Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for March, 2009

FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma 2009

Posted by Rosa Maria Puglisi on March 24, 2009

Dopo alterne vicende che sembravano metterne in discusione lo svolgimento – e addirittura dopo un paio di annunci di quelle che si sono rivelate “false partenze” (uno dei quali anch’io avevo incidentalmente divulgato) – ecco le nuove date dell’edizione 2009 del Festival Internazionale di fotografia di Roma.

Ne pubblico qui di seguito il comunicato stampa:

logo-fotografia-rosso

FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma
VIII edizione 29 maggio – 2 agosto 2009
Declinazioni della Gioia. L’atto di fotografare: visioni e rappresentazioni

Parte il 29 maggio e si conclude il 2 agosto 2009 l’ottava edizione di FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma, con una programmazione che conferma la crescita di prestigio a livello nazionale e internazionale e l’attenzione sempre più concreta alle produzioni originali e ad una forte progettualità.
Promosso dal Comune di Roma e prodotto da Zoneattive, con la direzione artistica di Marco Delogu, Il Festival ha scelto come tema “Declinazioni della Gioia”, l’atto di fotografare, visioni e rappresentazioni per orientare lo sguardo del pubblico, ma anche quello dei fotografi e degli operatori, verso un aspetto della fotografia che tradizionalmente si perde tra dramma e glamour. A partire da questo semplice pensiero nascono tutte le “declinazioni della gioia”, il riappropriarsi della felicità della fotografia come atto e come contenuto, anche in virtù di tutte le nuove evoluzioni della tecnologia.

Il fulcro del Festival è costituito dagli spazi del Palazzo delle Esposizioni, nelle sale del Piano Alto e nella Sala della Fontana, dove hanno luogo le mostre principali,gli incontri, le lectures,i portfolii ed eventi ad hoc.
Oltre al Palazzo, FotoGrafia 2009 vede la collaborazione di Accademie e Istituiti di cultura stranieri e una ricca partecipazione del circuito di gallerie romane, scuole e spazi informali, attivi nella città.
In un’ottica di sempre maggiore apertura ai nuovi linguaggi dell’espressione fotografica, quest’anno la più importante mostra del Festival, curata dal direttore artistico Marco Delogu, è una grande collettiva fotografica realizzata attraverso proiezioni e istallazioni video inerenti al tema della Gioia, a cura di artisti selezionati a livello internazionale tra i tanti che hanno risposto ad una pubblica call for proposal.

Tra le altre mostre al Palazzo delle Esposizioni, la seconda edizione del progetto europeo Mutations II, incentrato sul tema del rapporto di confine tra le sperimentazioni di fotografia e video, con una selezione di 22 fotografi provenienti da tutta Europa.
Come parte del Mese Europeo della Fotografia la mostra, corredata da un catalogo e un Dvd in 5 lingue, approda a Roma dopo Vienna, Berlino, Bratislava, Parigi, Lussemburgo e Mosca.

La Commissione su Roma, che caratterizza il Festival ogni anno, vede in questa edizione l’incarico affidato al grande fotografo sudafricano Guy Tillim che interpreta i paesaggi, le atmosfere e i colori della Capitale. Attualmente in mostra presso la Fondazione Cartier Bresson di Parigi e dopo essere stato protagonista di Documenta nel 2007, Tillim “è un maestro che lavora sulle città e sulle architetture trasfigurate da una forte visionarietà” – spiega Marco Delogu, direttore artistico del Festival, – “Il suo racconto di Roma è un viaggio tra i palazzi della città e le vite che scorrono intorno a loro, in una ventina di scatti di grande formato”.

Roma è anche al centro della mostra “Roma oculta” del fotografo ecuadoriano Geovanny Verdezoto, vincitore della prima edizione del Premio IILA. Verdezoto ha trascorso un mese di residenza artistica a Roma, durante il quale ha realizzato un lavoro sulla città. Anche in occasione dell’edizione 2009 di FotoGrafia, l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) e Zoneattive, con il contributo del Centro Cultural del BID (Banco Interamericano de Desarrollo), realizzano la seconda rassegna dedicata a fotografi provenienti dai Paesi latinoamericani membri dell’IILA.

A concludere il gruppo delle mostre di FotoGrafia 2009 al Palazzo delle Esposizioni, la mostra “Dall’anima al corpo”, un viaggio nel Caucaso russo di Davide Monteleone, che presenta una serie di nuove immagini oltre a quelle che nel 2008 gli hanno fatto vincere la prima edizione del Premio FotoGrafia-Libro, la sezione del Festival dedicata alla presentazione dei migliori volumi fotografici stampati nell’ultimo anno, che quest’anno proporrà un’apertura internazionale a tutti gli editori.

Presente a FotoGrafia 2009 anche la personale di Giorgio Barrera “Attraverso la finestra”, un viaggio alla ricerca di soggetti che Barrera ritrae con il suo sguardo discreto, attraverso il filtro delle finestre di mezza Europa. Il lavoro ha vinto lo scorso anno il Premio Internazionale FotoGrafia – Baume & Mercier, che è presente anche in questa edizione ed è aperto a fotografi professionisti di ogni nazionalità ed età.

