Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for October, 2007

La Bari di Basilico

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 31, 2007

basilicobari.jpgBasilico.Bari 0607” è una mostra che è ospitata dalla Pinacoteca Provinciale di Bari fino al 2 marzo 2008, ma anche il titolo di un volume in cui son pubblicate le 90 immagini in bianco e nero attualmente in esposizione, che rappresentano il risultato di una campagna fotografica sulla città di Bari affidata al celebre fotografo milanese Gabriele Basilico.

Con la sua formazione da architetto e la sua lunga esperienza nel campo del paesaggio urbano, egli offre nella forma particolare della sua visione una sintesi della realtà del capoluogo pugliese, dove centro e periferia sono ormai una “città diffusa di fine millennio“, ricca di aspetti disparati che si confondono l’uno nell’altro senza un vera soluzione di continuità.

Molte sono le facce di questa Bari. Ritratta di giorno e di notte, spesso sotto il sole che dilata le superfici bianche di anonimi caseggiati o che delinea le forme ornate di antichi palazzi nobiliari, talora illuminata dai lampioni e dai fanali delle auto. Vista dall’alto attraverso le dinamiche fughe prospettiche di case e strade, o rappresentata staticamente di “prospetto” come in un rilievo architettonico.

Pose lunghe nella ripresa lasciano intravvedere qua e là presenze fantasmatiche in una città solitamente piena di vita, ma stranamente vuota in questi scatti che paiono dilatare gli spazi e persino il senso del tempo. E’ il tempo di uno sguardo che indaga con calma, consueto per le immagini di questo apprezzato documentarista. Com’è consueto un vago senso di solitudine e di déjà vu, come se in fondo in tutte le città da lui indagate ci fossero dei “luoghi comuni” urbanistici.

Nessuna celebrazione fine a se stessa degli aspetti storico-artistici della città, né una trita denuncia del degrado della sua periferia, piuttosto un’alternanza di situazioni pervase da un’identità comune, e dalla sensazione di aver di fronte una città “che è cresciuta con il sogno di diventare metropoli e capitale e si ritrova oggi con la sensazione […] di avere mancato un appuntamento e di avere sbagliato strada ad un qualche bivio”.

Online è possibile trovare una galleria d’immagini della mostra.

Il libro contiene saggi di Carlo Bertelli e del sociologo Giandomenico Amendola, oltre a un’intervista all’autore condotta da Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari e curatrice della mostra.

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per la cronaca… ancora un “OT”

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 29, 2007

In appendice al post OT, pubblicato il 23 Ottobre, altrove contestatomi per la sua scarsa coerenza con l’impostazione e gli argomenti del sito e per il suo taglio troppo privato e personale - rimprovero quest’ultimo che posso anche accettare, dolendomi d’aver deluso le aspettative dei lettori - vorrei però segnalare a coloro i quali siano, in ogni caso, interessati all’argomento il recente post di un altro blog (Il Futuro del Libro) dove si parla della riveduta posizione di uno dei firmatari del disegno di legge e di un’aggiunta al controverso art. 7, pensata per salvare i blog.

Per leggerlo cliccate qui.

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Thomas Ashby e “i giganti dell’acqua”

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 26, 2007

Thomas AshbyE’ in corso presso la sede di The British School at Rome, una mostra dagli importanti risvolti storico-documentaristici. Si tratta de “I giganti dell’acqua. Acquedotti romani del Lazio nelle fotografie di Thomas Ashby. 1892-1925”.

Quinto evento dedicato ad Ashby, la mostra ed un volume pubblicato per l’occasione, vanno ad ampliare una divulgazione della sua opera di documentazione fotografica ch’era iniziata nel 1986.

La mostra nasce dalla selezione di 200 immagini dalla collezione Ashby, proprietà dell’Archivio della detta British School, a cui il nome di questo archeologo inglese è strettamente legato, poiché di essa fu studente e assistente-direttore, prima di diventarne infine direttore dal 1906 al 1925, anni questi durante i quali s’impegnò nel tentativo di trasformare tale istituzione in un polo fondamentale per la ricerca archeologica nel Mediterraneo.

