Archive for May, 2009
Posted by Rosa Maria Puglisi on May 28, 2009

Copyright: Claudia Romiti. Da "Verso l'iperuranio"
E’ online su Fotologie una nuova pagina della rubrica “Attraverso lo Specchio“, dedicata a Claudia Romiti. Per leggerlo cliccate qui.
Questo il curriculum della fotografa:
Claudia Romiti nata Massa nel 1969, inizia ad occuparsi di fotografia nel 1996.
Ha seguito workshop di formazione . Nel 2002 inizia a lavorare al progetto personale “Registro delle Presenze”
Terminato nel 2004, espone nel 2005 a Prato in una personale nell’ambito del
Terzo Concorso Fotografico Nazionale “Con gli occhi delle Donne”.
2005 partecipa ad una mostra collettiva itinerante dal titolo:“Donne Esposte”.
2006 il Castello di Lerici (SP) ospita una sua personale dal titolo:”La conchiglia: registratore del mare”.
2006 Espone a Milano alla Galleria FORMA Centro Internazionale di Fotografia, in collaborazione con l’agenzia Contrasto, titolo della mostra “Colleziona”.
2007 Espone alla Galleria PINTO di Pietrasanta (LU).
Aprile 2008 espone alla Sapienza nel circuito del Festival Internazionale di Roma .
Dal 2005 conduce workshop di fotografia full-time resident, di Ricerca Personale presso il Centro Italiano della Fotografia d’Autore.
Nell’aprile 2009 espone alla galleria PINTO di Pietrasanta.
Il suo sito personale è: spazio photoricerca
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 25, 2009

copertina del libro "Meditazione e fotografia" di Diego Mormorio
Ancora una segnalazione, quella della presentazione di un libro: “Meditazione e fotografia” di Diego Mormorio, noto critico e storico della fotografia.
“Se, – scrive l’autore – come dicono i maestri zen, “meditare è vedere le cose così come sono”, allora l’apparecchio fotografico, potenziamento dell’organo della vista, può penetrare più a fondo nell’apparenza delle cose, fino a diventare un vero occhio meditativo. L’occhio è il centro dell’uomo”.
E ancora: “ l’obiettivo di chi pratica la fotografia come meditazione è assai più impegnativo del conseguimento di un risultato esclusivamente estetico. È quello di imparare a guardare e di trovare nell’osservazione la più grande scuola di vita, il nostro principale maestro”.
Partendo da queste premesse, egli compie un viaggio attraverso la storia dello sguardo nell’arte, nel quale i mezzi fotografici si rivelano essere una possibilità di superamento delle apparenze contingenti per penetrare, appunto, la realtà.
Un approccio alla fotografia davvero insolito rispetto a quello dei più, che sembrano subire l’onnipresenza dell’immagine fotografica accontentandosi di farne un ulteriore e ancor più illusorio incontro con l’apparenza.
Per quanti fossero interessati ad approfondire questa visione tanto particolare, l’appuntamento è presso i locali di Fare Fotografia (via Francesco Negri 63/65) a Roma, mercoledì 27 maggio . Mormorio sarà presente.
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 24, 2009
Ricevo e vi inoltro una comunicazione che mi pare molto interessante: una “chiamata” aperta a chiunque sia interessato a dar vita e contenuti alla prima edizione di un Festival Indipendente di Fotografia.
Si chiamerà “OcchiRossi Festival” e si svolgerà i primi di luglio al C.S.O.A. Forte Prenestino di Roma.
Si tratta di un progetto che “nasce da una serie di riflessioni, condivise tra i promotori, sul ruolo degli spazi espositivi e sul loro rapporto con il territorio; sulla necessità di facilitare l’accesso alla formazione fotografica e artistica in generale; sull’importanza di eliminare intermediazioni economiche e culturali tra chi produce fotografia e chi ne fruisce”. Una scommessa che richiede partecipazione da parte di chi sia interessato a liberare la fotografia dalle logiche dei soliti consolidati circuiti.
Il comunicato che segue spiega in quali diversi modi sia possibile collaborare. Le adesioni devono giungere entro il 16 di giugno.

