Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for the 'fotografia' Category


“Piccante … Rosso”

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 4, 2008

Fulvio Bortolozzo

Copyright: Fulvio Bortolozzo

Nata a Diamante nel 1994, paese in provincia di Cosenza noto per i suoi murales oltre che per il suo bel mare, l’Accademia Italiana del peperoncino è una associazione Onlus, che intende approfondire e diffondere in Italia la “cultura piccante”, ovvero quella del peperoncino tanto amato in terra di Calabria.

A 14 anni dalla sua istituzione, essa conta oggi oltre cinquemila soci e sessanta delegazioni accademiche nelle principali città italiane, ed ha persino delle sedi di rappresentanza all’estero: New York, Tokyo, Parigi, Monaco di Baviera, Basilea, Sydney, Losanna.

Dal 10 al 14 di Settembre l’associazione presenta il “Peperoncino Festival” proprio a Diamante, dedicato manco a dirsi ad «arte, cultura e gastronomia in salsa piccante».

Della manifestazione quest’anno fa parte anche una curiosa mostra fotografica, dal titolo emblematico di “Piccante … Rosso”, organizzata grazie all’ausilio dell’dall’associazione romana MassenzioArte, la quale si è prestata a coordinare una sorta di gioco delle libere associazioni mentali (per immagini) nel quale ha coinvolto 5 noti fotografi.

Chiamati a produrre una serie di sole quattro foto, con le quali interpretare il tema del “rosso piccante”, Fulvio Bortolozzo, Maurizio Chelucci, Carlo Gianferro, Susan Kammerer; Giandomenico Marini, I quali hanno interpretato, raccontandolo ciascuno a proprio modo, con perizia e talora con ironia divertita, il tema loro proposto: quello del rosso e del piccate, in senso lato.

Ne sono nate immagini che come il rosso, e proprio attraverso l’uso sapiente di questo colore, evocano qualcosa di non conformistico e provocante, pungente per il senso della vista, come il peproncino per quello del gusto. E una mostra, che è un vero e proprio “stimolo visivo, perché l’appetito viene anche guardando“!

Posted in fotografia | No Comments »

Obiettivo Matera

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 1, 2008

Ricevo e inoltro per quanti possano essere interessati :-)

OBIETTIVO MATERA
International Photo Contest

L’Agenzia Viaggi Lionetti di Matera indìce il primo concorso internazionale di fotografia Obiettivo Matera con tema la città di Matera, a partecipazione gratuita e rivolto a tutti gli appassionati di fotografia, amatori e professionisti.

L’obiettivo del concorso è raccogliere immagini creative e inedite sulla città, che evidenzino aspetti nuovi, inconsueti, angoli mai visti o semplicemente ritratti con uno sguardo diverso, immagini stimolanti che sappiano incuriosire ed attirare e rendano in modo immediato i cambiamenti avvenuti nella città nel corso degli ultimi decenni.

Sono ammessi scatti di esterni ed interni, personaggi, paesaggi e particolari, a colori ed in bianco e nero, ossia tutto ciò che possa raccontare, attraverso lo scatto, il soggetto in maniera innovativa e inedita.
Il concorso è diviso in 4 diverse categorie: persone/paesaggi/architetture/sequenze.
Premi in palio:

-primo classificato in assoluto € 10.000,00 in sterline d’oro
-un premio per ciascuna categoria di € 1.000,00 in sterline d’oro

I concorrenti potranno inviare una o più fotografie, per un massimo di tre, entro il 10 gennaio 2009.

Regolamento integrale scaricabile dai siti:

www.sassiweb.it

www.cometomatera.com

www.viaggidiarchitettura.it

Posted in fotografia | No Comments »

Benvenuta Bianca!

Posted by Rosa Maria Puglisi on August 20, 2008

Luca cappellaro

copyright: Luca cappellaro

Interrompo la pausa estiva per salutare una nuova arrivata: Bianca Cappellaro.

Due giorni fa è venuta alla luce, e sembra particolarmente preciso dire “venuta alla luce”, poiché la sua mamma e il suo papà sono sia bravi fotografi che altrettanto capaci stampatori, quindi ben sanno come portare alla luce ogni cosa! ;-)

Così a tutti e tre auguro che i loro sogni possano prender forma sotto il loro occhi e divenire compiuti, proprio come le immagini che  prendono forma sulla carta sensibile nel processo della stampa, dando loro soddisfazioni e gioia.

