Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for September, 2007

FotoLeggendo (e ricordando…)

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 28, 2007

logo2007-fotoleggendo.jpgE’ ormai prossima l’apertura di quello che quest’anno si conferma ormai come uno dei più importanti appuntamenti per la fotografia. Dal 2 ottobre al 4 novembre si svolge a Roma “FotoLeggendo“, una manifestazione articolata in diversi momenti (non soltanto il Premio per il portfolio FotoLeggendo 2007, ma anche mostre fotografiche, workshop e seminari, e una estemporanea di fotografia), che ne fanno qualcosa di unico nel panorama del centro-sud Italia.Giunta alla sua terza edizione, “FotoLeggendo” è inserita nel prestigioso Circuito Nazionale FIAF di Lettura Portfolio e gemellata con Boutographies, rencontres photographiques de Montpellier 2007.

“Al centro della manifestazione sono principalmente il mondo giovanile e gli esordienti di ogni età che intendono esprimersi artisticamente attraverso l’uso di strumenti di comunicazione universali quali quello della fotografia, e a sottolineatura della vocazione della Associazione a promuovere e sostenere il “racconto fotografico” quale espressione fondamentale dello scrivere per immagini”.

Anche quest’anno, un rilievo fondamentale sarà dato alla lettura dei portfolio che si svolgerà sabato 6 dalle 9,30 alle 18,30 per i partecipanti al concorso per l’assegnazione del Premio FotoLeggendo (che è inserito parte nel circuito nazionale Portfolio Italia – Gran Premio FIAF). Una libera lettura di Immagini e Portfolio (fuori Concorso) è prevista, invece, per domenica 7 dalle 10,00 alle 13,00 , dedicata a fotografi non partecipanti al Premio, desiderosi di un libero scambio di opinioni e consigli da parte di esperti.

Ogni dettaglio del nutrito programma di questa manifestazione, che - come già detto - include mostre, workshop e seminari di fotografia, tutti pensati per “rimarcare la forza espressiva della narrazione iconica”, lo troverete sul sito www.fotoleggendo.it.

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Fin qui l’attualità.

Un’attualità che comprende due mostre, che per me si ricollegano alla memoria personale.

La prima è “Il Diaframma di Lanfranco Colombo, una storia italiana“, già esposta alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. S’inaugura il 2 ottobre, alle ore 18,00, e resta aperta fino al 4 novembre al Museo Civico Capitolino Centrale Montemartini. Propone circa 60 immagini di alcuni dei più grandi fotografi del mondo che hanno esposto nella prima galleria privata “il Diaframma” di Milano.

La seconda, esposta all’I.S.A. l’Istituto Superiore Antincendi di via del Commercio n. 13, è invece Appena percepite“, opere inedite di Giuliana Traverso, fotografa nota non soltanto per la sua opera artistica, ma anche per il suo impegno nel campo didattico dell’estetica e della creatività fotografica, tanto che “ha ricevuto nel 1990 e 1993 la “Medaglia d’Argento” rispettivamente dai Presidenti della Repubblica Cossiga e Scalfaro per le scuole “Donna Fotografa” di Genova e Milano”.

A tale opera d’insegnamento sono legati i ricordi che si risvegliano oggi in me, essendo stata io sua allieva… e avendo frequentato la sua scuola a Milano, proprio nella prestigiosa sede in via Brera della galleria “Il Diaframma”, alla cui storica importanza “FotoLeggendo” offre ora un giusto tributo, e alle pareti della quale, dopo aver ammirato per mesi le opere dei grandi, ho potuto vedere appese anche le mie fotografie di principiante nella collettiva delle allieve di “Donna Fotografa”.

Permettetemi la debolezza di ricordare con un certo orgoglio quest’esperienza, che credo abbia aperto allora (era il 1993!) la mia mente ad un genere di fotografia che “non è un oggetto, ma un sentimento”.