Novità di questa edizione invece il Premio Portfolio, un momento importante per la comunità di giovani fotografi che ruota intorno al Festival e il box office fotografico per fornire al pubblico del Festival informazioni su concorsi fotografici di tutto il mondo.

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“Il dono” di Giorgia Fiorio

Posted by Rosa Maria Puglisi on March 17, 2009

Celebrazione Vudù, Cascate di Aguas Blancas, Saut d'Eau - Haiti, 2000. Copyright: Giorgia Fiorio

Celebrazione Vudù, Cascate di Aguas Blancas, Saut d'Eau - Haiti, 2000. Copyright: Giorgia Fiorio

E’ un libro fotografico, pubblicato in Italia dalla PelitiAssociati di Roma e in Francia dalla Editions Actes Sud di Arles, ma è soprattutto una mostra,  proposta anch’essa in Francia e in Italia: curata da Gabriel Bauret è in corso fino al 5 aprile a Parigi, presso la Maison Européenne de la Photographie;  a Roma, fino al 26 aprile all‘Istituto Nazionale per la Grafica.

E’ “Il Dono”, un progetto di Giorgia Fiorio, frutto del lavoro degli ultimi 9 anni in giro per trenta Paesi nel corso di molte missioni, svolte spesso in condizioni critiche, alla ricerca di una dimensione mistica e religiosa che parrebbe intrinseca all’essere umano al di là delle singole culture e del credo professato. Il dono della Fede dunque, ma anche il dono di queste immagini da parte della fotografa torinese, e ancor di più quello della gente ritratta che si è lasciata catturare dalla pellicola (sono tutti scatti in analogica!) nell’abbandonarsi a celebrazioni e rituali d’ogni sorta.

In cento fotografie di grande formato troviamo così a confronto genti e luoghi molto distanti fra loro. Il comunicato stampa tenta di enumerarle così: “dalle celebrazioni copte-ortodosse del Timkat in Etiopia, ai riti pasquali di purificazione e mortificazione nelle Filippine; dalle celebrazioni e dai pellegrinaggi nelle città sacre in India, alla vita monastica buddista in Tibet e nel Ladakh; dalle pratiche di iniziazione e di meditazione in Myanmar, in Thailandia e in Cambogia, ai rituali animisti in Africa e Oceania; dai dervisci rotanti ai lottatori scintoisti, dai rituali sciamanici a quelli sincretisti, dal Bar-Mitzvà ebraico in Israele, al funerale islamico in Uzbekistan, dall’osservazione dei seminari cattolici in Polonia, a quella delle comunità monastiche ortodosse in Russia”.

Non c’è pretesa di esaurire il vasto ventaglio delle professioni di fede, ma piuttosto traspare quasi sempre una curiosità antropologica, e – come è dichiarato da Fiorio – una voglia di esperire in prima persona l’universale senso di sacralità che trascina questi esseri. Se (e in che misura) ciò possa realmente accadere a un fotografo, il quale non può che esser spettatore lucido per continuare a scattare, a noi non è dato saperlo; quello che, però, appare evidente in queste belle immagini in bianco e nero è la perizia e la capacità di sintesi formale, nella quale i diversi rituali trovano un senso di sospensione davvero fuori dal tempo, che ci evoca appunto il misticismo, o più semplicemente una dimensione metafisica.

La qualità ci sembra a tratti discontinua; ma il bianco e nero (simbolica evidenza di un cosmo fatto di luce e oscurità), così come la grana delle immagini  (traduzione visiva di un aggregarsi di materia opaca e di un trasparire della luminosità dello spirito), ci coinvolgono e appaiono sovente come elementi necessari di un discorso, che acquista una valenza poetica: quella che al giorno d’oggi tante volte ci pare cedere sotto il peso della nitidezza e dei colori iperrealisti offerti dai progressi del digitale.

Cliccando sul seguente link potrete leggere alcuni testi di presentazione di Giorgia Fiorio, Daniele Del Giudice, Gabriel Bauret: http://www.grafica.arti.beniculturali.it/Fiorio/testi.htm

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Attraverso lo Specchio

Posted by Rosa Maria Puglisi on March 10, 2009

fotologieE’ online su “Fotologie” il primo articolo di una rubrica, da me curata, intitolata “Attraverso lo Specchio“.

Si occuperà di introdurre l’opera di alcuni autori che, all’interno della fotografia contemporanea, si trovano a percorrere un proprio cammino “attraverso lo specchio” del reale (questo sarebbe la fotografia per i più!) giungendo alle più disparate soluzioni personali di ricerca.

Loro denominatore comune a me pare sia  il muoversi “oltre” (ma anche “per mezzo di”)  ciò che ci è consueto, penetrando in quell’immagine fotografica che ormai tendiamo a guardare solo in superficie, interrogando se stessi sul cosa e il come,  proprio come Alice, la piccola eroina curiosa di Carroll, che mi è sovvenuta al momento di dover scegliere un titolo per tale rubrica.

