Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for the ‘fotografia’ Category

Ritratti. Frammenti di memoria.

Posted by Rosa Maria Puglisi on December 13, 2009

© Vincenzo Cottinelli. Alda Merini, 1997

Fino al 16 gennaio 2010 presso la libreria galleria Mandeep Photography and beyond di Roma (viale Scalo San Lorenzo 55) sarà possibile ammirare una vasta galleria di magnifici ritratti, scattati da Vincenzo Cottinelli nel corso di una ventina d’anni alle più grandi personalità della cultura italiana ed internazionale.

Bresciano di nascita, classe 1938, Cottinelli ha alle spalle una lunga carriera da ritrattista e reporter sociale. I suoi lavori sono stati pubblicati in Italia e all’estero su importanti testate quali Linea d’Ombra, Le Monde, Il Diario, The European, Graphis N.York, Frankfurter Allgemeine Zeitung, e numerose altre. Ha, inoltre, al suo attivo la pubblicazione di diversi volumi, nei quali appaiono illustri collaborazioni: “Sguardi”, nato da un’idea di Grazia Cherchi, con testi di Lalla Romano; “Tiziano Terzani: ritratto di un amico”, con testi di Grazia Neri e Ettore Mo; “La domenica”, con testi di Claudio Marra e Vincenzo Consolo; solo per citarne alcuni.

In questo spazio romano, dedicato a chi ama la fotografia, e dove la fotografia è trattata a tutto tondo – poiché non si tratta solo di una libreria specializzata e di una galleria, ma pure di spazio per seminari e sala di posa attrezzata, di un luogo d’incontro soprattutto, che fornisce quanto serve “affinchè un’idea si trasformi in immagine” -, il fotografo bresciano ha portato una selezione di 200 scatti in bianco e nero, dove racconta una storia poliedrica fatta di pensiero e di umanità, nel senso più nobile del termine.

Sono volti assorti o partecipi, talora persino giocosi, atteggiati in una classica posa o colti in una fugace quanto rivelatrice espressione; sfilano innanzi ai nostri occhi portando con sé il senso delle loro vite dedicate all’arte, alla poesia, alla letteratura, alla filosofia e ad ogni altra forma di attività intellettuale: trasformati in emblemi di se stessi e della loro opera.

Tra di essi figurano  i compianti Norberto Bobbio,  Alda Merini, Attilio Bertolucci, Tiziano Terzani, ma pure numerosissimi degli odierni protagonisti, fra i quali  Erri De Luca, Guido Ceronetti, Dario Fo, Giosetta Fioroni, Amos Oz, Altan e Staino, e altri ancora.

Come nella migliore ritrattistica di tutti i tempi, spesso queste scatti rivelano la persona (ovvero l’aspetto formale di una identità plasmata dal proprio ruolo nel mondo) molto più che un Io soggettivo (che tuttavia a volte pare trapelare quasi a sorpresa). E’ del resto proprio questo lo scopo di un ritratto ufficiale, che consegni ai posteri l’immagine di un protagonista della cultura; e Cottinelli si rivela un vero maestro nel fornirci la giusta sintesi di elementi da tramandare in effigie: intelligenza, talento, impegno, tipici di questi grandi che sono già o diventeranno “frammenti di memoria”; di una memoria collettiva da conservare gelosamente in tempi infelici di revisione e rimozione come quelli che oggi viviamo.

Parte delle opere esposte in questa mostra è in vendita: le stampe riportano data, titolo, e sono autografate dall’autore; la tiratura stabilita è ridottissima e, a volte, si tratta addirittura di copie uniche.

© Vincenzo Cottinelli. Lorenzo Lavia, 2006

© Vincenzo Cottinelli. Tiziano Terzani, Orsigna 2002

© Vincenzo Cottinelli. Attilio Bertolucci, 2004

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“Visti dall’alto”

Posted by Rosa Maria Puglisi on December 9, 2009

"Visti dall'alto_Imago" del Vocabolomacchia teatro.studio

“Il nostro uso illimitato delle immagini fotografiche non soltanto riflette, ma plasma questa società. La stessa idea che ci facciamo del mondo…è come una visione fotografica dall’alto…”, scriveva Susan Sontag.

