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	<title>Comments on: Per un dialogo sulla fotografia</title>
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	<description>Tra immagine e parola</description>
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		<title>By: Luca Carradori</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1926</link>
		<dc:creator>Luca Carradori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 09:27:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ok, cercherò di seguire tutti i &quot;fronti&quot; :-)
Aspetto l&#039;incontro (io abito e lavoro a Modena, anche se sono di Pistoia).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, cercherò di seguire tutti i &#8220;fronti&#8221; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Aspetto l&#8217;incontro (io abito e lavoro a Modena, anche se sono di Pistoia).</p>
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	</item>
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		<title>By: Maurizio G. De Bonis</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1925</link>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 18:35:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1925</guid>
		<description>Non è stato tutto raggruppato su un Blog. La discussione procede su Fotografia Parliamone e su Specchio Incerto e tra poco proseguirà anche su Cultframe (www.cultframe) dove già ho pubblicato un pezzo che ha aperto la discussione insieme all&#039;intervista di Sandro Iovine.
Il prossimo vero appuntamento comunque sarà quello in cui ci confronteremo direttamente, tra non molto. Sarà un modo anche per conoscerci tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è stato tutto raggruppato su un Blog. La discussione procede su Fotografia Parliamone e su Specchio Incerto e tra poco proseguirà anche su Cultframe (www.cultframe) dove già ho pubblicato un pezzo che ha aperto la discussione insieme all&#8217;intervista di Sandro Iovine.<br />
Il prossimo vero appuntamento comunque sarà quello in cui ci confronteremo direttamente, tra non molto. Sarà un modo anche per conoscerci tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Luca Carradori</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1924</link>
		<dc:creator>Luca Carradori</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 14:03:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1924</guid>
		<description>Salve,
sto seguendo la discussione sul blog &quot;Fotografia: parliamone!&quot; e volevo sapere se era possibile raggrupppare il tutto su di un unico blog (se è già stato fatto, è possibile avere il link?). Altrimenti il rischio è di avere risposte incrociate e discussioni parallele in più luoghi e sullo stesso argomento. Grazie.

Luca Carradori</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
sto seguendo la discussione sul blog &#8220;Fotografia: parliamone!&#8221; e volevo sapere se era possibile raggrupppare il tutto su di un unico blog (se è già stato fatto, è possibile avere il link?). Altrimenti il rischio è di avere risposte incrociate e discussioni parallele in più luoghi e sullo stesso argomento. Grazie.</p>
<p>Luca Carradori</p>
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	<item>
		<title>By: Edoardo Hahn</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1923</link>
		<dc:creator>Edoardo Hahn</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:50:32 +0000</pubDate>
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		<description>Si tratterebbe di condividere e far circolare dei saperi dice Rosa Maria. Ed è il mio stesso pensiero. Io x esempio non sono proprio d&#039;accordo sull&#039;esistenza di un fantomatico regime. Ma molto di più sulla mancanza di coraggio nel proporre una visione più moderna, più aperta della fotografia. E&#039; qualcosa che ha a che fare con il conformismo, i piccoli interessi di parte. Un regime è un complesso di principi e norme che regolamentano in maniera organica un determinato settore di attività. Insomma ci dev&#039;essere un obiettivo, mentre io vedo solo del piccolo cabotaggio, un navigare a vista senza mai esporsi x paura di perdere i frutti del proprio piccolo orticello. Ieri ci siamo visti con fulvio e una prima proposta è scaturita: iniziamo a vedere quanti sono interessati realmente, un bell&#039;elenco di persone disposte a mettersi