Naturalmente ammetto che ho voluto anche creare un rimando al nome del mio blog, sul quale comunque già dall’origine pesa il concetto di una debole coincidenza fra realtà e fotografia, anzi addirittura fra la realtà e l’immagine che di essa ci formiamo.

Spero che questa mia nuova riflessione possa incontrare il vostro interesse. :-)

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Worldmaking: l’arte di fabbricare mondi

Posted by Rosa Maria Puglisi on March 5, 2009

worldmaking_ridottoSabato 7 marzo alle 18.30 avrà luogo presso la galleria neon>campobase di Bologna (via Zanardi 2/5) il vernissage di “Worldmaking: l’arte di fabbricare mondi”.

La mostra, curata da Eléonore Grassi è il secondo fra i progetti curatoriali a realizzarsi a partire dal concorso “A cura di…”, bandito dall’Ufficio Giovani d’Arte del Comune di Modena, di cui Grassi è una dei quattro vincitori. Rivolto a giovani curatori e critici d’arte rientra nell’Accordo di Programma triennale GECO – Giovani Evoluti e Consapevoli, ed è patrocinato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e altre pubbliche istituzioni.

Il titolo della mostra, fatta di fotografie, collages, video ed un’installazione sonora  riprende un celebre scritto di Nelson Goodman, uno dei più importanti filosofi ed epistemologi americani: si tratta di “Ways of Worldmaking”, nel quale si sostiene di fatto che il mondo viene costruito dal modo che gli esseri umani hanno d’intenderlo e pensarlo agendo e interagendo, per cui noi “costituiamo i nostri mondi costruendoli”. Strumento fondamentale di tale “costruzione” è la creatività estetica, l’arte, che come accade nel caso dei tre artisti emergenti qui coinvolti evoca, attraverso una varietà di linguaggi e punti di vista, una serie di mondi possibili altri rispetto a quello quotidiano.

Questi i loro curriculum:

Cristian Chironi (1974) ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista visivo e performer, si interessa a diversi linguaggi, tra i quali fotografia, performance, video, disegno, public-art e operazioni site specific. La sua ricerca mira a mettere in relazione una pluralità di contesti, come realtà e finzione; memoria e contemporaneità; figura e immagine; bidimensionale e tridimensionale; conflitto e integrazione, in cui gli opposti si attraggono vicendevolmente.

Dominique Vaccaro (1980) ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Artista visivo e musicista, si occupa di collage in un’accezione molto ampia di questa tecnica, estendendone il campo d’azione dal visivo al sonoro: carta, plastica, negativi fotografici, diapositive o nastri magnetici vengono trattati allo stesso modo; ciò che li differenzia è il mezzo utilizzato. E’ autore di musiche e sonorizzazioni per video, performances e spettacoli teatrali.

Virgilio Villoresi (1979) ha studiato Dams Cinema all’Università di Bologna. Videoartista e filmaker, si interessa di cinema sperimentale realizzando cortometraggi con tecniche d’animazione tradizionale (stop-motion, collage, decoupage, rotoscope, puppets animation) e animazioni direttamente su pellicola, che presenta anche dal vivo nei suoi visual set. Ha inoltre realizzato diversi videoclip musicali.

“Worldmaking” proseguirà fino al 2 aprile.


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Scatole Sonore e Pietro D’Agostino

Posted by Rosa Maria Puglisi on March 2, 2009

flyer-marzo-09Nell’ambito della IV stagione di “Scatole Sonore“, rassegna di musica, arti visive e performative, che si tiene al Rialtosantambrogio (via S. Ambrogio, 4) di Roma, giovedì 5 marzo ci sarà una serata che coinvolgerà un certo tipo di fotografia sperimentale, e in forma di mostra e in forma di “azione-installazione”.

Saranno in mostra, infatti, le immagini di Pietro D’Agostino (autore molto interessante di cui mi sono occupata altrove), il quale poi nel corso della serata, alle 22.30 – dopo la proiezione di un filmato dedicato ad uno dei profeti della beat generation, dal titolo “W. S. Burroughs: The Cut-Up Films” – darà luogo appunto al suo “Atto senza Attori”, azione che scaturisce da una già collaudata collaborazione con il poeta Marco Giovenale.

Il senso del loro comune progetto, di cui tale azione-installazione non è che una sorta di pubblica verifica, nonché le modalità in cui essa verrà proposta agli astanti (ma anche le brevi note biografiche dei due autori), sono riportate nel file pdf che qui allego (atto-senza-attori), perché possiate avere un’idea più precisa di quest’opera.

La serata si concluderà con dei concerti dei gruppi HysM?, Microwave With Marge, Ioioi; artista visuale: Francesco Giannico.
Per altri dettagli: http://www.scatolesonore.org/ e http://www.myspace.com/scatolesonore

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