Dalla collezione Ashby - completamente catalogata solo in anni recenti grazie a un finanziamento di The Getty Foundation, e ormai disponibile alla consultazione nel catalogo della rete URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche (www.reteurbs.org) - sono state scelte per la mostra scatti relativi soprattutto agli acquedotti della valle del’Aniene (Anio Vetus, Marcia – Tepula - Iulia, Claudia e Anio Novus).

Tali opere d’ingegneria erano parte degli “undici acquedotti, costruiti dal 312 a.C. al 226 d.C., per un complessivo sviluppo lineare di 500 chilometri di condotti sotterranei o in elevato, con una pendenza costante, per una portata complessiva giornaliera pari a mc 1.151.081”, e col loro “fiume d’acqua” approviggionavano in Età Imperiale Roma e i suoi oltre un milione di abitanti.

Davvero imponenti, negli scatti di Thomas Ashby, sono autentici e suggestivi “giganti dell’acqua“. Ritratti in belle immagini che paiono degli acquerelli, ancora in uno stato di conservazione fiorente, essi si stagliano in un paesaggio ben diverso da quello attuale deturpato dall’urbanizzazione selvaggia quanto dall’abbandono in cui versano le campagne.

Frutto di una collaborazione fra la British School at Rome, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, la Regione Lazio e il Comune di Roma, questa mostra, al di là dei suoi connotati storici, appare oggi come una denuncia del degrado del paesaggio laziale e dei suoi storici monumenti, e vorrebbe stimolare la valorizzazione e la conservazione di un importante patrimonio oggi in larga misura compromesso. E’ aperta fino al 6 novembre.

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Legge Levi-Prodi sulla nuova disciplina dell’editoria (un breve “carteggio”)

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 23, 2007

Il disegno di legge cui fa riferimento il titolo di questo post ha seminato, per essere eufemistici, perplessità e fastidio nella rete. Basta fare una ricerca su Google per accorgersi del “rumore” che ha provocato.

Per quanto mi riguarda, appresa la notizia attraverso il blog di Beppe Grillo sia dell’approvazione del disegno di legge in sede di Consiglio dei Ministri, sia di una petizione online prontamente istituita per bloccare/modificare tale legge sul nascere, avevo ritenuto - in un primo momento - sensato inviare agli amici e ai conoscenti, che immaginavo sensibili all’argomento, una email che chiedeva di firmare la petizione.

Sono convinta ora, però, che ben più proficuo possa essere pubblicare in questa sede, lo scambio di idee che è scaturito dall’aver inviato quella email a Fulvio Bortolozzo. Io - come Fulvio - spero possa servir da stimolo alla riflessione e magari all’azione.

Se qualcuno di voi volesse aggiungere il proprio parere è naturalmente il benvenuto!

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Ciao Rosa Maria,
grazie dell’informazione. Non leggo il blog di Beppe Grillo e temo di dovere anche al suo uso esasperato di questo sistema di comunicazione l’irrigidimento governativo, che si esprimerebbe con il disegno di legge in oggetto.

Non fraintendermi, non faccio il discorso capovolto di chi attribuiva in toto ai partigiani la responsabiità delle rappresaglie nazifasciste. Dico piuttosto che quando ci si trova a vivere in un sistema di controllo dell’informazione basato sulla onnipresenza dei partiti, non ci si può illudere di farla franca con la furbata di dire la propria troppo a lungo in un punto non ancora controllato come Internet. Prima o poi la “rappresaglia” arriva anche lì. Beppe Grillo dichiara che il suo server emigrerà in un paese democratico e qui invece sta la responsabilità sua.
Troppo comodo tendere imboscate e poi lasciare che a pagare sia la popolazione del luogo dove le hai fatte. Resti qui a patirecon noi e/o “muoia” con noi. Diversamente non vedo la differenza tra lui e quelli che lui combatte: sempre gente che fa le sue battaglie usando gli altri, sono.
Per ora non firmo proprio nulla, meno che mai una petizione avviata da Beppe Grillo. Bisogna smetterla di lasciargli il monopolio della controinformazione. Non facendolo tacere, mai, ma non riducendosi alla sua sola voce. Facciamo una petizione, semmai, senza che ci sia lui di mezzo e coinvolgiamo individui, associazioni e organizzazioni facenti parte della
stessa area politica che esprime il governi Prodi. L’interesse di una Internet libera è generale, facciamolo capire anche a chi parrebbe ora pensare solo a proteggersi da un outsider particolarmente efficace e aggressivo.