intorno ad un tavolo a discutere il famigerato che fare? non penso ci sia bisogno di organizzazioni molte complesse (sarò pessimista, ma non vedo masse oceaniche in trepidante attesa), ma semplicemente di un giorno e di un luogo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratterebbe di condividere e far circolare dei saperi dice Rosa Maria. Ed è il mio stesso pensiero. Io x esempio non sono proprio d&#8217;accordo sull&#8217;esistenza di un fantomatico regime. Ma molto di più sulla mancanza di coraggio nel proporre una visione più moderna, più aperta della fotografia. E&#8217; qualcosa che ha a che fare con il conformismo, i piccoli interessi di parte. Un regime è un complesso di principi e norme che regolamentano in maniera organica un determinato settore di attività. Insomma ci dev&#8217;essere un obiettivo, mentre io vedo solo del piccolo cabotaggio, un navigare a vista senza mai esporsi x paura di perdere i frutti del proprio piccolo orticello. Ieri ci siamo visti con fulvio e una prima proposta è scaturita: iniziamo a vedere quanti sono interessati realmente, un bell&#8217;elenco di persone disposte a mettersi intorno ad un tavolo a discutere il famigerato che fare? non penso ci sia bisogno di organizzazioni molte complesse (sarò pessimista, ma non vedo masse oceaniche in trepidante attesa), ma semplicemente di un giorno e di un luogo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Maurizio G. De Bonis</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1922</link>
		<dc:creator>Maurizio G. De Bonis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 08:41:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1922</guid>
		<description>Così come sto facendo per Fotografia Parliamone, sto seguendo il dibattito virtuale su Specchio Incerto. Penso che come sempre accade quando si &quot;rompe il tappo di un vulcano&quot;, i lapilli e la lava vadano in tutte le direzioni. Colgo nel dibattito un po&#039; di confusione, ma ciò è normale poichè fatalmente la messa a fuoco dei temi di un dialogo  virtuale è progressiva.
Per prima cosa vorrei dire che senza alcun dubbio questo confronto on line avrà un concretizzazione in un incontro pubblico, in una riunione di addetti ai lavori, e non solo, che vogliano iniziare a parlarsi senza preconcetti e senza il bisogno di mostrare i muscoli.
Punto secondo. Ci tengo a ribadire come tale confronto abbia la necessità di svolgersi nel rispetto di tutte le opinioni. Se c&#039;è una cosa che odio sono le risse, ancor di più le risse culturali. Quindi dialogo civile, democratico. E soprattutto ascolto (vero) dell&#039;altro
Punto terzo. Fulvio ha azzeccato in pieno il senso della parola regime (nel caso specifico), a cui purtroppo pochi riescono a sottrarsi
Ed ancora. Questo dialogo non nasce per dimostrare quanto si sia intelligenti, colti e/o brillanti, quanto piuttosto per l&#039;esigenza di uscire da un guscio sempre più spesso, determinato da clientele, chiusure e arretratezze culturali (tipicamente italiane) e timori immotivati. Lo scopo è quello di cercare di portare, con i nostri modestissimi mezzi, il movimento fotografico italiano ( o almeno una sua piccola parte) su una dimensione più aperta, positiva e moderna.
Personalmente sento che una cappa soffocante incombe sul movimento fotografico italiano e che l&#039;unico principio che muove tutto è quello che porta ognuno di noi ad essere narcisisticamente più visibile, a mettersi in mostra e ad avere gli alleati giusti. 
Cerchiamo di riportare la forza delle idee al primo posto, questa è la mia umile e banale proposta. E possiamo farlo solo se ognuno di noi esce dal proprio guscio e accetta sommessamente il confronto.
L&#039;unica cosa che chiedo è di evitare di dire che tali iniziative non possano portare da nessuna parte. Da qualche parte bisognerà pur inziare e dire che l&#039;obiettivo è troppo di difficile da raggiungere è solo un alibi per lasciare tutto immutato.
Avrei molte altre cose da dire. Concludo solo affermando che i 20 punti da me elencati mi sembrano molto molto concreti. Ne possiamo aggiungere altri se volete. Qualcuno si pone &quot;l&#039;irrisolvibile e drammatico problema&quot; del metodo di discussione. Io dico che non bisogna perdersi in un bicchier d&#039;acqua. Basta inziare ad affrontare i punti (definitivi) uno per volta. In maniera molto semplice e diretta.  