Auguri di cuore!

Posted in fotografia | 1 Comment »

fotografi di guerra

Posted by Rosa Maria Puglisi on August 4, 2008

In un recente post dal titolo “un illustre sconosciuto“, avevo avuto occasione di parlare dell’incredibilmente dimenticato fotografo di guerra italiano Ennio Iacobucci, per via di una mostra in corso a Roma, dove il suo lungo lavoro di testimonianza durante la Guerra del Vietnam viene infine riportato all’attenzione del pubblico. Della mostra, ma soprattutto del fotografo, ho poi parlato più diffusamente in una recensione apparsa su Cultframe.

Me lo richiama oggi alla mente, per confronto, un articolo (”Disembedded: Marines Send a War Photographer Packing“) apparso non molto tempo addietro su pdnonline e che solo oggi ho letto quasi per caso.

Tratta del caso di un reporter, Zoriah Miller (più comunemente conosciuto semplicemente come Zoriah), il quale sarebbe stato destituito dal suo ruolo di reporter aggregato alle truppe americane in Iraq per aver pubblicato sul suo blog alcune immagini di marines morti durante un attacco suicida. Ufficialmente perché era venuto meno alla regola sottoscritta nel suo contratto con l’esercito, per la quale non si possono pubblicare immagini di soldati morti, la cui morte non siano stata ancora notificata alle famiglie (accusa subito opportunamente ricusata), ma anche per aver fornito al nemico informazioni sugli effetti causati dal suo attacco. Di fatto perché sono sgradite immagini di questa “turbolenta” pace diverse da quelle che ritraggono i militari mentre “regalano lecca-lecca ai bambini o quando prestano soccorso”, come afferma Zoriah.

Il fatto che per l’establishment americano “fotografare la guerra in corso è inaccettabile” è lapalissiano, quanto il fatto che le immagini pubblicate di questa guerra in cui appaiano i loro militari caduti siano davvero rare.

Si è già parlato, del resto, di come nell’era dei media e del “tutto visibile”, nonché della presunta libertà di diffusione delle informazioni, abbiamo in realtà una vera e propria cortina impenetrabile intorno alle reali vicende in Iraq, e le immagini che filtrano sono scelte per raccontarci esattamente quello che “dobbiamo” sapere, più che quello che accade.

Niente di nuovo, quindi, ma magari non fa male ricordarlo, citando questo nuovo caso che ha avuto un qualche risalto, mentre di altri analoghi probabilmente non sappiamo nulla.

Tornando a Iacobucci, ricordiamo che anche lui a suo tempo aveva dovuto subire le “pressioni” dell’esercito americano, e che in un caso erano addirittura arrivate al punto da farlo avventurosamente scappare su di una moto attraverso la foresta inseguito minacciosamente per aver rivelato (quella volta davvero!) notizie di prima mano e non ancora trapelate alla stampa: la sconfitta americana di Quang Tri nel marzo 1972.

A quel tempo si può dire che pressioni da parte dello US Army, da un canto, dall’altro intraprendenza giornalistica, fossero l’ordine del giorno. Come si può evincere anche leggendo le vivide testimonianze di un Tiziano Terzani, per esempio.

Al giorno d’oggi, quello che forse dovrebbe un po’ dar da pensare non sono solo (o non sono tanto) i tentativi di censura - in genere oltretutto perfettamente riusciti se non ne arriva neanche la notizia -, ma piuttosto potrebbe magari stupirci di più il fatto che la copertura di una guerra sembra ormai scontato che venga affidata a gente che, come Zoriah, è “fotografo ufficiale” aggregato all’esercito.

Mi chiedo se esista o meno la possibilità di fare ancora davvero il freelance come Iacobucci. Se, per caso, non esistano alternative e all’ “arruolamento” fra le truppe americane e alla consuetudine odierna da parte di giornalisti e fotoreporter di muoversi in comitiva come in gita organizzata per scattare da lontano con potenti obiettivi, registrando immagini più o meno artistiche di questa strana pace, attenendosi sempre scrupolosamente allo stereotipo o alla notizia ortodossa.

………….

Per i più curiosi:

Le immagini che in questo post non ho potuto inserire, e molte altre ancora (non necessariamente truculente!), potrete trovarle sull’account che Zoriah ha in Flickr, immagino per puri motivi di marketing considerati i suoi oltre 7.500 contatti. Non parlo di statistiche delle visite, ma come ben sanno gli utenti di Flickr, di persone che da lui (o chi per lui) sono state inserite fra i suoi “contatti”, per attirare l’attenzione sul suo avatar sul quale appare in bella vista una schiera di teschi allineati, prima ancora che sulla sua produzione fotografica!