L’immagine qui accanto (cliccandoci sopra potrete vederla più in grande) è una testimonianza di tale scoperta che mi auguro resti sempre viva in me, e spero traspaia in qualche modo anche dal mio impegno in questo blog.

copyright dell’immagine: Rosa Maria Puglisi

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“Reframe. Le stanze del tempo”

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 26, 2007

Francesco RadinoAperta al pubblico nel Maggio del 2003, Fotografia Italiana è una galleria milanese che nasce per ispirazione di una collezionista d’arte antica, Nicoletta Rusconi, e grazie alla collaborazione di uno dei maggiori collezionisti italiani di grafica e fotografia, Fabio Castelli.

Galleria d’arte per artisti che usano come linguaggio la fotografia, più che pura e semplice galleria di fotografia, essa ha come intento sviluppare un mercato del collezionismo fotografico, in Italia meno fiorente che altrove; tutta particolare è però la sua “scelta, fondamentale, di curare soltanto autori italiani”, fra questi anche giovani ed artisti meno noti.

Non è questo il caso tuttavia dell’artista attualmente esposto presso tale galleria, cioè Francesco Radino, che lungi dall’esser poco conosciuto, avendo da lunghi anni intrecciato la sua carriera di fotografo professionista con quella di fotografo artista, viene ora stimato uno fra i più influenti autori di ricerca nel panorama della fotografia contemporanea del nostro Paese.

Titolo della mostra di questo importante fotografo toscano, le cui opere sono conservate in molte collezioni pubbliche e private italiane e straniere, è “Reframe. Le stanze del tempo”.

Gli scatti presentati - circa una ventina - si dividono in tre gruppi, scattati in diverse situazioni e in tempi successivi in un periodo che va dal 1999 al 2007.

Il primo gruppo comprende esclusivamente immagini in bianco e nero riprese fra il Giappone e l’Italia, gli altri due includono anche fotografie a colori. Il secondo ritrae dettagli della Basilica di San Clemente a Roma, mentre, le fotografie più recenti, sono realizzate nell’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Proposte in dittici, queste ultime - offrono alla vista dei visitatori dettagli di stampe antiche presenti nel palazzo, fuse in un tutt’uno con l’ambientazione esterna dei giardini del chiostro, in una totale compenetrazione fra esterno ed interno, fra presente e passato, ottenuta grazie al sapiente gioco della messa a fuoco che crea immagini accattivanti e dense di suggestioni interpretative oltre che formali.

E’ quello del Tempo ri-assemblato il tema centrale di questa esposizione. E la sua importanza qui si traduce in immagini spesso evocanti antichi palinsesti, nei quali affiorano, strato dopo strato, testi diversi che pur convivono in armonia all’interno di una stessa cornice ed in un solo oggetto, attuale, carico di senso. Estremamente allusiva appare a tal proposito la scelta di una location come quella della celebre basilica romana su tre livelli, con la sua stratificazione storica e culturale.

La mostra sarà visitabile fino al 27 Ottobre.

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“Sicilia. Tracce dal passato”

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 15, 2007

sicilia.jpg“Tre antiche popolazioni dominavano la Sicilia, quando i Greci, i Fenici ed i Punici iniziarono a frequentare le sue coste per scopi commerciali: gli Elimi - forse, secondo storici moderni, di origine ligure - avevano i loro maggiori centri in Segesta, Erice ed Entella e si opposero, alleandosi con i Cartaginesi, alla penetrazione greca, anche se è innegabile che Segesta venne fortemente influenzata dalla cultura dei nuovi venuti; i Sicani, stanziati nel centro e nella parte sud occidentale dell’isola, sono da considerarsi gli artefici della cultura di Thapsos e di Pantalica; i Siculi, infine, a differenza dei Sicani, certamente di origine indoeuropea, avevano i loro centri di potere nella zona orientale. [...]“.

Questo passo, non privo di una certa solennità e denso d’informazione storica, è tratto dai testi di Enrica Angella e Piero Bongi, che corredano l’ultimo libro di Mario Vidor, in edizione italiana e inglese, edito da Punto Marte: “Sicilia. Tracce dal passato”, appunto.

In occasione della sua uscita, si tiene una mostra a Palermo in via Goethe 43, nei locali della libreria-galleria “La lanterna magica“, visitabile fino al 21 settembre.