Un saluto a tutti e un grazie sincero per la vostra partecipazione al dibattito

Maurizio G. De Bonis</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Così come sto facendo per Fotografia Parliamone, sto seguendo il dibattito virtuale su Specchio Incerto. Penso che come sempre accade quando si &#8220;rompe il tappo di un vulcano&#8221;, i lapilli e la lava vadano in tutte le direzioni. Colgo nel dibattito un po&#8217; di confusione, ma ciò è normale poichè fatalmente la messa a fuoco dei temi di un dialogo  virtuale è progressiva.<br />
Per prima cosa vorrei dire che senza alcun dubbio questo confronto on line avrà un concretizzazione in un incontro pubblico, in una riunione di addetti ai lavori, e non solo, che vogliano iniziare a parlarsi senza preconcetti e senza il bisogno di mostrare i muscoli.<br />
Punto secondo. Ci tengo a ribadire come tale confronto abbia la necessità di svolgersi nel rispetto di tutte le opinioni. Se c&#8217;è una cosa che odio sono le risse, ancor di più le risse culturali. Quindi dialogo civile, democratico. E soprattutto ascolto (vero) dell&#8217;altro<br />
Punto terzo. Fulvio ha azzeccato in pieno il senso della parola regime (nel caso specifico), a cui purtroppo pochi riescono a sottrarsi<br />
Ed ancora. Questo dialogo non nasce per dimostrare quanto si sia intelligenti, colti e/o brillanti, quanto piuttosto per l&#8217;esigenza di uscire da un guscio sempre più spesso, determinato da clientele, chiusure e arretratezze culturali (tipicamente italiane) e timori immotivati. Lo scopo è quello di cercare di portare, con i nostri modestissimi mezzi, il movimento fotografico italiano ( o almeno una sua piccola parte) su una dimensione più aperta, positiva e moderna.<br />
Personalmente sento che una cappa soffocante incombe sul movimento fotografico italiano e che l&#8217;unico principio che muove tutto è quello che porta ognuno di noi ad essere narcisisticamente più visibile, a mettersi in mostra e ad avere gli alleati giusti.<br />
Cerchiamo di riportare la forza delle idee al primo posto, questa è la mia umile e banale proposta. E possiamo farlo solo se ognuno di noi esce dal proprio guscio e accetta sommessamente il confronto.<br />
L&#8217;unica cosa che chiedo è di evitare di dire che tali iniziative non possano portare da nessuna parte. Da qualche parte bisognerà pur inziare e dire che l&#8217;obiettivo è troppo di difficile da raggiungere è solo un alibi per lasciare tutto immutato.<br />
Avrei molte altre cose da dire. Concludo solo affermando che i 20 punti da me elencati mi sembrano molto molto concreti. Ne possiamo aggiungere altri se volete. Qualcuno si pone &#8220;l&#8217;irrisolvibile e drammatico problema&#8221; del metodo di discussione. Io dico che non bisogna perdersi in un bicchier d&#8217;acqua. Basta inziare ad affrontare i punti (definitivi) uno per volta. In maniera molto semplice e diretta.<br />
Un saluto a tutti e un grazie sincero per la vostra partecipazione al dibattito</p>
<p>Maurizio G. De Bonis</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1921</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 11:22:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1921</guid>
		<description>Curiosi i corsi e i ricorsi storici. Nella mia attività professionale, alla fine degli anni 80, collaborai con una società di Ferrara che si occupava di educazione all&#039;immagine, più in particolare di modelli di didattica sull&#039;immagine. Lo dico per darti anche una risposta alle considerazioni sull&#039;opportunità &quot;educazione all&#039;immagine&quot; sin dal ciclo delle scuole elementari. Hai solo ragione. Andrebbe fatta, con continuità, con tutti i modelli educativi e didattici che oggi abbiamo a disposizione. In questo paese é stata fatta, da sempre esiste una letteratura in materia, così come esistono una quantità di esperienze significative in questo settore. Certo, oggi é un po più complicato, anche, ma non solo, per un deterioramento qualitativo generale, nella scuola e fuori dalla scuola. Ma se la scuola é il luogo privilegiato di questa educazione all&#039;immagine, ricordo solo i numeri con i quali si ha a che fare, sia per quanto riguarda la formazione degli insegnanti sia per quella degli studenti. Allora non é più una questione legata a chi vuole farla e chi può, ma legata ai modelli educativi che una classe dirigente, politica in testa, vuole perseguire e che coinvolgono l&#039;intero sistema.