Posted in articoli, comunicazione, fotografi, fotografia, pensieri | Tagged: , , | No Comments »

il Foto8 Summershow e Carlo Bevilacqua

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 23, 2008

E’ una mostra, una fiera e anche un premio. Alla sua prima edizione, è stata inaugurata ieri pomeriggio alla Host Gallery di Londra, e sarà aperta fino al 31 agosto.

E’ il Foto8 Summershow, una megaesposizione, dove i visitatori potranno ammirare i lavori di oltre 150 fotografi emergenti usciti da una selezione fra circa 1800 partecipanti, e scegliere di acquistarne le stampe.

In Agosto poi una giuria sceglierà quella che sarà decretata la “migliore immagine”, alla quale sarà assegnato un premio di £1000.

L’iniziativa è propagandata come “un’opportunità unica di vedere nuovi ed affermati talenti fotografici, comprare stampe abbordabili e investire nella fotografia del futuro”.

Dietro a questa operazione promozionale artistico-commerciale c’è 8 Magazine, premiata rivista quadrimestrale londinese (”best designed consumer magazine”, fra le riviste con diffusione sotto le 40.000 copie) nata nel 1991, che da sempre sostiene il lavoro dei fotografi contemporanei e incoraggia il fotogiornalismo indipendente.

Fra gli espositori vi è Carlo Bevilacqua, il cui lavoro dal titolo “Indian Stills” si trova attualmente esposto anche in una mostra presso la Galleria delle Battaglie di Brescia, nell’ambito della III Biennale della Fotografia; chiusura il 14 settembre (come la Biennale).

Si tratta di un corpus di trenta immagini: ritratti realizzati in India, il cui rigoroso bianco e nero richiama immagini d’altri tempi, quasi da trattati d’antropologia. Non a caso, visto che fin dagli anni Ottanta questo è stato un interesse specifico che l’autore ha più volte mostrato.

Presentano in grande semplicità volti antichi, seppure attuali, imperturbabili e solenni davanti all’obbiettivo, chiusi in una franca dignità, in una sorta di calma olimpica, che ci pare riflettere un profondo sostrato culturale, quale ci è stato consegnato da antichi testi e non certo dalle immagini flokloristiche che spesso ci rimandano ad un’India ora festosa, e fastosa, ora miserrima.

Sembrano per questo immagini senza tempo, con le figure che si stagliano su sfondi molto semplici, a volte appena accennati, sempre avvolti in una luce che ne risalta l’incanto e l’enigma della lontananza.

Carlo Bevilacqua è nato a Palermo nel 1961 e alterna il suo lavoro di fotografo a quello di regista di documentari e videoclip musicali. Maggiori notizie e una vasta galleria d’immagini (fra le quali quelle di Indian Stills) potrete trovarle sul suo sito personale.

(c) Carlo Bevilacqua. Dalla serie "Indian Stills".

(c) Carlo Bevilacqua. Due immagini della serie "Indian Stills"

Posted in articoli, fotografi, fotografia, magazine, manifestazioni, mostre | Tagged: , | 1 Comment »

la Sicilia oltre la Sicilia

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 21, 2008

Hyroyuki Masuyama: Roverella, light box - 2007, 20x200x4cm

Cosa resta della Sicilia oltre la Sicilia degli stereotipi, quella cui ci hanno abituato film e reportage di grandi del passato più o meno recente?

A questa domanda dovrebbe rispondere la mostra che si è inaugurata sabato 19 Luglio ad Acireale, presso la Galleria Credito Siciliano, sita sulla scenografica piazza del Duomo al civico 12. Curata da Marco Meneguzzo e realizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, s’intitola “Dopo la Sicilia”.

Gea Casolaro: Due Palermo, uno sguardo, 2003-2006, video, 00:18:34, courtesy The Gallery Apart

Si sono cimentati, ognuno a proprio modo, sulla questione 30 fotografi internazionali ed italiani. Fra loro nessun isolano, perché la percezione del luogo doveva essere “distaccata” e sensibile alle peculiarità, che un nativo avrebbe date come scontate.