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Ciao Fulvio,
neanch’io leggo il blog di Grillo solitamente, ma qualcuno su flickr mi ha segnalato la notizia. Non posso dire che Grillo mi sia simpatico, e ti confesso anche di più di aver fatto il tuo stesso ragionamento riguardo all’irrigidimento governativo, e perfino riguardo allo scarsissimo senso di responsabilità che gli fa affermare di esser pronto a migrare lasciando altri nei guai.
Ti ringrazio di tutto cuore per aver risposto alla mia email: apprezzo che tu l’abbia fatto, a differenza di tutte le altre persone cui ho inviato quel messaggio; a parte un’unica altra eccezione E apprezzo soprattutto che tu l’abbia fatto in questa maniera, esprimendo i tuoi dubbi e le tue convinzioni.

Non posso assolutamente darti torto sul fatto che tu non abbia voglia di firmare una petizione da lui avviata, perché è vero: dovremmo farla noi una petizione, esprimendo la nostra voce e le nostre istanze, non quelle di un Grillo monopolista della controinformazione. Non mi sentirei, tuttavia, molto sicura di poter chiedere qualsivoglia appoggio a “individui, associazioni e organizzazioni facenti parte della stessa area politica che esprime il governo Prodi”.
Malgrado le dichiarazioni battagliere di Di Pietro o di Pecoraro Scanio, o di qualunque altro personaggio al governo, come vanno poi a finire regolarmente le loro battaglie? E poi davvero l’interesse per una Internet libera sarebbe condiviso da tutti? Chissà?!
In realtà, siamo troppo abituati al “fatta la legge, trovato l’inganno”, tanto che finiamo col preoccuparci ed indignarci moderatamente. In genere le leggi il Governo non le fa “contro” qualcuno, ma finora - semmai - “a favore di”. Se una legge come quella dovesse essere approvata, molti (magari proprio quelli che hanno un blog per “dar noia”) saprebbero mettersi al riparo: formerebbero cooperative e/o si metterebbero sotto l’ala dei vari partiti, facendo valere titoli da giornalista acquisiti chissà grazie a chi o cosa. Magari troverebbero anche il modo di avere contributi dallo Stato.
Chi ci andrebbe di mezzo sarebbe chi non sa come attrezzarsi… E, in fondo, mi chiedo se non sia semplicissimo farlo: ad esempio, io, pubblicando (come tantissimi) su WordPress non sto forse - a ben pensarci - virtualmente pubblicando all’estero, e quindi sarei tenuta al rispetto di quelle norme, o no?
Formalmente sarebbe così, eppure mi sembra un pretesto, una scappatoia per far valere un diritto sacrosanto che dovrebbe essermi riconosciuto senza equivoci, quello di fare un tipo d’informazione culturale (entro certi limiti), e di fornire liberamente un servizio per il quale nessuno mi paga (e quindi perché dovrei pagar tassa? su quale rendimento?).
Ti confesso che ho provato un senso di cocente delusione e di soffocamento leggendo quella notizia. Non avendo trovato grandi spazi per me in una società come questa, sento il blog come un modo per stare al mondo, per esserci al di là del fatto che pago le tasse e ho qualche utenza intestata.
Non ho mai sperato in aiuti dallo Stato (non siamo in Danimarca, né il mio è un lavoro di particolare genialità, anche se lo credo “onesto” nel suo genere) ma dover temere addirittura che mi si tolga l’effimera libertà di far sentire la mia voce, che è un sussurro in tanto bailamme… Scusa lo sfogo.
Sull’onda di quest’emozione ho spedito quella email, che - hai proprio ragione tu - non propagandava la migliore iniziativa possibile, ma l’unica al momento disponibile. Forse avrei fatto meglio a mettere un post sul blog… ?!