Ma solo per dare una dritta, chiedete in giro quali sono gli esperti consultati sia per la riforma recente della scuola e per la proposta sulle classi ponte. E chiudo qui, altrimenti cambiamo tema (sebbene se si vuol parlare di scuola é difficile non entrare nel merito anche sulle politiche della scuola che i governi mettono in campo).
Per cui, concordo in linea generale con quello che dici per quanto riguarda il fronte scuola. 

Aggiungo una precisazione. L&#039;esempio riportato sulla semiotica non vuole mettere questa disciplina davanti alle altre. Volevo solo dire che semmai é accaduto che da parte della critica fotografica in Italia é stato fatto proprio il contrario: usarla male, snobbarla, dimenticarla. La letteratura esistente sta li a dimostrarlo.
Curiosamente proprio i principali studi semiotici, sia quelli di Floch, ma più ancora quelli di Fontanille, mettono in campo feconde relazioni con altre discipline, dagli studi del Wolfflin usato da Floch, all&#039;influenza del pensiero di Merleuy-Ponty sul discorso della percezione e del sensibile. Trovi traccia di questo discorso nei libri che &quot;vorrebbero&quot; raccontare le teorie sulla fotografia, scritti in Italia?
Questo era il senso del mio intervento. 
Dal mio punto di vista si potrebbe usare la meccanica quantistica per spiegare l&#039;immagine. In alcuni corsi che tengo utilizzo anche la prossemica per leggere la fotografia, per cui...
Ma andiamo anche avanti. Detto questo penso che le opinioni che stiamo esprimendo siano ampiamente in relazione tra loro. Si tratta, se lo si vuole, di renderle confrontabili, come giustamente proponi.
E direi anche, grazie per l&#039;ospitalità nel tuo blog. 
a presto, 
marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Curiosi i corsi e i ricorsi storici. Nella mia attività professionale, alla fine degli anni 80, collaborai con una società di Ferrara che si occupava di educazione all&#8217;immagine, più in particolare di modelli di didattica sull&#8217;immagine. Lo dico per darti anche una risposta alle considerazioni sull&#8217;opportunità &#8220;educazione all&#8217;immagine&#8221; sin dal ciclo delle scuole elementari. Hai solo ragione. Andrebbe fatta, con continuità, con tutti i modelli educativi e didattici che oggi abbiamo a disposizione. In questo paese é stata fatta, da sempre esiste una letteratura in materia, così come esistono una quantità di esperienze significative in questo settore. Certo, oggi é un po più complicato, anche, ma non solo, per un deterioramento qualitativo generale, nella scuola e fuori dalla scuola. Ma se la scuola é il luogo privilegiato di questa educazione all&#8217;immagine, ricordo solo i numeri con i quali si ha a che fare, sia per quanto riguarda la formazione degli insegnanti sia per quella degli studenti. Allora non é più una questione legata a chi vuole farla e chi può, ma legata ai modelli educativi che una classe dirigente, politica in testa, vuole perseguire e che coinvolgono l&#8217;intero sistema.<br />
Ma solo per dare una dritta, chiedete in giro quali sono gli esperti consultati sia per la riforma recente della scuola e per la proposta sulle classi ponte. E chiudo qui, altrimenti cambiamo tema (sebbene se si vuol parlare di scuola é difficile non entrare nel merito anche sulle politiche della scuola che i governi mettono in campo).<br />
Per cui, concordo in linea generale con quello che dici per quanto riguarda il fronte scuola. </p>
