnino spesso gli eccessi dello “spettacolo dell’informazione”- per gratificare la nostra fame di notizie eclatanti e, quindi, per soddisfare le esigenze del mercato editoriale – giungendo ai limiti dell’impostura, e potendo sempre contare su immagini ad hoc, non necessariamente ritoccate nell’aspetto, ma che sicuramente forniscono della realtà un’immagine letteralmente retorica, ovvero “abbellita” ed esasperata grazie alla nota figura retorica della sineddoche, quella per la quale una parte della cosa è scelta, solo una parte per esprimere il tutto (classico esempio: la vela per dire la barca a vela).

Per sua natura, la fotografia non può certo offrirci altro che una parte (della realtà) per il tutto, questo è evidente, e ciò che questo comporta al livello dell’informazione giornalistica, già in passato Capovilla ha avuto modo di segnalarlo (vedi link), supportato da un ancora più agguerrito Marco Vacca, presidente dell’Associazione Giornalisti dell’Immagine e reporter vincitore del World Press Photo ’99. Quello che è meno evidente è però l’uso scorretto che si fa di questa peculiarità del mezzo.   

Dobbiamo concordare con Marco Vacca quando afferma che: ““La cultura fotogiornalistica non sta nel Dna dei giornali italiani”; e sottolineare che sempre più si fa largo il bisogno di una più larga e capillare diffusione della cultura visuale come strumento essenziale per la comprensione della realtà, altrimenti sempre più confusa e confondibile, proprio in un momento storico in cui molti considerano l’informazione giornalistica e fotogiornalistica come puro vangelo e ad essa si affidano per farsi una (propria?) opinione del mondo.

Ma ecco il link all’articolo, e buone riflessioni!   

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