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Ciao Rosa Maria,
Sì, secondo me, questo nostro dialogo potrebbe anche stare sul tuo blog, in un luogo quindi pubblico dove possa far pensare qualcun altro oltre a noi due.
Io capisco di non vivere nella migliore delle Italie possibili, ma questa abbiamo e qui, secondo me, ci tocca fare le nostre “vite da mediano”. Sarò forse troppo ottimista, ma nemmeno l’Italia dei dis-valori in cui siamo immersi può permettersi di perdere il treno del web senza ridursi ad una specie di Corea del Nord europea. Quindi una bella sollevazione virtuale dei peones come noi che sul web si ritagliano quello spazio che altrove è loro negato potrebbe anche sortire il miracolino di ridurre il tutto alla solita italianata di sempre.

 

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A Prato: Hans Van der Meer e Hiroto Fujimoto

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 23, 2007

Han Van der MeerE’ in corso a Prato, da Dryphoto arte contemporanea, una doppia mostra fotografica che mette a confronto due artisti internazionali, l’olandese Hans Van der Meer e il giapponese Hiroto Fujimoto.

Distanti fra loro non solo dal punto di vista culturale e geografico, ma ancor più da quello dell’approccio alla fotografia, si trovano qui accostati in un confronto denso di conseguenze per una riflessione sull’ambiente ai giorni nostri, fra Natura e Città.

A colori, su lastre di alluminio di grande formato, le immagini di Van der Meer (ai più noto per la sua indagine sui campi di calcio amatoriale) si stendono in riprese panoramiche di ambientazione urbana, ricreate attraverso sapienti assemblaggi di spazi e punti di vista diversi.

Hiroto FujimotoConcentrati nella forma quadrata di più tradizionali stampe in bianco e nero dalle dimensioni piuttosto ridotte, gli scatti di Fujimoto rappresentano, invece, lande incontaminate, scosse dagli elementi.

Opere astratte, quelle di Fujimoto, se in esse si cerca la rappresentazione dei luoghi (Irlanda, Islanda, Francia Giappone) che di fatto ritraggono, appaiono molto concreti come “paesaggi dell’animo”, perfette traduzioni visive di un sentimento della natura come oggetto empatico non troppo distante - almeno nelle apparenze - da quello del Romanticismo letterario tedesco.

Solidamente ancorate alle prospettive di strade che s’intrecciano, le città brulicanti di umanità di Van der Meer fanno piuttosto sovvenire tanta pittura fiamminga, coi loro mille caotici aspetti, la cui variegata apparenza in ogni singola panoramica finisce col ricomporsi armoniosamente in un intrigante gioco di piani e di luci dai ritmi incalzanti.

Reali, eppure frutto d’invenzione artistica, le fotografie di entrambi gli artisti pongono allo spettatore questioni che riguardano una realtà più che altro esistenziale.

Città o natura sono, così, percepite in questa mostra come habitat mentale, forse anche spirituale, dell’individuo.

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“Adesso mi preparo…”: un incontro fra teatro, poesia, musica e arte visiva

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 18, 2007

Vorrei segnalarvi da mercoledì prossimo, a Roma presso il Teatro dei Contrari, uno spettacolo in cui varie arti s’intrecciano in un tutt’uno nel tentativo di veicolare un messaggio dai forti accenti evocativi, che chiede di far breccia nell’animo dello spettatore.