Quanto la fotografia rappresenta il mondo e quanto lo rimodella? Ovvero fino a che punto la fotografia lascia la propria “impronta” su noi tutti che la riceviamo in dosi massicce ogni giorno?  Per avvicinare a queste tematiche la gente ed in particolare i giovani nasce l’idea di uno spettacolo teatrale, “Visti dall’alto”, portato in scena da Rossella Viti e Roberto Giannini del Vocabolomacchia_teatro.studio.

“Visti dall’alto” è  un viaggio teatrale attraverso luoghi fotografici più o meno frequentati: dalle immagini di Sander a quelle di Scianna, da quelle di Man Ray a quelle di molti altri fotografi noti e meno noti; luoghi in cui lo spettatore è invitato ad addentrarsi, lasciandosi trasportare in “una danza scandita dal suono di una fisarmonica, da un metronomo, da un click che segna il repentino passaggio dal presente al passato”, in quanto si tratta di un’azione teatrale che richiede partecipazione e coinvolgimento in prima persona.

E’ un viaggio esperienziale, dunque, nel quale lo spettatore/protagonista impara a scoprire ciò che significa da un canto guardare, dall’altro divenire immagine, lasciare la propria traccia.

Proposto nell’ambito del progetto “Impronte in Movimento”, lo spettacolo si terrà il 10, l’11 e il 12 dicembre presso la Casa delle Culture di Roma.

Per ulteriori informazioni: http://www.teatroippocampo.it/

Per una presentazione dettagliata dello spettacolo, invece, cliccate qui.

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una danza scandita dal
suono di una fisarmonica, da un metronomo, da un click che segna il repentino passaggio dal
presente al passato

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“Ri-Africa”

Posted by Rosa Maria Puglisi on December 2, 2009

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

Fino all’8 dicembre sarà possibile visitare, presso l’ex Manifattura Tabacchi di Lucca (Piazzale G. Verdi), “Ri-Africa”, mostra fotografica che presenta il progetto con il quale Claudia Romiti si è guadagnata, nell’ambito del Lucca Digital Photo Festival, il premio destinato ai talenti emergenti della fotografia (vedi articolo).

In mostra una selezione del lavoro, costituito da una quarantina d’immagini per lo più a colori (che i visitatori possono ammirare tutte in uno slide-show) attraverso le quali la fotografa ci offre una sua rilettura affatto nuova del tema dell’immigrazione. Nuova perché del tutto scevra della consueta retorica riproposta in tutte le possibili versioni da reportage che hanno sfinito lo spettatore, il quale ormai si limita a subirne ogni ulteriore riedizione in maniera del tutto acritica.

Così, se altrove la figura dell’immigrato è immancabilmente trattata come quella di un disperato – la cui vita è nel migliore dei casi raccontata in chiave pietistica, nel peggiore in una forma che rasenta un vojerismo che si pasce delle disgrazie altrui – qui ne abbiamo invece una visione limpida e serena; oggettiva per un verso, ma al contempo totalmente simbolica ed universale.

L’idea semplice, ma tutt’altro che banale, è quella di far sfilare dinnanzi ai nostri occhi degli individui, che si recano a lavorare.

Niente di drammatico in tutto ciò: non c’è tristezza nè fatica, non c’è soprattutto svilimento della loro dignità. Procedono quietamente, pieni di quelle cianfrusaglie colorate che faranno felici i loro acquirenti: si tratta, infatti, dei cosiddetti “Vucumprà”, una categoria che per anni ha incarnato l’idea del migrante africano agli occhi un tempo bonari degli Italiani, oggi più spesso sospettosi.