CALL PER OCCHIROSSIFESTIVAL – FESTIVAL DI FOTOGRAFIA INDIPENDENTE – ROMA
Sono aperte le adesioni per la 1^ edizione di OCCHIROSSIFESTIVAL,
festival di fotografia indipendente che avrà luogo a Roma il 3, il 4 e
5 luglio presso il C.S.O.A. Forte Prenestino.
L’obiettivo è quello di invadere la città di fotografia, e quindi far
godere delle immagini un pubblico casuale e non solamente un’élite di
consapevoli fruitori di mostre ed eventi fotografici.
Per questo motivo , successivamente alla collettiva di luglio, si
aprirà un periodo nel quale le mostre saranno distribuite in sedi
varie e non tradizionali della città (bar, panetterie, mercati, centri
di socialità e aggregazione vari, etc.)
OcchiRossi è un festival indipendente di fotografia frutto della
collaborazione,
dell’assistenza e del sostegno di tante realtà: una rete di camere
oscure autogestite,
associazioni culturali e singole/i individui che si occupano di
promuovere la cultura fotografica,
e con il fondamentale aiuto di un laboratorio informatico per il free
software.
COME PARTECIPARE
Puoi partecipare attivamente ad OcchiRossi in uno dei seguenti modi:
1. Proposta di un progetto fotografico (mostra/installazione/proiezione)
2. Proposta di una sede che ospiti una mostra del festival
3. Proposta di un workshop o corso breve sulla fotografia o tema
attinente (per il quale sarai il docente)
4. Offerta di un supporto tecnico per la produzione del festival
Tutte le proposte di partecipazione, per uno qualsiasi dei punti
suddetti, dovranno pervenire entro il 16 giugno 2009.
Per maggiori informazioni sul bando di partecipazione:
http://occhirossifestival.org/come-partecipare
Contatti:
http://occhirossifestival.org
info@occhirossifestival.org
Per la stampa:
comunicazione@occhirossifestival.org
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 22, 2009
Segnalo questa mostra fiorentina che si apre domani inserendo il comunicato stampa.

Cantiere Le Romite - Galluzzo. Copyright: Lorenzo Rugiati.
Si inaugura Sabato 23 Maggio alle ore 18 presso il C.R.C. “Le Cascine del Riccio” a Firenze, A1/ Effetto Cantiere.
La mostra fotografica presenta 16 immagini a colori formato cm 50×70 che documentano le trasformazioni del Territorio di Cascine del Riccio e del Galluzzo in seguito ai lavori di ampliamento dell’A1 nel tratto di Firenze Sud dal 2008 fino al primo semestre del2009.
Il Progetto, nato dalla collaborazione dell’Associazione Culturale Deaphoto con il Consiglio di Quartiere 3 del Comune di Firenze, intende monitorare lo stato di progressivo avanzamento dei lavori ed il loro impatto ambientale.
[clicca per leggere il resto del comunicato]
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 18, 2009

Eva-Claire #02. Austin, TX 2008. © Lise Sarfati, Courtesy Brancolini Grimaldi, Rome
Segnalo la pubblicazione su CultFrame di un mio articolo sulla mostra “Austin, Texas” di Lise Sarfati, attualmente alla Galleria Brancolini Grimaldi di Roma.
Francese, laureata alla Sorbona in Studi Russi, ex fotografa ufficiale dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi, Sarfati è fotografa di grande prestigio internazionale; ha ottenuto borse di studio e premi, fra i quali il Prix Niépce a Parigi e l’Infinity Award dall’International Center of Photography di New York.
Ha vissuto e lavorato per 10 anni in Russia e negli ultimi 5 anni si è trasferita in USA. Nel 1997 si è unita a Magnum Photo e dal 2001 ne è pienamente membro.
In Italia ha esposto per la prima volta lo scorso settembre da Carla Sozzani a Milano e quella attuale è appena la sua seconda mostra nel nostro Paese.
Potrete leggere l’articolo cliccando qui
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 15, 2009