Nelle quarantacinque immagini in bianco e nero esposte, di cui si apprezza il rigore delle stampe su carta baritata, il fotografo veneto offre la visione di una Sicilia senza tempo, per la verità non inedita, e anzi divenuta un topos a partire dai disegni del Grand Tour goethiano, tant’è che Frank Horvat qualche anno fa aveva deciso di citare fotograficamente quel viaggio in Sicilia, ripercorrendolo e ricreando le atmosfere amate dal poeta.

Pur risentendo chiaramente l’influenza di tanto immaginario, è però quella di Vidor una interpretazione personale, centrata su un’attenta resa dei luoghi storici e del loro senso di vestigia di una civiltà. Se ne scopre, infatti, intatta nel tempo un’incorruttibile bellezza e armonia persino nei frammenti e nei ruderi, la cui potenza espressiva pare accentuata dall’opera del “tempo grande scultore”.

Per i lettori del Nord Italia segnaliamo, invece, che Mario Vidor espone domani al Fotomercato di Sacile (PN) le sue immagini di nudo (che paiono liberamente ispirate nella loro classicità a Robert Mapplethorpe) nella mostra intitolata “Double”.

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SI Fest

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 13, 2007

homepage.gif Il Festival di Savignano rinnova il suo consueto appuntamento, con la presenza tanto di autori e grandi mostre, quanto di progetti inediti e nuovi artisti e fotografi. Da venerdì a domenica (dal 14 al 16 settembre) la manifestazione accenderà la città di proiezioni e installazioni video, interventi luminosi e sonori.

Quest’anno il Festivalfoto Portfolio in Piazza si trasforma in SI FEST Savignano Immagini Festival, e ha come tema “l’identità”: “singolare/plurale, identità e percezioni”, indaga “la percezione di sé e dell’altro, le certezze assolute e la loro fragilità, il tenace sentimento di consapevolezza del presente e la relatività dei punti di osservazione”.

Le mostre propongono nomi come Robert Frank, Philip Jones Griffiths, Marie-Jo e Michel Butor, Malick Sidibé (vincitore del Leone d’Oro alla 52ª Biennale di Venezia, con dei ritratti inediti di giovani del Mali), Massimo Siragusa, e altri, fino ad una collettiva “Femmes d’Images” di artiste arabe.

Il programma propone anche “nuove occasioni di scambi e d’incontri, con l’apertura della “Galleria effimera” e la vendita di fotografie d’autore, le lezioni di storia della fotografia, in collaborazione con l’Università di Bologna e, per indicare possibili orizzonti ai giovani fotografi, uno spazio importante dedicato a premi e scuole di fotografia”. Oltre ad incontri con gli artisti presenti, tavole rotonde e conversazioni.

Sabato e domenica avrà luogo la visione dei portfolio, che porterà alla selezione di una borsa di studio, intitolata a Marco Pesaresi, all’assegnazione del Premio SI FEST/Portfolio ‘07, e di altri premi minori.

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i quaderni de Ilterzoocchio.it

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 11, 2007

Immagine di copertina del libro “Dramma Sacro. Omaggio al Mantegna”. Copyright: Lucia Baldini

Al giorno d’oggi capita che la fotografia, come ogni altra arte, risenta di meccanismi di mercato per i quali se alcuni fotografi sembrano monopolizzare il suo intero panorama, altri rischiano di restare in parte o del tutto sconosciuti.

Capita pure che, grazie a questa situazione, all’interno dei circuiti istituzionalizzati venga proposto e riproposto sempre un certo tipo di linguaggio artistico, il cui principale pregio consiste nel creare un immediato richiamo dell’attenzione per mezzo di particolari virtuosismi tecnici ed espressivi, ormai facilmente riconoscibili come veri e propri clichè.

Abbiamo accolto, dunque, la richiesta di un commento da parte della redazione de “ilterzoocchio” ai suoi quaderni con curiosità e interesse, sembrandoci questo sito piuttosto estraneo alle scelte più consuete e caratterizzandosi per una gamma di proposte piuttosto varia, sì da lasciar spazio anche a personaggi di minor rilievo (o meglio, solitamente fuori dai riflettori).