Gli scatti si ripetono simili eppure diversissimi, riprendendo sul medesimo sfondo una sorta di processione, fatta da questi lavoratori, che paiono sbucare tutti dallo stesso paesaggio: un paesaggio, la cui spoglia vuotezza l’autrice riduce ad un bianco e nero senza tempo, ad indicare che il problema dell’immigrazione dall’Africa ha radici lontane nel passato, e  che questo rituale del recarsi a lavoro in terra straniera rappresenta un ennesimo ritorno, che riporta tutto ad una dimensione di corsi e ricorsi storici.

A seconda dello sguardo con cui si avvicina a queste immagini cicliche e raffinate al livello formale, probabilmente qualcuno vedrà a stento gli uomini e vorrà gustarsi soprattutto  il ritmo e i colori dell’insieme. Forse qualcun altro non riuscirà affatto a vedere degli individui, ma vedrà solo la maschera sociale da poveracci che è stata loro cucita addosso dai benpensanti.

Ognuna di queste fotografie è, però, un ritratto e costituisce il tassello di una storia complessa, ricca di sottili sfumature.

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

© Claudia Romiti. "Ri-Africa", 2009

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OcchiRossi Fase 2

Posted by Rosa Maria Puglisi on November 27, 2009

locandina

Dopo un primo riuscito esperimento avvenuto all’inizio di luglio,  torna OcchiRossi, il festival di fotografia indipendente organizzato da una rete di di camere oscure autogestite, associazioni culturali e singole/i individui desiderosi di diffondere la fotografia e la sua cultura.

Con 14 mostre sparpagliate per i quartieri di Casalbertone e Centocelle, in questa seconda fase gli organizzatori intendono portare la fotografia fra la gente comune, in modo da coinvolgerla.

Le mostre, dunque, escono dai canonici luoghi d’esposizione, dove incontrerebbero soltanto un pubblico di addetti o di appassionati consci del linguaggio fotografico e propongono le loro immagini nei luoghi della vita quotidiana: bar, panetterie, mercati, centri di socialità, e altro.

Le 14 mostre di questa tornata si inaugurano sabato 28 novembre con una serata allo Strike Spa di Via U. Partini, 21.

A partire dalle 19 aperitivo, trailer sulle mostre, proiezioni, incontro con i fotografi, chiacchiere e la dub&breakbeat session a cura di GHA Selecta + Dubversity.

A Casalbertone:

Paolo Cardinali “Yemen” – Strike Spa. Via u. partini 21
Fabrizio Cummo “Città” – Officina dei Sapori. Via g. pittaluga 7
Elisabetta Rampazzo “Casilino 900” – Fraschetta Romana. Via c. mezzacapo 59
Lorenzo Palombini “Surrealismo” – Magazzini Popolari Casalbertone. Via b. orero 61
Iskra “” – Bar Paolo e Evasio. Piazza santa maria consolatrice
Chiara Ronchini “Benvenuti nel libero Artsakh” – Csoa Zona Rischio. Via di pietralatella snc
Sara Minelli “Uno sguardo breve” – Csoa Zona Rischio. Via di pietralatella snc
Chiara Dalmaviva “Ristretti Orizzonti” – Caffetteria Anda. Via g. arimondi 11

A Centocelle:

Massimo Tennenini “Lo sguardo degli ultimi” – Libreria Il Mattone. Via bresadola 14
Claudio Testa “AgroPaesaggioRomano” – Fuori Posto. Via o. mattirolo 16
Manuela Collarella “LLL. La Leche League” c/o Centostorie. Via delle rose 24
Giovanni Presutti “Camerun, common people” – Libreria Rinascita. Largo agosta 36
Red “Landscapes” – Vitis Vinifera. Via tor de schiavi 294
J.Gonzales+Loves+Monkey “theDREAMERS” – Contesta Rock Hair. Via d. panaroli 11
Marija Ferrario “Aeroporto di Viterbo” – DOL. Via d. panaroli 6