I loro sono nomi conosciuti, alcuni anche molto prestigiosi, della fotografia e della video-arte: Gabriele Basilico, Marco Anelli, Stefania Beretta, Marina Ballo Charmet, Gea Casolaro, Vincenzo Castella, Chiara Dynys, Ico Gasparri, Claudio Gobbi, Guido Guidi, Hiroyuki Masuyama, Dominique Laugé, Luo Yongjin, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Francesco Iodice, Marcello Maloberti, Mocellin/Pellegrini, Multiplicity, Alessandro Natale, Adrian Paci, Thomas Struth, Carlo Valsecchi, Massimo Vitali, Luca Vitone, Xiong Wenyun, Silvio Wolf.

Lo sguardo col quale tutti loro hanno esplorato il territorio locale, ha rilevato senza dubbio un’ormai scontata e impietosa globalizzazione: l’esser parte della Sicilia del grande processo di mondializzazione” con tutta la monotonia e le incognite, che da questo derivano.

Claudio Gobbi: Stadio di Messina – c-print 46 x 93 cm

Ne risultano opere più o meno fresche, più o meno originali, dalle quali - forse inevitabilmente - capita che emergano più gli stili personali dei singoli artisti, che il carattere particolare di questa regione, tanto celebrata quanto oltraggiata, così carica di contrasti. Emergono luoghi qua e là, astratte visoni e sentimenti, ma resta la sensazione che sia un’operazione da ritentare, quella che ci si era preposta.

La mostra sarà aperta fino alla fine di Febbraio e durante questi mesi avranno luogo anche workshop gratuiti, affidati ad alcuni degli artisti selezionati, indirizzati a studenti universitari e delle accademie.

———-

Per informazioni a riguardo potrete rivolgervi a:

Filippo Licata
tel.: 095.600.280
e-mail: licata.filippo@creval.it

Luo Yongjin: arch,palermo,2007,epson pigment ink on art paper,25cmx117cm. Courtesy Galleria dell’Arco

Posted in articoli, fotografi, fotografia, mostre | Tagged: , , | 7 Comments »

fra pittura e fotografia: i ritratti di Adria Sartore

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 15, 2008

In questi giorni, fino al 22 Agosto, è aperta alla Eleven Rivington di New York una mostra dal titolo “Stories: Portraits”(11 Rivington Street, fra Bowery e Chrystie Street, sono queste le esatte coordinate per i fortunati che magari si trovano da quelle parti) .

Si tratta di una collettiva di pittura, a cui partecipa un’artista genovese, Adria Sartore, della quale mi fa piacere parlarvi, perché mi dà modo di segnalare uno dei tanti intrecci possibili (e per me auspicabili) fra le arti, che avvengono oggi.

Venuta alla ribalta qualche anno fa in quanto protagonista di un controverso caso - dal quale oltre all’imperizia, se non necessariamente alla disonestà, di certi esperti, era emersa pienamente la qualità del suo lavoro; oggi ha alle spalle una carriera di tutto rispetto, avendo esposto le proprie originali opere in Italia e all’estero, da Londra a New York, da Pechino a San Pietroburgo, mietendo sempre successi, basti dire che nel 2004 il comitato del BP Portrait Award (il più prestigioso premio alla pittura di ritratto contemporanea) l’ha selezionata per la sua annuale mostra presso la National Portrait Gallery di Londra.

Al centro della sua poetica artistica Sartore ha posto, appunto, il genere del ritratto.

Malgrado dopo una certa stagione dell’arte contemporanea il ritratto classico (insieme a tutta la pittura figurativa) sembrasse inesorabilmente tramontato - cosa che era accaduta in una certa misura anche in fotografia - si assiste già da tempo a un rinnovato e crescente interesse verso quello che è uno dei generi artistici più antichi e stimolanti per i suoi sottintesi: dall’antichità in poi ha veicolato - infatti - ideali e idee estetiche, culturali e politiche; ha servito il potere come mezzo di propaganda, ha tramandato spesso nobilitandole le fattezze di gente importante, ma ha anche indagato i moti dell’animo divenendo strumento d‘introspezione e analisi fisiognomico-antropologica, infine psicologica.

In pittura, come in fotografia, la sua attuale riscoperta è collegata a due fondamentali tendenze in varie forme - si direbbe - onnipresenti nell’arte di oggi. Ne ha recentemente scritto Eleanor Heartney, studiosa della contemporaneità, nel suo libro “Art & Today”, pubblicato da Phaidon. Da una parte abbiamo l’interesse per la “narrazione” (non ci sembra un caso il titolo della mostra newyorkese!), dall’altra quello per l’indagine soggettiva della realtà, cui il ritratto si presta a tal punto da divenire una sorta di autoritratto tanto il soggetto può aderire empaticamente all’artista.