Copyright: Ileana Florescu. "Il libretto rosso" da "Lumana sintesi"
E’ fotografia, ma sembra si tratti più di raffinata pittura, gioco astratto e sapiente di luce e di colori.
Accostate in serie che accrescono, attraverso lo svolgersi ritmico delle forme, il fascino di ogni singolo scatto, queste immagini vivacizzano e paiono illuminare le candide pareti dello Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, a Roma. In mezzo ad una delle due sale quattro teche esibiscono alcuni dei soggetti delle riprese come bizzarre sculture cartacee, come risultati di una verifica estetica e concettuale: quattro libri macerati e rimodellati dal mare.
A distanza di due anni, Ileana Florescu torna ad esporre in questa sede, e come allora (vedi articolo) il suo lavoro è permeato da una stimolante ambiguità, che induce lo spettatore ad ammirare in prima battuta la bellezza del mero dato visivo, delle forme e dei colori accattivanti, salvo poi rendersi conto ad un secondo sguardo che quel che ha di fronte è qualcosa di più che un gradevole pannello decorativo: è una riflessione sull’essere umano. Non per nulla l’opera che espone ha per titolo “L’umana sintesi”.

Copyright: Ileana Florescu. "Busi, Seminario sulla gioventù", da "L'umana sintesi"
E’ una riflessione su come l’umanità si è “autorappresentata” in parole ed immagini (non solo visive): “in principio era il verbo” recita (quale migliore incipit?) la pagina che apre a questo lavoro sul bel catalogo pubblicato per l’occasione da “Silvana Editoriale”.
Compendio di quest’umano “immaginarsi” non possono che essere i libri, di ogni luogo e di ogni tempo. Scelti quasi per caso, o per destino?
Nelle fotografie, dunque, li vediamo inabbissarsi, avviluppati dalle onde marine che increspano, agitano frantumando, la loro immagine; la deformano fino a renderla pressoché indecifrabile, mutandone forma e senso. Affondano talora, invece, placidi, rivelando alla limpidezza cristallina del mare di Sardegna onde di carta, parole, e fraseggi musicali.
Brevi frasi estrapolate da quei libri glossano le immagini, dandoci l’indicazione di un preciso percorso.
Un lavoro davvero suggestivo, quello di Florescu, che provoca emozioni, ma soprattutto suggerisce altro dalla loro pura visione.