Cosa sono “i quaderni de ilterzoocchio“? Sono piccole monografie in brossura, pensate come supplemento cartaceo al sito; idea, questa, di per sé interessante, e meritevole d’incoraggiamento. Ne sono al momento usciti due; loro tema comune è l’arte, anzi “l’arte che fotografa l’arte”, essendo il primo un reportage sul lavoro di un’artista campana e sulla particolarissima genesi delle sue opere, il secondo un omaggio fotografico alla pittura.
La loro impaginazione è semplice, classica - oserei dire - dei piccoli cataloghi, e assolute protagoniste qui sono le fotografie, precedute da brevi testi e note biografiche.

“L’arte fotografa l’arte” è appunto il titolo della prima uscita, nella quale Umberto Mancini (che tra l’altro è fra le colonne che sostengono il sito) fotografa la creazione di un’opera di Paola Margherita, con tutta la precisione e la dovizia di particolari che suggerisce l’operare dell’artista: “l’assoluta e benevola indolenza con la quale lei ha realizzato, pezzo dopo pezzo, l’opera” sembrano trovare un corrispettivo nell’immagine fotografica e nei suoi ritmi. Le immagini sono estremamente semplici come gli elementi di tale opera, ma anche come i gesti e l’aspetto dell’artista, ed esprimono toni dimessi, persino nella scelta di una stampa poco contrastata.

Il titolo del primo volumetto sembra diventare, nel secondo, titolo di una collana. E’ questa recente pubblicazione “Dramma Sacro”, un omaggio al Mantegna, di Lucia Baldini, professionista di grande esperienza nel campo della fotografia teatrale, di danza e di musica, al suo primo “cimento” con il difficile genere del nudo maschile (arduo soprattutto quando non sostenuto da una prestanza fisica del soggetto, ma giocato sul più evanescente sottinteso d’un erotismo cerebrale). Tale lavoro, in realtà, risulta di qualità discontinua (e lascia aperta la porta a molti dubbi persino riguardo alla pretesa ispirazione ad opere e del Mantegna e del Caravaggio) al punto da risultare enigmatico, guardando i passati lavori dell’artista.

Attendiamo con curiosità le prossime uscite dei quaderni, che ci auguriamo vicine.
Ci permettiamo, altresì, di consigliare un vaglio delle immagini dalle maglie più strette, al di là della professionalità indiscussa (ma mai indiscutibile!) degli artisti presentati, per garantire l’assoluta riuscita di questa encomiabile iniziativa.

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Notte bianca… anzi in bianco e nero!

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 7, 2007

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Quest’anno in occasione della tradizionale “Notte Bianca” - che si terrà domani dopo l’assaggio quest’oggi di “aspettando la notte bianca” - la Scuola Romana di Fotografia offre una serie di eventi in varie sedi nel quartiere di San Lorenzo.

Presso Scuola Romana di Fotografia-Galleria D’Arte, in via degli Ausoni 76, gli allievi della Scuola Romana di Fotografia presentano la collettiva, che raccoglie le stampe b/n in Fine Art e i lavori di ricerca personale prodotti durante l’anno accademico 2006-07 (evento con musica dal vivo che si svolge dalle 18.00 all’1.00).

Nella sede della stessa scuola, in via degli Ausoni 7/A, è ancora una collettiva, che raccoglie il lavoro svolto durante l’anno. Le immagini in mostra, spaziano dal ritratto allo still-life, dal reportage sociale a quello naturalistico, dai lavori su commissione alla ricerca personale. Stessi orari, anche qui musica dal vivo.

Ma quello che vogliamo consigliarvi è soprattutto l’evento più originale e senz’altro di maggior interesse, fra quelli organizzati dall’istituto, e cioè la cosiddetta “Notte in bianco e nero“.

Al Laboratorio B/N della scuola, in via dei Sabelli 102/A, sempre fra le sei di pomeriggio e l’una, sarà possibile “provare la magia insostituibile della stampa tradizionale in bianco e nero. Si può assistere ai processi di stampa oppure partecipare attivamente, portando un negativo b/n, usufruendo delle attrezzature professionali, che la scuola metterà a disposizione”.