In questo quadro va collocata l’esperienza di Adria Sartore.

I soggetti da lei prediletti sono fanciulle o bambine in un‘età di transizione, spesso sull’orlo, non ancora immerse nell’identità di genere, le quali vivono una stagione ingenua carica di sogno e d’incerto presagio.
Non è un tema inedito quello dell’infanzia o dell’adolescenza, gli stessi quadri di Sartore ci rimandano ad altre immagini, spesso fotografiche: da Julia Margaret Cameron a Lewis Carroll, da Sally Mann a Hellen van Meene.

E qui l’intreccio fra fotografia e pittura sembra farsi più stringente: se la fotografa olandese si dichiara profondamente influenzata dal Millais di “Ofelia”, la pittrice genovese proprio a Elizabeth Siddal (musa e modella di Millais per questo celebre quadro) ha reso omaggio in una lunga ricerca (letteralmente, della sua Elisabeth/Ofelia) dalla quale più d’una mostra è scaturita.

Si tratta, è chiaro, d’un comune interesse per la pittura preraffaellita e per l’indagine del mito di un‘età dorata, che tuttavia entrambe svelano ricca d’incognite. Le incognite che la macchina fotografica esibisce sempre al di là di ogni filtro (costituito dalla posa e dalla preparazione accurata di un set), al di là di ogni costruzione intellettuale o sentimentale.

Oltre ogni stereotipo, la macchina fotografica cattura senza pietà la realtà di un istante, ferma particolari che il fluire delle azioni nasconde ai nostri occhi. Fa luce su quell’ “inconscio ottico”, del quale Walter Benjamin si è accorto. Un inconscio che si apparenta strettamente a quello psicoanalitico. Le immagini di Adria Sartore traggono linfa da questo.

L’agnizione della potenziale modella - del suo “shining” (così definisce in un’intervista questa “brillanza” che alcuni soggetti le trasmettono) - avvenuta in un incontro casuale. La “brillanza” che la sua fotocamera cattura in scatti che quell’inconscio ottico rivelano. La ricomposizione in pittura dell’ideale estetico e del mondo interiore dell’artista.

La goffaggine di quell’età acerba, le nubi scure che inavvertitamente solcano uno sguardo apparentemente sereno, vengono tradotte in una pittura raffinata e ricca di richiami all’arte italiana e fiamminga del Quattrocento, dove immaginazione e surrealtà sposano incredibilmente un realismo attento ai minimi dettagli.

Posted in arte, articoli, fotografia, mostre, pittura | Tagged: , , , | No Comments »

piccolo segnalibro!

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 9, 2008

Solo per i più distratti o per quanti arrivino qui solo per caso, mi permetto di consigliare di leggere la piccola, ma interessante, discussione nata a seguito della recensione di una mostra (”In viaggio con Holga”), il cui titolo fa riferimento ad una delle più amate toy camera oggi in commercio.
Ne è stato spunto l’atroce sospetto che spesso (in realtà non si parlava in particolare della mostra recensita!) questi particolari strumenti del fotografare vengano utilizzati con la speranza che coi propri “limiti” tecnici riescano ad abbellire e rendere alla moda immagini altrimenti irrimediabilmente banali.

Io mi limito a ripetere qui che, come dimostra la piega presa dal dibattito - malgrado quanto si possa comunemente ritenere -, non è la macchina a far la fotografia, ma il fotografo con il suo sguardo particolare e la sua cultura personale.

Articolo e relativi commenti li trovate cliccando qui.

Buone riflessioni!

Posted in comunicazione, fotografia, pensieri | 1 Comment »

un illustre sconosciuto

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 8, 2008

Ennio Iacobucci insieme ad alcuni religiosi Cao Dai

Per tutta l’estate, fino al 14 settembre, saranno in mostra presso il Museo di Roma in Trastevere le immagini di una guerra che ha segnato una generazione, e che al nostro immaginario è arrivata filtrata attraverso celebri film. Ora per la prima volta a distanza di quarant’anni è possibile vederne la documentazione di prima mano che tante di quelle sequenze cinematografiche ha ispirato.