Per ulteriori informazioni:
comunicazione@occhirossifestival.org
http://occhirossifestival.org

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Impronte in Movimento

Posted by Rosa Maria Puglisi on November 11, 2009

webimpronteVi segnalo una interessante iniziativa nella quale Lo Specchio Incerto è coinvolto come partner culturale e alla quale è dedicata una nuova pagina sul blog, dal titolo “Impronte“, che inizia così:

Impronte in Movimentoè un progetto educativo che intende tracciare un continuum fra corporeità, fotografia, teatro, immagini, scritture, ed è legato a un concorso fotografico [continua]“

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Perdonate l’autoreferenzialità! ;-)

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Photo ltd

Posted by Rosa Maria Puglisi on November 6, 2009

Per tutti gli appassionati di Fotografia e per chi crede nell’opportunità d’investire nell’arte, oggi 6 novembre  ad Artissima, verrà presentato in anteprima il progetto Photo ltd. Nel progetto sono attualmente coinvolti 60 autori.

Ecco il comunicato stampa dell’evento:

LTD

INIZIARE LA TUA COLLEZIONE DI FOTOGRAFIA D’AUTORE…. E’ POSSIBILE CON PHOTO LTD

Photo ltd verra’ presentato in anteprima, a Torino
in occasione di Artissima (6-9 novembre)
nell’ambito di “Contemporary”

INAUGURAZIONE VENERDI’ 6 NOVEMBRE ORE 18.00
Galleria Porta Palatina 13
Via Porta Palatina 13
Torino – 011.4362092

orario continuato 11.00 – 19.00
fino al 21 novembre

Per tutti coloro che amano la fotografia come mezzo di espressione artistica, che vorrebbero possedere immagini d’autore, ma che navigano a vista nel mondo del mercato, per chi vorrebbe investire, ma non ha a disposizione gradi cifre, per chi viene catturato dall’emozione delle immagini, e preferisce, alla spettacolarizzazione del grande formato, l’intimità della visione

Per voi……  Nasce a Torino Photo ltd: una nuova idea per entrare nel modo del collezionismo fotografico: una vetrina selezionata e dedicata in esclusiva alla fotografia italiana.

Photo ltd è un’occasione unica per iniziare una collezione di fotografia di grande prestigio a prezzi accessibili.
I 60  Autori che partecipano al progetto, hanno  messo a disposizione di Photo ltd una selezione di 8 scatti. Su questa selezione, consultabile e in vendita on line, abbiamo identificato, con gli Autori, 3 scatti per ciascuno, e realizzato una produzione di stampe fine art dimensione 20 x 30 in una preziosa edizione di 30 esemplari, in vendita al un prezzo variabile tra 250 Euro e 1.000 Euro.

Photo ltd presenta una carrellata sulla fotografia italiana: dalla fotografia d’archivio, alle grandi firme del fotogiornalismo italiano, ad autori contemporanei noti e ai giovani talenti.

Al termine della mostra alla Galleria Porta Palatina 13 (21 novembre) le fotografie di Photo ltd saranno visibili e acquistabili presso:
- Lo showroom di Torino (Corso Moncalieri 238) dove è esposto in permanenza, l’intero catalogo “Editorial”. Oltre allo showroom di Torino,  sono previste presentazioni in altre città italiane e all’estero secondo la modalità della temporary gallery.

- On line sul sito di e-commerce www.photoltd.it (in costruzione) che presenterà oltre al catalogo dell’Editorial, per ogni singolo Autore, una selezione di lavori per i quali non è prevista la realizzazione delle stampe in piccolo formato.