Copyright: Ileana Florescu. "Balzac, Le Pere Goriot" da "L'umana sintesi"
A penetrare meglio il senso di queste opere ci aiutano i testi contenuti nel catalogo sopra citato: l’intervista fatta all’artista da Sergio Bertelli, il testo di questi, ma ancor di più lo scritto di Diego Mormorio, curatore della mostra. Con immagini verbali, fatte di impressioni e ricordi (poiché è da lungo tempo amico della fotografa) ma anche di opportune citazioni – dal Baudelaire della celebre invettiva contro la fotografia, ad un grande pensatore quale Pavel Florenskij, che esalta le sane virtù artigianali di Bach -, egli ci illumina infatti sul fine e sui mezzi di Ileana Florescu: sulla sua totale indifferenza verso la rappresentazione della realtà in favore dell‘esercizio dell‘immaginazione, come sulla sua ricerca metodica e consapevole, attuata – riporto le parole dell‘artista – “vivendo e prendendo dal passato non meno che dall’infinito dello spirito”.
La mostra sarà aperta fino al 15 luglio.
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 14, 2009
Pubblico oggi un comunicato stampa riguardante due iniziative, nell’ambito dell’edizione di FotoGrafia di quest’anno, certamente gradite a quanti siano interessati tanto all’opportunità di confrontarsi con professionisti esperti di fotografia quanto al tentare di valorizzare la propria attività di fotografi adempiendo – qualora selezionati – ad uno speciale incarico.
FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma
VIII edizione
29 maggio – 2 agosto 2009
Dal 29 maggio al 2 agosto 2009 si svolge l’ottava edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma, promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma. Il Festival è prodotto da Zoneattive, con la direzione artistica di Marco Delogu.
Nell’ambito del Festival molte sono le esperienze inedite e molte le conferme: tornano infatti anche in questa edizione le Letture Portfolio. Il 29 e il 30 maggio al Palazzo delle Esposizioni dalle 10 alle 17.30 una grande occasione per presentare ad alcuni dei più importanti operatori nazionali ed internazionali i propri lavori, tra i quali Alessandra Mauro (curatrice, Contrasto), Laura Serani (curatrice, Rencontres de Bamako), Mario Peliti (editore, Peliti Associati), Francesco Zanot (critico e curatore), Erik Kessel (editore, Kesselskramer), Martino Marangoni e Alessandra Capodacqua (Fondazione Marangoni), Gianni Mascolo (Art Director, Il Venerdì di Repubblica).
Quest’anno alle Letture Portfolio verrà abbinato un importante premio che verrà annunciato nelle prossime settimane.
Il costo per l’iscrizione è di 10 euro ed include la partecipazione ad un massimo di 6 letture di portfolio.
Per info e contatti:
+39 06 5125019 dal lun-ven 10:00-14:00 e 16:00-18:00
of@officinefotografiche.org
contatto skype: officine.fotografiche
Novità della ottava edizione è invece il progetto “in between – 60 ore a Roma”, in collaborazione con il Toscana Photographic Workshop. E’ in corso una selezione aperta a tutti al termine della quale verranno scelti 40 fotografi per raccontare in 60 ore Roma da venerdì 29 a domenica 31 maggio. L’indagine si concentrerà non sul centro storico e neanche all’estrema periferia, ma in quella fascia tra l’anello ferroviario e il raccordo anulare in cui il monumentale si confonde con le speculazioni edilizie, le borgate cambiano faccia grazie all’arrivo di studenti ed immigrati e più forte si sente l’anima di questa città. “in between – 60 ore a Roma” invita ad immergersi per 60 ore in questo ambiente, cercando di raccontare attraverso una sorta di diario fotografico, come si entra in contatto e come si vive nella città di mezzo. L’obiettivo è quello di raccontare se stessi attraverso l’esperienza dell’incontro e dello scambio in una terra nobile e incerta della nostra città, quindi non tanto un reportage né uno sguardo rivolto verso gli altri, ma piuttosto verso di sé.
Il progetto sfocerà in un evento con proiezione di 10 immagini per autore il 6 giugno e la pubblicazione di un catalogo con Blurb.com.
Per info e contatti:
+39 051 6440048
Ufficio stampa FotoGrafia Festival: Cristiana Pepe
Cell.+ 39. 338.4066474- email:fotografia.press@gmail.com
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 13, 2009