<p>Aggiungo una precisazione. L&#8217;esempio riportato sulla semiotica non vuole mettere questa disciplina davanti alle altre. Volevo solo dire che semmai é accaduto che da parte della critica fotografica in Italia é stato fatto proprio il contrario: usarla male, snobbarla, dimenticarla. La letteratura esistente sta li a dimostrarlo.<br />
Curiosamente proprio i principali studi semiotici, sia quelli di Floch, ma più ancora quelli di Fontanille, mettono in campo feconde relazioni con altre discipline, dagli studi del Wolfflin usato da Floch, all&#8217;influenza del pensiero di Merleuy-Ponty sul discorso della percezione e del sensibile. Trovi traccia di questo discorso nei libri che &#8220;vorrebbero&#8221; raccontare le teorie sulla fotografia, scritti in Italia?<br />
Questo era il senso del mio intervento.<br />
Dal mio punto di vista si potrebbe usare la meccanica quantistica per spiegare l&#8217;immagine. In alcuni corsi che tengo utilizzo anche la prossemica per leggere la fotografia, per cui&#8230;<br />
Ma andiamo anche avanti. Detto questo penso che le opinioni che stiamo esprimendo siano ampiamente in relazione tra loro. Si tratta, se lo si vuole, di renderle confrontabili, come giustamente proponi.<br />
E direi anche, grazie per l&#8217;ospitalità nel tuo blog.<br />
a presto,<br />
marco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Rosa Maria Puglisi</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1919</link>
		<dc:creator>Rosa Maria Puglisi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 10:13:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1919</guid>
		<description>Benissimo, allora non c&#039;è impazienza... forse nemmeno insofferenza rispetto allo stato attuale delle cose!? Ho equivocato evidentemente il tono, si trattava di speranza di dibattere. 

Nel pubblicare il post cui state rispondendo ho creduto di rilanciare la questione posta da De Bonis e Iovine, cercando da una parte di descrivere le immediate reazioni alla &quot;proposta di dialogo&quot;, dall&#039;altra di segnalare quella che ritengo essere una necessità: dare strumenti a tutti indistintamente, non solo a chi per passione o professione si avvicini alla fotografia, per orientersi nel linguaggio visuale o, se preferite, nei linguaggi visuali. 
In realtà, probabilmente, facendo questo sono anche andata &quot;fuori tema&quot; rispetto ai discorsi di De Bonis, del quale qui mi pare si tenti di farmi passare per portavoce. Il suo discorso era più concreto e riguardava - per così dire - l&#039;attuale &quot;inagibilità&quot; (se non per pochi eletti, attraverso amicizie e clientele) del mondo fotografico in Italia.

Ma a me preme l&#039;altra questione, che penso smuoverebbe il sistema dal basso. 
Marco esprime così i suoi dubbi su quanto dico: &quot;Guardo con sospetto “l’alfabetizzazione delle masse” perchè non so chi dovrebbe alfabetizzarle, con quali logiche, su quali contenuti. Perchè quando mi parli di discorso sull’immagine in generale e lo si applicasse a questa alfabetizzazione, a quale “discorso sull’immagine” si farebbe riferimento?&quot;

Sopra avevo già rinunciato alla magniloquente &quot;alfabetizzazione delle masse&quot; in favore di una più neutra &quot;educazione all’immagine&quot;, e tuttavia alla prima definizione la gente pare essersi affezionata, nel bene e nel male, quindi forse non era tanto infelice.
 
Caro Marco, proverò a risponderti, anche se qualcosa mi fa pensare che non troverai soddisfacente la mia risposta. 