Photo ltd è un progetto ideato e realizzato da Daniela Trunfio per Litelab – Idee per la Fotografia, in collaborazione con la banca immagini Porphirius www.porphirius.it

Daniela Trunfio (Milano, 1954). Ha contribuito alla nascita della Fondazione Italiana per la Fotografia e al suo interno è stata responsabile della programmazione museale e delle XI edizioni della Biennale Internazionale di Fotografia (1985 – 2006). A lato di una consolidata esperienza nell’organizzazione di  eventi culturali in tutti i suoi aspetti: programmazione, relazioni con istituzioni, musei, artisti, e comunicazione stampa,  ha maturato una approfondita conoscenza dell’arte contemporanea. Nel 2006 ha costituito con Uliano Lucas, l’associazione AIRE con l’intento di promuovere e valorizzare il lavoro dei fotoreporter italiani; parallelamente ha ideato e realizzato Photo ltd mirato alla proposta di una nuova forma di collezionismo di stampe d’autore.

Gli Autori
Archivio Riccardo Moncalvo, Archivio Tazio Secchiaroli, Adriano Bacchella, Giovanni Badodi, Pablo Balbontin, Isabella Balena, Aniello Barone, Giorgio Barrera, Sandro Becchetti, Matteo Berra, Bruna Biamino, Edio Bison, Fulvio Bortolozzo, Estevan Bruno, Alessandro Cane, Silvio Canini, Marianna Cappelli, Enrico Carpegna, Alessandro Cirillo, Cesare Colombo, Marisa Coppiano, Lucia Covi, Gabriele Croppi, Tano D’Amico, Tullio Deorsola, Franco Donaggio, Pier Paolo Fassetta, Ilaria Ferretti, Luca Gabino, Antonio Gesmundo, Giancolombo, Marco Introini, Enzo Isaia, Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Roberto Kusterle, Emiliano Mancuso, Pepi Merisio, Antonella Monzoni, Patrizia Mussa, Francesco Nonino, Enzo Obiso, Arrigo Orsi, Paolo Pellion, Giuseppe Presutti, Paolo Ranzani, Daniele Ratti, Irene Rubiano, Marco Signorini, Massimo Siragusa, Vittorio Storaro, Paolo Verzone, Alessandro Vicario, Marco Zanta, Patrizia Zelano.

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“Antonella Monzoni. Ferita Armena”

Posted by Rosa Maria Puglisi on November 1, 2009

Armenia, il primo genocidio del XX secolo

© Antonella Monzoni. Armenia, il primo genocidio del XX secolo

Si apre oggi  e rimarrà sino al 13 dicembre, presso il Centro Culturale Altinate / San Gaetano (via Altinate) di Padova, la mostra “Antonella Monzoni. Ferita Armena”. E’ il primo evento nell’ambito di “Immaginare Armenia”, una rassegna dedicata a un popolo e un Paese fra i più martoriati nel corso del Novecento da guerre e genocidi, fino a un disastroso terremoto nel 1988.

L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia e curata da Enrico Gusella, presenta un reportage di circa 40 immagini in bianco e nero, attraverso le quali Antonella Monzoni (pluripremiata fotografa modenese che fra l’altro, ha ricevuto il Best Photographer Award al Photovernissage 2009 di San Pietroburgo ed è stata designata Autrice dell’Anno 2010 dalla FIAF) racconta con sguardo attento la sua personale esperienza d’incontro con la gente e i suoi luoghi di un’Armenia ferita, ma non prostrata.

Quelli che ci riporta sono talora siti che parlano di una storia antica: come Haghpat, sede di un celebre monastero riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, che ci rimanda alla sua particolare tradizione cristiana, colma di una ritualità dagli echi persino pagani; la spiritualità del paese che per primo si è covertito al Cristianesimo e ne conserva vestigia importanti per l’arte e la religione.