Buon divertimento, dunque!

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La mano

Posted by Rosa Maria Puglisi on September 4, 2007

mani.jpgFino al 30 settembre la Galleria fotografica del Musée d’Orsay di Parigi ospita “La main”, mostra dedicata alla rappresentazione della mano - e naturalmente alle sue valenze simboliche - all’interno della prima produzione fotografica ritrattistica, dai suoi albori fino ai primi del Novecento.

Le opere selezionate per l’esposizione forniscono un vasto campione di immagini, rappresentativo e delle tecniche e delle prassi dell’epoca: accanto ad opere d’autore (da Disderi a Nadar, da Vacquerie a Stieglitz), si trovano anche fotografie commerciali e amatoriali; accanto a mani anonime, mani per così dire emblematiche delle celebrità cui appartengono, strumenti fondamentali per le arti che costoro rappresentano: quelle di ballerini, mimi, scrittori, pittori e scultori del calibro di Nijinsky, Deburau, George Sand, Degas e Rodin.

Avvocato e maestro d’eloquenza del primo secolo dopo Cristo, nella sua opera fondamentale “Institutio Oratoria“, Marco Fabio Quintiliano, asseriva: “Il numero dei movimenti di cui le mani sono capaci è incalcolabile ed uguaglia quasi quello delle parole… Le mani parlano, o poco ci manca. Esse pongono domande e fanno promesse, esse chiamano e congedano, minacciano e supplicano. Le mani esprimono orrore, timore, gioia, tristezza, esitazione, confessione, pentimento, misura, abbondanza, quantità, tempo. Esse non hanno forse il potere di incitare o di calmare, di implorare, di approvare, di ammirare, di testimoniare il pudore?”.

Poeta, incisore e storico dell’arte (medievalista) Henri Focillon scrive “Éloge de la main”, accordando alla mano un valore tutto speciale nella “creatività” umana.

La mano, come si può dedurre persino dalle preistoriche pitture rupestri - le cui prime manifestazioni sono appunto impronte di mani -, è da sempre considerata il simbolo principale dell’espressione umana, meglio della sua espressività che si fa atto e oggetto, e infine progresso (così che Alfred Stieglitz intitola “The Hand of Man” un suo scatto in cui una locomotiva procede in mezzo a una nuvola di fumo).

Nella ritrattistica di tutti i tempi la mano connota il carattere del soggetto al pari del viso e dello sguardo. Per questo i primi fotografi - che si sentono discepoli della pittura, ne acquiscono i codici, e li ripropongono nel loro lavoro - spesso corredano i loro studi di oggetti i quali in mano ai clienti conferiranno loro una posa più significativa e “naturale”. L’antesignano di tale pratica è proprio Adolphe-Eugène Disderi, l’artefice della larga diffusione del ritratto (grazie alle sue carte-de-visite). L’oggetto più in voga è il libro, pratico per le sue dimensioni, evocatore di cultura e riflessività.

Non solo elemento del ritratto, la mano appare in fotografia anche come “studio”, ad uso e consumo di artisti e studenti delle Belle Arti, e perfino come puro esperimento della tecnica fotografica (è il caso della “mano del banchiere D.”, foto inviata da Nadar alla mostra della Società Francese di fotografia nel 1861 a testimoniare il proprio modo di procedere in presenza di “luce elettrica”). Nel caso poi di Bronia Wistreich-Weill, le sue immagini di mani giunte, che ricordano pezzi di Rodin, partecipano di un’estetica del frammento sviluppatasi nel corso del XIX secolo.

Sicuramente densa di suggestioni dal passato e di testimonianze di un’epoca che appare ormai remota, la mostra parigina offre molti spunti di riflessione estetica, storica, e persino filosofica in un’epoca come quella attuale in cui il mutato approccio alla nostra esistenza rende forse la mano meno simbolicamente pregnante degli occhi con i quali esperiamo il mondo, ormai a debita distanza, guardandoci bene dal “toccar con mano” la realtà.

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