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24 / 25 / 26 OTTOBRE 2007
Adesso Mi Preparo A Questo Nuovo Viaggio
ascolta il battito

Poesie di Giampiero Cappellaro
Voce recitante di Alessandro Sena
Fotografie di Luca Cappellaro
Musiche al pianoforte di Alessandra Celletti

Luca Cappellaro Luca Cappellaro

Un viaggio onirico-surreale nelle poesie di Giampiero Cappellaro attraverso la voce intensa e la sensibilità scenica di Alessandro Sena, sublimato dai colori della musica dal vivo di Alessandra Celletti e dalla suggestione delle immagini di Luca Cappellaro.
Teatro, poesia, musica e arte visiva che si incontrano senza steccati e senza confini trattaciabili in una terra di nessuno dove l’intensità del voler comunicare diventa confessione aperta per coloro che vorranno ascoltare.
Un sogno nell’intimità delle parole della musica e la musica delle parole, che si manifesta nelle sue atmosfere, nel suo tempo, nelle sue luci e visioni.
Quando il teatro incontra la passione, l’emozione, il viaggio e il cuore.

Teatro dei Contrari
Via Ostilia 22/a (Colosseo)
biglietto euro 10,00 (tessera compresa)
inizio performance 21:30

www.adessomipreparoaquestonuovoviaggio.com

E’ necessaria la prenotazione on-line o ai numeri 3398784860 (Alessandro) o 3385884945 (Giampiero), per verificare la disponibilità

Luca Cappellaro

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“Appena percepite”

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 15, 2007

“Pentema”. Copyright: Giuliana Traverso“Appena percepite” è - come già accennato in un precedente post - la mostra di Giuliana Traverso, attualmente a Roma presso l’I.S.A. l’Istituto Superiore Antincendi. Di essa vale la pena di parlare più diffusamente.

Al di là di una prima considerazione che verrebbe in mente riguardo all’allestimento - che assegna agli scatti della celebre fotografa genovese un luogo da condividere con gli autori della sezione “Sguardi fuori” nella rassegna di FotoLeggendo, anziché dar loro il rilievo promesso sulla carta, dove quest’esposizione ha l’etichetta delle “Grandi Mostre” - preferiamo soffermarci sulle immagini, sulla loro qualità e intensità, sul senso di questa nuova garbata provocazione della “Maestra della Fotografia”; titolo che a ragione le è stato conferito qualche anno fa.

Le opere inedite di questa mostra sono tutte fotografie in bianco e nero, egregiamente stampate, in un formato e con una tecnica tali da aver già in sé un particolare impatto visivo. Sono grandi e spesso di una forma che tende alla concentrazione del quadrato; la loro superficie è densa e pastosa, da stampe al carbone, non riflette la luce esterna, ma anzi sembra catturarla, inghiottirla per poi restituirla a sprazzi in visioni molto concrete.

Chi si aspettasse, leggendo il titolo della mostra, un susseguirsi di immagini fuggevoli - in questo senso “appena percepite” e non ancora appieno elaborate dalla mente - potrebbe rimanere stupito da tanta sicura solidità.

Rappresentano di fatto momenti slegati fra loro, accomunati dall’irrilevanza del soggetto in sé, di volta in volta assurto ad exemplum di un divenire del proprio flusso di coscienza personale.

L’occhio della fotografa si posa e percepisce le luci, scopre le forme nel caos della realtà, “appena percepite” le restituisce con lo strumento della propria arte, come un pittore farebbe col suo pennello. Non consuma la realtà, la ricrea. Secondo la propria sensibilità. E, ancor più, secondo la propria cultura.

Il risultato è qualcosa che va oltre la pura denotazione, e tuttavia non può dirsi pienamente connotativo: il significato di queste immagini, in virtù della loro enigmaticità di frammenti, rimane infatti in larga misura aperto alle nostre proiezioni individuali, tanto quanto potrebbe esserlo un quadro astratto.

Sembra un invito a riflettere su ciò che percepiamo e definiamo frettolosamente “realtà”.