Armenia, il primo genocidio del XX secolo

© Antonella Monzoni. Armenia, il primo genocidio del XX secolo

Tal altra sono posti emblematici di un sanguinoso passato, come la “Collina delle Rondini” vicino Yerevan, dove sorge il monumento al genocidio armeno e  si celebra il “giorno della  memoria”, ogni 24 aprile, recando un fiore perché non venga mai scordato il Metz Yeghèrn, il “Grande Male”, che causò lo sterminio di un milione e mezzo di uomini, colpevoli soltanto di essere armeni. E luoghi terribili come quello al confine fra Azerbaigian e Nagorno Karabagh (piccolo stato di etnia armena), dove, nei pressi di Sumgait, sorge un muro ricoperto da targhe automobilistiche azere: atroce monito delle sanguinose vendette fra i popoli armeno e azero nel corso della guerra, fra il 1989 e il 1993.

Ancor più, però, spesso Monzoni ci conduce attraverso luoghi qualsiasi, che parlano di una difficile quotidianità, simbolicamente sottolineata da condizioni atmosferiche perennemente difficili che sembrano avvolgere tutto in una pesante cappa di grigiore. Inequivocabili immagini di un Paese prima immiserito da settant’anni di occupazione sovietica  poi abbandonato allo sfacelo economico; un Paese nel quale, tuttavia, accanto alla mestizia non manca la forza morale, un coraggio che evidentemente trae forza dall’appartenenza ad una cultura, ma anche da un carattere indomito, che nulla ha potuto distogliere dalla speranza nel futuro.

Tutto questo emerge dalle immagini di Monzoni, che si muove attraverso queste realtà con percettibile partecipazione, cogliendo situazioni e dettagli pregnanti, lasciandoci di volta in volta incupire o emozionare insieme a lei.

Armenia, il primo genocidio del XX secolo

© Antonella Monzoni. Armenia, il primo genocidio del XX secolo

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“qualcosa di buono”: un widget e un concorso

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 29, 2009

Oggi vi propongo due diverse occasioni per “fare qualcosa di buono” con poco sforzo. ;-)

La prima è un widget di questo blog: quel grosso banner/bottone con un’immagine, su cui ora appaiono dei pennelli su sfondo azzurro e una sorta di contatore. Lo trovate nella barra laterale destra sotto la scritta SocialVibe.

Cliccando su questo bottone darete il vostro contributo ad una campagna di beneficenza. Un contributo che sarà per voi assolutamente gratuito, poiché sarà lo sponsor, cui è legato il banner, a pagare per il “disturbo” che vi sarete presi con l’aver visualizzato (o aver interagito con) la pagina che vi si proporrà.

Il widget di SocialVibe è presente da diversi mesi sul blog, ma forse avrei dovuto segnalarlo prima, poiché pochissime persone l’hanno usato; forse perché non hanno capito di che si trattava?

Attualmente è legato ad una campagna per finanziare progetti d’arte per ragazzi ospedalizzati, ma lo sponsor (che è la stessa SocialVibe) propone in occasione dell’approssimarsi di Halloween un “giochino” per aiutare ulteriori iniziative benefiche, come – spero – scoprirete.

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osf50L’altra occasione, di cui parlavo è appunto (vedi titolo) un concorso – che mi è stato segnalato – ideato da OSF (Opera San Francesco per i Poveri) di Milano per celebrare i suoi 50 anni di attività nel campo dell’assistenza e dell’accoglienza di chi è difficoltà; ma pure per coinvolgere  la gente e contagiarla di questo spirito accogliente e generoso.

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Questa è la presentazione del concorso:

Il concorso dal titolo RINASCERE UOMO – il superamento del disagio
vuole raccontare attraverso foto e video, la possibilità dell’uomo di rinascere dalle difficoltà e dai momenti bui, grazie all’aiuto degli altri.

Il concorso è diretto in particolare alle giovani generazioni alle quali OSF lancia un invito a cogliere, a cercare lo spirito dell’accoglienza e della generosità del cuore nell’intento di mostrare il volto più umano della nostra città.