Ricordate la bizzarra iniziativa del Musée de l’Elysée di Losanna? Ne avevo parlato un paio di anni fa più diffusamente in questo articolo. Non ripeterò, quindi, oggi le considerazioni di allora.
L’esperimento evidentemente ha avuto un enorme successo.
Anch’io – lo confesso – avevo partecipato due anni fa, un po’ perché mi chiedevo se mai vi sarebbe stata una qualche selezione, un po’ perché da sempre affascinata da queste manifestazioni di creatività di massa, dalle quali emana forse qualcosa del nostro cosiddetto “immaginario collettivo”. E, come altre persone di mia conoscenza, ho regolarmente ricevuto, pochi giorni dopo, una bella fotina (purtroppo andata persa) che testimoniava il momento in cui l’immagine che avevo inviato era stata proiettata su una parete del sopracitato museo, rendendomi di fatto partecipe di una mostra collettiva. Una immagine scattata a caso dalla finestra di casa: un tramonto urbano pieno d’antenne!
Chi non abbia avuto modo di partecipare in quell’occasione, ha in questi giorni una seconda e più appetibile chance: quella di vedere il proprio scatto proiettato niente meno che al New York Photo Festival 2009 fra il 13 e 17 Maggio.
L’importante è partecipare. Affrettatevi dunque!
Cliccando qui potrete raggiungere la pagina dove registrarvi e caricare la vostra immagine per partecipare a questa nuova mega collettiva di fotografia contemporanea.
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 12, 2009
Questa è una piccola segnalazione di servizio…
Vi comunico che è stato pubblicato su “La Critica – rivista telematica di arte, design e nuovi media” un mio lungo testo riguardante, appunto, quelle che sono le linee di tendenza della fotografia contemporanea.
Per leggerlo potete cliccare qui.
Spero che lo troverete interessante!
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Posted by Rosa Maria Puglisi on May 6, 2009

autore ignoto, Vietnam (dalla mostra "an occasional dream")
E’ in mostra fino al 7 giugno presso la s.t. foto libreria galleria di Roma “An Occasional Dream”, una raccolta di circa 40 “immagini singolari di fotografi anonimi”, come recita il suo sottotitolo.
Accomunate dal fatto di essere fotografie occasionali, scattate nel corso del Novecento da chissà chi e in chissà quale circostanza particolare (più in generale in un “tempo libero”, che già evoca le dimensioni del soggettivo e del privato), sono immagini singole e singolari al tempo stesso: pezzi unici ormai; la cui stampa vintage conserva, oltre agli enigmi inerenti l’attimo e i disparati soggetti che hanno catturato, anche il fascino di materiali fotografici ormai caduti in disuso.
Si tratta, per quanto ne sappiamo, della prima esposizione italiana di quella che viene ormai denominata “vernacular photography” e che vanta all’estero numerosi sostenitori fra fotografi, galleristi ed editori, i quali hanno rivalutato tale genere in virtù della sua fresca spontaneità, dalla loro “accidentalità” persino, ma – molto più – di quella sorta di riacquisizione di aura, di una riconquistata unicità ed autenticità (a dispetto di quanto teorizzato da Walter Benjamin!), quella che il tempo col suo trascorrere imprime, fornendo a queste stampe un vissuto, sul quale possiamo solo fantasticare. La loro provenienza possono essere dei vecchi album dimenticati o dei mercatini delle pulci, dai quali emergono come melancoliche gemme del passato. A volte ripescate da vecchi laboratori e rifiuti.
Ognuna di queste immagini è un objet trouvé, nell’accezione duchampiana. Un oggetto preesistente ricontestualizzato. L’identità del fotografo non conta più di quella di chi ha fisicamente costruito l’orinatoio assurto ad opera d’arte (la “Fontaine”) nel momento in cui queste foto, avulse dal loro contesto, vengono da chi le ha rinvenute, e da chi le guarda, lette secondo altri significati.
Ma, in fin dei conti, ogni fotografia è sempre un object trouvé: estrae qualcosa dal fluire della realtà attribuendogli un senso; un senso che potrà cambiare e moltiplicarsi in virtù di come la foto sarà percepita da ciascun fruitore. La tragica irrilevanza del suo autore (o meglio, delle intenzioni del suo autore), che tante volte è oggetto di argomentazioni da parte di chi nega alla fotografia lo status di vero linguaggio, emerge però qui in maniera dirompente. Non meno che il fascino del tempo andato, che tutto ammanta di mistero e nostalgia.
Una nutrita collezione di vernacular photography potete trovarla in “Accidental Mysteries“.
Qui, invece, c’è la canzone di David Bowie alla quale è ispirato il titolo della mostra, a causa di una strofa che recita
“In my madness
I see your face in mine
I keep a photograph
It burns my wall with time”.
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