Innanzi tutto credo che ogni tentativo di analisi critica sia lecito (non solo un approccio semiotico, tanto meno quello legato ad una particolare corrente) e che sia utile ad arricchire la comprensione di un&#039;opera. 
Del resto la semiotica, in quanto studio di segni, è soggetta a svariati codici, che mutano tanto spostandosi sull&#039;asse del tempo quanto su quello dello spazio. 
Credo quindi che per ogni opera si dovrebbe cercare, di volta in volta, la giusta chiave di lettura, senza cadere nella tentazione di infilare tutto nella stessa categoria di pensiero. 
Più che di &quot;discorso sull&#039;immagine&quot; si dovrebbe parlare di &quot;discorso sulla comunicazione per immagine&quot;. 
In un simile discorso ricadono tanto le conoscenze tecniche, quanto quelle linguistiche, ma pure - direi - una possibilità di valutare l&#039;impatto dell&#039;immagine attraverso criteri percettivi, sociologici, iconologici e perfino psicoanalitici. 
Questi, a mio parere, sarebbero i principali contenuti. Il livello di approfondimento dei quali può essere molto variabile, ma non mi pare che si possano ignorare del tutto se si stia ricercando una consapevolezza nel fare o fruire un&#039;immagine.
Chi dovrebbe fornire tale alfabetizzazione? Tutti quelli che possano (perché dispongono di quelle nozioni) e vogliano farlo (perché lo ritengono utile). Sicuramente alcune persone sono in grado di approfondire certi aspetti, piuttosto che altri. 
Si tratterebbe di condividere e far circolare dei saperi. Il fatto è, però, che vedrei molto più utile che una simile diffusione di conoscenze avvenisse nelle scuole medie o persino in quelle elementari. 

Parlare di regime e di politica... Preferisco lasciare il campo ad altri, non perché non creda nell&#039;impegno sociale (al contario), ma perché credo che in tempi come questi porti solo a divisioni, a fazioni, polemiche e preconcetti, tutte cose poco utili se si vuol costruire qualcosa insieme.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Benissimo, allora non c&#8217;è impazienza&#8230; forse nemmeno insofferenza rispetto allo stato attuale delle cose!? Ho equivocato evidentemente il tono, si trattava di speranza di dibattere. </p>
<p>Nel pubblicare il post cui state rispondendo ho creduto di rilanciare la questione posta da De Bonis e Iovine, cercando da una parte di descrivere le immediate reazioni alla &#8220;proposta di dialogo&#8221;, dall&#8217;altra di segnalare quella che ritengo essere una necessità: dare strumenti a tutti indistintamente, non solo a chi per passione o professione si avvicini alla fotografia, per orientersi nel linguaggio visuale o, se preferite, nei linguaggi visuali.<br />
In realtà, probabilmente, facendo questo sono anche andata &#8220;fuori tema&#8221; rispetto ai discorsi di De Bonis, del quale qui mi pare si tenti di farmi passare per portavoce. Il suo discorso era più concreto e riguardava &#8211; per così dire &#8211; l&#8217;attuale &#8220;inagibilità&#8221; (se non per pochi eletti, attraverso amicizie e clientele) del mondo fotografico in Italia.</p>
<p>Ma a me preme l&#8217;altra questione, che penso smuoverebbe il sistema dal basso.<br />
Marco esprime così i suoi dubbi su quanto dico: &#8220;Guardo con sospetto “l’alfabetizzazione delle masse” perchè non so chi dovrebbe alfabetizzarle, con quali logiche, su quali contenuti. Perchè quando mi parli di discorso sull’immagine in generale e lo si applicasse a questa alfabetizzazione, a quale “discorso sull’immagine” si farebbe riferimento?&#8221;</p>