Infatti grazie ai suoi volontari e ai suoi donatori, da 50 anni OSF lavora nel territorio milanese dove svolge attività di prima accoglienza in favore dei poveri e degli emarginati. Per loro costituisce un importante luogo di aiuto garantendo sostegno materiale e conforto spirituale.
Nell’ultimo anno a Milano OSF ha distribuito gratuitamente oltre 600.000 pasti (2000 al giorno), ha offerto 56.500 docce, 8.400 cambi d’abito ed effettuato oltre 33.000 visite presso il suo poliambulatorio.

OSF quindi rappresenta una realtà attraverso la quale l’uomo può
rinascere dall’emarginazione, dalla miseria e dalla solitudine.

Clicca qui per leggere il bando del concorso.

Altre informazioni le troverete sul sito: http://www.operasanfrancesco.it/50anni/

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A voi accogliere o meno questi stimoli (molto diversi fra loro, poiché provengono da modi e mentalità diverse, dove comune è l’intenzione di far qualcosa per aiutare il prossimo) con mente aperta, con la sola voglia di portare un piccolo contributo, con molta semplicità….

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“Too much or nothing”

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 26, 2009

Segnalo un nuovo appuntamento con la fotografia contemporanea a Torino: una mostra nata dall’incontro e dalla fusione dell’opera fotografica di Edoardo Hahn e Francesco Nencini. L’inaugurazione è per domani, 27 ottobre.

logo_completo_medio1L’Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la quinta mostra fotografica di un ciclo espositivo che, fino al dicembre 2010, porterà all’attenzione del pubblico torinese autori diversi negli esiti, ma tutti selezionati sulla base della loro progettualità rigorosa e indipendente dalle mode culturali.

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© Francesco Nencini - Edoardo Hahn

Sotto il titolo Too much or nothing viene per la prima volta presentata come organico lavoro a quattro mani quella felice convergenza progettuale nata tra Edoardo Hahn e Francesco Nencini nell’occasione della loro recente partecipazione alla rassegna sul lavoro contemporaneo organizzata dall’Associazione Pol!femo di Milano.

Pur lavorando senza conoscere il progetto l’uno dell’altro, Hahn e Nencini raggiungono una complementarietà così strabiliante da rendere quanto mai opportuno considerare come due facce della stessa medaglia i loro esiti individuali. Mentre Hahn sceglie il colore e un’osservazione prospettica impassibile degli interni di luoghi inspiegabilmente abbandonati da ogni persona e attività produttiva, Nencini trova in un bianco e nero voyeuristico, con echi hitchcockiani, la soluzione ideale per scrutare dall’esterno negli eccessi delle vite d’ufficio, immerse in orari impossibili e fatiche mentali altamente tossiche.

“Troppo o niente”, sembra purtroppo sempre più questo il paradigma di quel lavoro su cui si fonda la nostra Costituzione. Un gravissimo regresso civile e sociale del nostro tempo che i due autori contribuiscono validamente a rimarcare. (Fulvio Bortolozzo)

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Edoardo Hahn. Nato a Torino, vive e lavora a Milano come fotografo industriale e d’architettura. Sue fotografie sono pubblicate da importanti quotidiani e riviste. Attualmente collabora con l’agenzia Grazia Neri. La ricerca fotografica affronta il tema del rinnovamento della percezione attraverso una visione sospesa tra sogno e realtà. I lavori autoriali vengono presentati in varie gallerie e festival italiani ed internazionali.
Per ulteriori informazioni: www.edoardohahn.com

Francesco Nencini. Regista pubblicitario e fotografo di nascita fiorentina, vive e lavora a Milano. L’attività autoriale si concentra sulla condizione urbana contemporanea e sull’ambiente dello spettacolo, visto dal suo interno. Il libro fotografico “I Non Luoghi” (2005) ha vinto il primo premio assoluto a Orvieto Fotografia. I suoi lavori vengono presentati in vari festival internazionali, tra cui si ricordano Photo España e il Festival di Arles.