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“Polifemo” seleziona progetti per un ciclo di mostre

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 10, 2007

Pubblico un comunicato stampa che ho ricevuto, immaginando possa essere d’interesse per coloro che fanno fotografia.

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SELEZIONE PROGETTI FOTOGRAFICI PER CICLO DI MOSTRE 2008

Dopo le rassegne di mostre fotografiche sul paesaggio urbano “ Riguardo le città ” (2006) e sul ritratto ” Riguardo i cittadini ” (2007) - svoltesi nella sua sede a Milano presso la Fabbrica del Vapore - Polifemo sta organizzando per il 2008 un ciclo di mostre fotografiche aventi per tema “Le Merci: un mondo di uomini, notizie, prodotti e oggetti per inventarle, produrle, muoverle, venderle e comprarle”.

Un progetto per mostrare lavori di documentazione e ricerca che, attraverso l’utilizzo di qualsiasi genere fotografico, forniscano un’analisi di tutti quegli oggetti e soggetti (ci riferiamo per esempio ad uomini e notizie) che in questo paese (l’Italia) e in quest’epoca sottostanno alle leggi del mercato. Un argomento che origina un dibattito attuale, che investe complessivamente la nostra vita: dalla precarizazione dei rapporti di lavoro all’iper consumismo, dalla sostenibilità delle scelte energetiche all’ eticità dei prodotti
alimentari, fino alla terziarizzazione dei processi produttivi nei paesi in via di sviluppo. Crediamo che questo dibattito non possa prescindere da una rappresentazione iconografica da parte di giovani fotografi.

Polifemo visionerà i materiali e il portfolio di tutti quegli autori che hanno un lavoro in linea con il progetto.
Specifichiamo che non si tratta di un concorso ma di una selezione improntata alla ricerca di giovani autori poco conosciuti.
Data la sua natura di associazione culturale rivolta alla promozione di giovani autori Polifemo può offrire il proprio spazio, la propria esperienza nell’organizzazione e nella comunicazione di eventi culturali e un piccolo rinfresco per l’inaugurazione; tutto il resto rimane a carico degli autori selezionati (stampe, montaggio su supporto o su cornice, eventuali allestimenti personalizzati).

Si prevedono 6 mostre personali a cadenza mensile, della durata di 15 giorni cadauna, a partire dal Maggio e fino a Dicembre 2008.
Le mostre avranno luogo presso la sede dell’Associazione Culturale Polifemo a Milano presso la Fabbrica del Vapore, dove si prevede l’affluenza di un pubblico prevalentemente giovane composto da operatori del settore, appassionati e interessati alle nuove tendenze della fotografia.

Termini di partecipazione:

La selezione si svolgerà in due fasi:
 
una prima fase in cui chiediamo di seguire le indicazioni seguenti a chi fosse interessato a proporre progetti fotografici finiti o in fase di conclusione, al fine di un eventuale inserimento nella rassegna:

  • il materiale riguardante il progetto fotografico dovrà essere inviato via e-mail all’indirizzo proposte@polifemo.org
  • i lavori potranno appartenere a qualsiasi genere fotografico (still life, ritratto, reportage, paesaggio, ecc. ecc.) purchè siano attinenti al tema proposto
  • inviare al massimo 10 immagini (anche se il lavoro completo potrà essere composto e mostrato da un numero superiore di fotografie): le immagini dovranno essere in formato jpg, a 72 dpi, di dimensione 800 pixel sul lato più lungo, allegate all’e-mail ma non in formato zip: ripetiamo
    max 10 jpg,
    800 px,
    72 dpi,
    no zip;
  • inoltre inviare anche un breve testo di presentazione del progetto (un paio di frasi possono andare bene) e una breve biografia; il tutto in formato testo, scritto all’interno dell’e-mail (no allegati).
  • per favore non inviare links o url di riferimento perchè verranno ignorati, così come tutte le proposte che non soddisferanno le indicazioni soprastanti;
  • questa prima fase si concluderà entro il 29 Febbraio 2008 (termine invio lavori)


una seconda fase in cui - nel caso il progetto inviato via e-mail sia valutato positivamente – gli autori verranno contatti con una richiesta di appuntamento durante il quale verranno visionati gli originali del lavoro.
 