<p>Sopra avevo già rinunciato alla magniloquente &#8220;alfabetizzazione delle masse&#8221; in favore di una più neutra &#8220;educazione all’immagine&#8221;, e tuttavia alla prima definizione la gente pare essersi affezionata, nel bene e nel male, quindi forse non era tanto infelice.</p>
<p>Caro Marco, proverò a risponderti, anche se qualcosa mi fa pensare che non troverai soddisfacente la mia risposta.<br />
Innanzi tutto credo che ogni tentativo di analisi critica sia lecito (non solo un approccio semiotico, tanto meno quello legato ad una particolare corrente) e che sia utile ad arricchire la comprensione di un&#8217;opera.<br />
Del resto la semiotica, in quanto studio di segni, è soggetta a svariati codici, che mutano tanto spostandosi sull&#8217;asse del tempo quanto su quello dello spazio.<br />
Credo quindi che per ogni opera si dovrebbe cercare, di volta in volta, la giusta chiave di lettura, senza cadere nella tentazione di infilare tutto nella stessa categoria di pensiero.<br />
Più che di &#8220;discorso sull&#8217;immagine&#8221; si dovrebbe parlare di &#8220;discorso sulla comunicazione per immagine&#8221;.<br />
In un simile discorso ricadono tanto le conoscenze tecniche, quanto quelle linguistiche, ma pure &#8211; direi &#8211; una possibilità di valutare l&#8217;impatto dell&#8217;immagine attraverso criteri percettivi, sociologici, iconologici e perfino psicoanalitici.<br />
Questi, a mio parere, sarebbero i principali contenuti. Il livello di approfondimento dei quali può essere molto variabile, ma non mi pare che si possano ignorare del tutto se si stia ricercando una consapevolezza nel fare o fruire un&#8217;immagine.<br />
Chi dovrebbe fornire tale alfabetizzazione? Tutti quelli che possano (perché dispongono di quelle nozioni) e vogliano farlo (perché lo ritengono utile). Sicuramente alcune persone sono in grado di approfondire certi aspetti, piuttosto che altri.<br />
Si tratterebbe di condividere e far circolare dei saperi. Il fatto è, però, che vedrei molto più utile che una simile diffusione di conoscenze avvenisse nelle scuole medie o persino in quelle elementari. </p>
<p>Parlare di regime e di politica&#8230; Preferisco lasciare il campo ad altri, non perché non creda nell&#8217;impegno sociale (al contario), ma perché credo che in tempi come questi porti solo a divisioni, a fazioni, polemiche e preconcetti, tutte cose poco utili se si vuol costruire qualcosa insieme.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Benna</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1918</link>
		<dc:creator>Marco Benna</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:49:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1918</guid>
		<description>Concordo con Jonathan...non credo sia impazienza. Si é lanciato sui forum una discussione e si é risposto, (diversamente non si lanciano discussioni) e non credo che ci siano tanti diversi modi di intendere una discussione se non discutere, presentare le proprie idee, rispondere, farlo in modo onesto e rispettoso delle idee altrui. Affermando anche i limiti della stessa discussione. Detto questo sono di Torino come Fulvio ha detto, credo che tu abbia capito chi sono...sebbene non ci conosciamo di persona.
Conosco i tortelli di quelle parti, (nasco e vivo per 20 anni a Cremona) sebbene nel mantovano si trovano i migliori. Ma ti assicuro Jonathan che a Torino, oltre alla Triennale, c&#039;è il miglior cioccolato del mondo, dei piatti e del vino semplicemente fantastici e se serve anche dell&#039;ospitalità (abbiamo posto). 
Sentiamoci.
marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Jonathan&#8230;non credo sia impazienza. Si é lanciato sui forum una discussione e si é risposto, (diversamente non si lanciano discussioni) e non credo che ci siano tanti diversi modi di intendere una discussione se non discutere, presentare le proprie idee, rispondere, farlo in modo onesto e rispettoso delle idee altrui. Affermando anche i limiti della stessa discussione. Detto questo sono di Torino come Fulvio ha detto, credo che tu abbia capito chi sono&#8230;sebbene non ci conosciamo di persona.<br />
Conosco i tortelli di quelle parti, (nasco e vivo per 20 anni a Cremona) sebbene nel mantovano si trovano i migliori. Ma ti assicuro Jonathan che a Torino, oltre alla Triennale, c&#8217;è il miglior cioccolato del mondo, dei piatti e del vino semplicemente fantastici e se serve anche dell&#8217;ospitalità (abbiamo posto).<br />
Sentiamoci.<br />
marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Jonathan Gobbi</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1917</link>
		<dc:creator>Jonathan Gobbi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:12:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1917</guid>
		<description>I messaggi si sono sovrapposti, per cui una doppia risposta a Fulvio. Diciamo che ho aggiunto qualche notizia sui miei spostamenti.

Rosa Maria, mi permetto una precisazione a ciò che hai scritto, anche se forse questo confermerà solo alcuni dubbi su dettagli definibili in un secondo momento. Non additiamo all&#039;impazienza o all&#039;insofferenza quello che io vedo solo come fluidità delle idee e del dialogo. Cerchiamo anzi di concepire tutte le idee come mezzi e risultati di un&#039;analisi. Attenta sempre e spesso lucida. Vedo quello che hai scritto come un giusto intervento dell&#039;organizzatrice (e non solo!!) del forum, ma almeno tra noi, cerchiamo di vedere l&#039;altra idea come lucidità, anche se generata dall&#039;insofferenza. Scusatemi ancora per questo fuori tema, però mi sembrava, almeno per me, molto importante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I messaggi si sono sovrapposti, per cui una doppia risposta a Fulvio. Diciamo che ho aggiunto qualche notizia sui miei spostamenti.</p>
<p>Rosa Maria, mi permetto una precisazione a ciò che hai scritto, anche se forse questo confermerà solo alcuni dubbi su dettagli definibili in un secondo momento. Non additiamo all&#8217;impazienza o all&#8217;insofferenza quello che io vedo solo come fluidità delle idee e del dialogo. Cerchiamo anzi di concepire tutte le idee come mezzi e risultati di un&#8217;analisi. Attenta sempre e spesso lucida. Vedo quello che hai scritto come un giusto intervento dell&#8217;organizzatrice (e non solo!!) del forum, ma almeno tra noi, cerchiamo di vedere l&#8217;altra idea come lucidità, anche se generata dall&#8217;insofferenza. Scusatemi ancora per questo fuori tema, però mi sembrava, almeno per me, molto importante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Jonathan Gobbi</title>
		<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2008/11/10/per-un-dialogo-sulla-fotografia/#comment-1916</link>
		<dc:creator>Jonathan Gobbi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:57:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://specchioincerto.wordpress.com/?p=626#comment-1916</guid>
		<description>Io sono di Piacenza, ma spesso di passaggio a Bologna dove studiavo fino a qualche mese fa...
Però adoro Torino, e dovrei anche venirci a breve per vedere la Triennale, in particolare Olafur Eliasson (penso si scriva così...non ricordo mai)

Ovviamente tiro acqua al mio mulino(e in particolare al mio portafoglio da cui escono farfalline....) e vi dico che a Piacenza fanno degli ottimi tortelli (lo so, uno prova a fare l&#039;intellettuale e poi si butta sul cibo appena può...).
Tutto questo per dire che un incontro è ben accetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono di Piacenza, ma spesso di passaggio a Bologna dove studiavo fino a qualche mese fa&#8230;<br />
Però adoro Torino, e dovrei anche venirci a breve per vedere la Triennale, in particolare Olafur Eliasson (penso si scriva così&#8230;non ricordo mai)</p>
<p>Ovviamente tiro acqua al mio mulino(e in particolare al mio portafoglio da cui escono farfalline&#8230;.) e vi dico che a Piacenza fanno degli ottimi tortelli (lo so, uno prova a fare l&#8217;intellettuale e poi si butta sul cibo appena può&#8230;).<br />
Tutto questo per dire che un incontro è ben accetto.</p>
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