Per ulteriori informazioni: www.francesconencini.com
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Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
Viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 27 ottobre 2009
dalle ore 18:00 alle ore 20:30
Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 10:00 alle 20:00
(ingresso libero)

Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)
e-mail info@osservatoriogualino.net
www.osservatoriogualino.net

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A Ovada “Passaggi e Paesaggi”

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 22, 2009

© Enrico Minasso - modica1608200825082008

© Enrico Minasso - modica1608200825082008

Dal 23 al 30 novembre lo Spazio sotto l’ombrello presso la Scalinata Sligge di Ovada ospita la mostra collettiva “Passaggi e Paesaggi”, che presenta gli scatti di cinque autori mettendo a confronto altrettanti  modi di intendere il Paesaggio.

Genere antico su cui da sempre si sono cimentati artisti, professionisti e amatori, il Paesaggio è ormai da tempo soggetto – come del resto tutta la fotografia  – a svariati tentativi di ridefinizione, sembrando ormai del tutto logoro il concetto di “veduta” che ad esso si soleva collegare, poiché richiama inevitabilmente alla mente l’idea abusata di “cartolina”, luogo di un’immaginario precostituito, come già Luigi Ghirri aveva sottolineato con una rilettura concettuale, che minava alla base ogni presupposto realistico proprio in questa forma di fotografia, che – fra le altre – si potrebbe supporre più fedelmente documentaria.

Vittore Fossati, Mario Tinelli, Andrea Repetto, Enrico Minasso e Carlo Cichero, le cui diverse formazioni in questa mostra si esprimono liberamente in quello che appare un proficuo dialogo, sembrano precisare in primo luogo uno slittamento del Paesaggio da una dimensione più segnatamente naturale verso quella umana e persino mentale.

© Carlo Cichero - ognuno è solo su questa terra

© Carlo Cichero - ognuno è solo su questa terra

Lo fanno in vari modi. Da quelli dove tale transito risulta quasi inavvertito, come in Tinelli, il quale volge il suo obiettivo ai segni del passaggio umano impressi nei campi; e come in Carlo Cichero, che mette in scena luoghi “da sogno” dove si aggirano – si direbbe un po’ spaesate – piccole figure non del tutto protagoniste di quegli spazi; a quelli più esibitamente antropizzati: le visioni urbane di Repetto, dove l’assenza dell’essere umano è ben più eloquente di una presenza, e gli sprazzi di luoghi più mentali (o forse “senti-mentali”) di Enrico Minasso, fatti di esperienze nelle quali il passaggio all’umano è già compiuto e sedimentato nella memoria. Più radicalmente in Fossati, la lettura del Paesaggio diviene meta-fotografica, attraverso il ritorno ad un apparente vedutismo di stampo classico, rivisitato – in maniera del tutto esibita – attraverso una  “ricomposizione ideale” della realtà.

Diversi gli approcci e diversi gli esiti, ciò che accomuna i lavori di questi autori, pare essere il senso di un transito, di un “passaggio” appunto, dal fisico al mentale, dalla realtà al concetto.

Si tratta di un primo interessante incontro con la fotografia contemporanea per lo Spazio sotto l’ombrello, che prossimamente ospiterà il progetto Centro Studi  sull’Immagine Contemporanea, diretto da Andrea Repetto: un progetto che prevede la costituzione di una collezione – e la divulgazione – di lavori di fotografi italiani, noti e meno noti, che non sempre riescono ad ottenere la meritata visibilità nei consueti circuiti.

Nell’ambito della mostra è, inoltre, prevista per venerdì 20 novembre alle ore 21 la presentazione del volume “Viaggio in un paesaggio terrestre” di Vittore Fossati e Giorgio Messori.

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© Mario Tinelli - osservazioni naturali

© Mario Tinelli - osservazioni naturali

© Andrea Repetto - mes3marghera

© Andrea Repetto - mes3marghera

© Vittore Fossati - Isola di Capri 2002

© Vittore Fossati - Isola di Capri 2002

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