L’esposizione in questione ha come titolo “Vietnam. Fotografie di guerra di Ennio Iacobucci 1968 – 1975” e, oltre oltre a quegli eventi, ci dà modo di riscoprire un reporter di grande spessore, celebre in quegli anni, poi incredibilmente finito nel dimenticatoio. Ennio Iacobucci, appunto: i suoi lavori erano stati pubblicati nelle maggiori testate internazionali; per le sue immagini esclusive (valgano per tutte quelle di Phnom Pen presa dai kmer rossi) il New York Times l’aveva candidato al Pulitzer nel ‘75.

Nella foto lo vediamo a Tay Ninh accanto ad alcuni religiosi Cao Dai nel 1969. La sua esistenza è stata avventurosa, e breve poiché il rientro nella natia Italia gli avrebbe riservato incomprensioni e amarezze, che l’avrebbero spinto nel ‘77 al suicidio. La nota del curatore della mostra Vittorio Morelli ci dà una chiave di lettura della sua vita e opera.

Le immagini di Iacobucci sono semplici, schiette e piene di umanità. Ci restituiscono il senso del vero lavoro di un reporter, oggettivo e alieno dalle estetizzazioni; non per questo meno coinvolgente.

A tal proposito, coglierei l’occasione per rilanciare (per quanti non avessero avuto modo di leggerla) una discussione che su queste pagine aveva avuto luogo circa un anno or sono, i cui spunti ritengo sempre attuali (oltre che attinenti a questo post). La troverete in questa pagina.

Per un mio approfondimento sulla mostra potete leggere su Cultframe la recensione che ho scritto.

Intanto potrete guardare una selezione di scatti nella galleria che Repubblica ha dedicato alla mostra.

Posted in comunicazione, fotografi, fotografia, mostre | 1 Comment »

Il Concorso “Massenzio Arte”

Posted by Rosa Maria Puglisi on July 7, 2008

XII Concorso Internazionale “Massenzio Arte”

Il Concorso Internazionale “Massenzio Arte ” e’ aperto a tutti gli artisti italiani e stranieri.

Esso ha lo scopo di offrire visibilita’ a chiunque sia impegnato nella ricerca artistica, segnalarlo all’attenzione degli operatori dell’arte ed insieme offrire adeguati spazi espositivi e risonanza di critica e di pubblico a livello nazionale ed internazionale.

Al concorso si puo’ partecipare con opere di pittura, scultura, grafica, fotografia, installazioni, murales, video, web arte, etc.

Entro il 30 luglio 2008 ogni artista dovra’ far pervenire all’Associazione culturale Massenzio Arte il video o la documentazione fotografica (esclusivamente in formato 13×18 ) di tre lavori; per le sculture si suggerisce di spedire due foto per ogni opera ripresa da diverse angolazioni.

La spedizione dovra’ essere correlata da una scheda sintetica indicante: generalita’ dell’autore, tecnica impiegata, data di esecuzione, dimensione dell’opera, curriculum, eventuali cataloghi.

Valutata la documentazione, alla rassegna verranno ammessi per giudizio insindacabile della giuria, gli artisti piu’ meritevoli, fino ad un massimo di trenta.

La manifestazione si svolgerà nel mese di novembre, in quella stessa occasione la commissione giudicatrice redigerà una graduatoria di merito scegliendo i tre vincitori.

Una mostra gratuita per una settimana verrà allestita nella galleria della Massenzio Arte per ciascuno dei tre vincitori.

Tutte le opere prescelte saranno raccolte in un catalogo che verra’ distribuito alle gallerie ed a persone ed enti che operano nel settore; in occasione della mostra verra’ altresi’ distribuito gratuitamente a tutti i visitatori.

I partecipanti si impegnano a ritirare le opere inviate alla fine della manifestazione e della selezione, entro gg 15 dalla comunicazione da parte della direzione della Massenzio Arte.

Dopo tale termine l’Associazione esclude ogni responsabilita’ collegata agli adempimenti della consegna.

La partecipazione e’ totalmente gratuita, ma e’ obbligatoria l’iscrizione alla Associazione.

Le opere selezionate saranno esposte nei locali dell’I.S.A., Istituto Superiore Antincendi di Roma.

Si precisa che chi è stato selezionato più di due volte non sarà preso in considerazione per entrare nel gruppo dei finalisti.

website: www.massenzioarte.it email: massenzioarte@yahoo.it

Posted in arte, articoli, comunicazione, concorsi, fotografia, video | No Comments »