Negli ultimi tempi assistiamo ad un rinnovato interesse verso la fotografia da parte della televisione e più in generale dei media: caso scatenante la cosiddetta “vallettopoli”, che ha acceso i riflettori sul mondo dei “paparazzi” da una parte (i vari Fabrizio Corona di turno, non più personaggi del calibro di Tazio Secchiaroli), dall’altra sul ruolo della fotografia nell’odierna società; tant’è vero che nel giro di pochi giorni una rete televisiva come La7 ha proposto in “Le invasioni barbariche” un piccolo dibattito sul fotogiornalismo (presenti Grazia Neri, Massimo Berruti e Franco Pagetti), e in “Niente di personale” ha ospitato la fotografa Giorgia Fiorio.

Di particolare interesse, il citato dibattito sul fotogiornalismo.

Fra le altre cose svelava la quotidianità della celeberrima agenzia di Grazia Neri, la cui fondatrice parlava senza falsi pudori del lavoro del suo “rappresentato” Berruti (recentemente assurto a fama per essersi aggiudicato il  secondo posto nella sezione contemporary issues del World Press Photo), come di un’opera non facilmente “commerciabile”,  la cui futura commerciabilità sarebbe dipesa da un ampliamento della ricerca per cui si sarebbe potuto in seguito pensare alla pubblicazione d’un libro.

Interessanti anche le considerazioni di Pagetti che parlava del suo ruolo di Fotogiornalista (riconosciuto ed apprezzato molto più all’estero che in Italia: da anni è inviato del Time) e ha pure accennato ad un problema annoso che è quello del riconoscimento del valore della firma dell’autore alla pubblicazione di fotografie su giornali e riviste: di fatto, applicazione delle norme del copyright, che nel caso delle immagini fotografiche in Italia pare quasi un optional.

Di Berruti abbiamo apprezzato l’umiltà (ma anche un entusiasmo consapevole di difficoltà) e i suoi programmi d’indagine futura su crisi umanitarie provocati dall’impatto delle mutazioni ambientali. Chi volesse vedere le sue fotografie avrà occasione di farlo prossimamente al festival romano FotoGrafia.

Se gli effetti collaterali di vallettopoli sono quelli di poter finalmente sentir parlare in TV anche di fotografia e fotogiornalismo, forse finiremo per ringraziare Fabrizio Corona e Lele Mora…

P.S.

Quanto al presunto paparazzo Corona, sottosciviamo le affermazioni del post di Alberto Moioli “una questione scottante” in F64 Fotografia!

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