A scanso di equivoci specifichiamo che la partecipazione alla mostra è totalmente gratuita ma subordinata alla selezione dei curatori.

Ogni mostra dei lavori scelti avrà luogo nello spazio espositivo di Polifemo, situato a Milano all’interno della Fabbrica del Vapore; avrà una durata di due settimane; la comunicazione coordinata dell’intera rassegna sarà a cura di Polifemo; l’allestimento delle singole mostre sarà a cura degli autori con la supervisione di Polifemo.

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Spazio minimo vitale

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 8, 2007

foto di Claudio MartinezSi entra per un piccolo portone di via S. Francesco di Sales, una via dall’aspetto qualunque adiacente a un noto carcere, dove non ci sono negozi o botteghe, né insegne di ristoranti, solo le tipiche case del quartiere Trastevere. Un ingressino - piuttosto un corridoio - porta a questo locale al pianterreno, che la nostra mente s’immagina essere un open space dalle dimensioni ridotte, ma - sorpresa! - ci si ritrova catapultati in una dimensione diversa.

In luogo dell’attesa, consueta, galleria si presenta ai nostri occhi un dedalo immerso in una penombra odorosa di muri umidi, da esplorare seguendo un’ideale spirale.

La visione d’un moto perpetuo - passi su passi, che percorrono opposte direzioni - è come un miraggio su una finestra murata prima d’immettersi in un corridoio che conduce alla ricerca d’indizi.

Immagini anamorfiche, schegge concrete di un’azione; trasparenti. Specchietti che riflettono. Ancora passi. Orme, ricomposte in forma leggibile da ombre proiettate sulle ruvide pareti.

Un ambiente invaso da suoni, quali si potrebbero udire dall’interno di un casolare in campagna. Ogni tanto un rumoreggiare inquietante giunge da chissà dove a turbare la quiete bucolica, immaginata di là da questi interni angusti, pressoché vuoti, che rimbombano di sensazioni non completamente decifrabili.

E’ questo probabilmente uno dei modi possibili di “vivere” l’installazione di Graciela Sacco, alla Fondazione Volume!

Si tratta, infatti, di una vera e propria esperienza, alla quale ognuno potrebbe (e dovrebbe) mettere del proprio. S’intitola “M2, Spazio Minimo Vitale”, ed è parte della serie “Resistencia”. Parla delle continue migrazioni che caratterizzano il nostro tempo, come di una metafora della ricerca da parte di ogni essere umano della propria collocazione.

Attraverso la fotografia e la proiezione video, che s’intrecciano qui alla riproduzione di effetti sonori ambientali, moltiplicando le sollecitazioni sensoriali, l’artista argentina, coinvolge il visitatore e lo spinge oltre la sua convenzionale funzione di spettatore verso una condizione di partecipazione emotiva ed intellettuale.

Solo per una settimana ancora.

Su Cultframe troverete la mia recensione “ufficiale” …

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Su Cultframe: intervista a Francesco Impellizzeri

Posted by Rosa Maria Puglisi on October 2, 2007

Francesco ImpellizzeriSono lieta di segnalarvi la pubblicazione su Cultframe di un’intervista a un eclettico protagonista dell’arte contemporanea.

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Nelle sue performance e installazioni, musica, pittura e teatro incontrano la fotografia, e al centro della sua opera ripropone di volta in volta la propria camaleontica immagine.

Attraverso i codici linguistici della moda, della televisione, del fumetto - e usando il kitsch per smascherare gli eccessi e le strumentalizzazioni dei media - Francesco Impellizzeri, ci mostra i volti paradossali della società”.

Questo il titolo dell’intervista, cliccando sul quale potrete leggerla, spero con interesse.

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