Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Archive for August, 2007

Rapallo Fotografia Contemporanea 2007

Posted by Rosa Maria Puglisi on August 27, 2007

“Il senso delle cose” è il tema intorno al quale si sviluppa la seconda edizione di Rapallo Fotografia Contemporanea, che si è aperta sabato 25 e si protrarrà fino al 16 settembre.

Antonio BiasiucciNata grazie a un’idea del fotografo Andrea Botto, coadiuvato dal critico Mara Granzotto e sostenuto dal Comune di Rapallo si distingue per essere la prima esperienza del genere in Liguria, ed è patrocinata dalla Provincia di Genova e dalla Regione.

Scopo della manifestazione è “la documentazione ed interpretazione del territorio comunale attraverso il mezzo fotografico e la creazione di un archivio di immagini d’autore, capaci di cogliere lo spirito dei luoghi e, nello stesso tempo, di rappresentare uno sguardo profondo, un punto di analisi e di sintesi importante sul quale basare le pianificazioni future”.

Ogni anno viene chiamato all’uopo un noto fotografo: nel 2006 e’ stato Mario Cresci; quest’anno è la volta di Antonio Biasiucci.

Al tema di quest’edizione è sotteso un senso religioso , idealmente legato alle celebrazioni del 450° anniversario dell’apparizione della Madonna di Montallegro. Risulta quindi ovvia la scelta del fotografo napoletano, il quale ha prodotto per l’occasione un lavoro che si pone sulla scia della sua più recente ricerca sulla religiosità popolare, proposta nella serie “Ex voto” - esposta a Roma in occasione del festival FotoGrafia. In queste nuove immagini egli reinterpreta, infatti, con la sua consueta sensibilità le pregevoli sculture lignee dei crocifissi appartenenti alle confraternite rapallesi, offrendo attraverso un uso espressionistico ma composto del bianco e nero la propria severa e rarefatta rappresentazione di queste immagini dolorose.

Questi scatti si possono ora ammirare nella sala al primo piano del suggestivo Antico Castello sul mare. Fanno da contraltare al secondo piano le soluzioni date all’interrogativo esistenziale della manifestazione da alcuni giovani ma affermati fotografi, qui riuniti in una interessante collettiva.

Malgrado le personali interpretazioni, questa seconda mostra ha come tratto comune la tendenza ad un concettualismo, che sposta l’accento oltre il discorso puramente fotografico.

Così Alessandra Baldoni propone un libro d’artista, “Love Story”, le cui immagini accompagnate sono i “frammenti di un discorso amoroso” e al contempo un’archeologia intima della storia personale; Simone Martinetto e Virginia Farina costruiscono a loro volta un libro-installazione illustrato dalle foto scattate all’interno d’una biblioteca semivuota, emblema di un’era di transizione piuttosto critica dall’oggetto-libro, latore di un certo tipo di idea di cultura, verso una nuova frontiera tecnologica e culturale. E ancora il flebile - quasi svanito - legame della memoria collettiva con un mondo rurale è quanto sottolineano i bianchi still life di Stefania Ricci.

Luca SainiGià nel titolo “Ready Made Esistenziale”, Luca Saini dichiara il suo proposito di attingere all’immaginario dell’arte dada e al suo linguaggio simbolico slegato da una rappresentazione pedissequa del reale per rivelare il senso nascosto e molteplice di semplici cose estrapolate dal loro contesto ed incorniciate.

Più netto il senso della serie “Coppie di fatto” di Dario Francione, che suggerisce allo spettatore (col pretesto una documentazione attenta di performance teatrali) le dinamiche d’interdipendenza fra soggetto-oggetto (burattinaio-burattino) attraverso le sue immagini in bianco e nero.

Silvia Camporesi“Mondeken Toe”, ovvero “Tieni la bocca”, frase in lingua danese che “invita a custodire i segreti che non possono esser compresi guardando” è il titolo dell’enigmatica opera che Silvia Camporesi presenta qui; un’introduzione alla sua personale “Indizi terrestri” in mostra presso la Villa Porticciolo.

Altra sede altra mostra: la Libreria di Rapallo, in via Mameli 35, offre al visitatore il progetto site-specific -Noli Saura Obliviscere Saurum- (”che mai lucertola dimentichi di essere stata pesce”, monito a non scordare le nostre origini) di Sergio de Benedittis, nel quale torna ancora una volta il tema del libro (vero protagonista dell’immaginario di questi giovani autori) simbolo ormai della memoria e del tempo andato, ispirazione e campione di un’epoca ritenuta forse più densa di significato. Filtro di un “senso delle cose” evidentemente inattingibile nel concreto della realtà.

Da segnalare, infine, la sezione “Foto in Vetrina nei negozi del centro”, in collaborazione con ASCOM, associazione dei commercianti di Rapallo, che si prestano ad esporre le fotografie degli ex studenti del corso CSP di Fotografia dell´Istituto Europeo di Design di Torino, a.a. 2006/2007.

Sergio De Benedittis

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Flickr sullo Specchio Incerto

Posted by Rosa Maria Puglisi on August 17, 2007

Piccola comunicazione d’agosto: per chi non l’avesse notato, il blog si è “arricchito” di un collegamento a Flickr.

Incapace di prendere posizione nelle dispute che ultimamente appaiono circa il fenomeno Flickr e la proliferazione (fino alla “pollution”) d’immagini sul web grazie a questo sito e più in generale al photo sharing, ho deciso di “toccare con mano”.

Per l’occasione ho rispolverato il mio archivio fotografico e sto immettendo scatti di anni e anni fa. Guardateli se vi va, cliccando su More Photos, ma con indulgenza! :)

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Weegee (1899-1968). Dans la Collection Berinson

Posted by Rosa Maria Puglisi on August 3, 2007

Copertina del libro “Weegee’s New York”, edito da Schirmer/Mosel Verlag GmbH“Le ambientazioni notturne e i soggetti richiamano inevitabilmente alla memoria le immagini di molti film americani degli anni Quaranta e Cinquanta, in particolare il filone poliziesco di quel periodo, (…) è invece autentica vita vissuta: sono le foto di Weegee, al secolo Arthur Fellig, un mito della fotografia americana d’azione e di strada.

Arrivato a New York ancora bambino con la famiglia d’origine ebraica, emigrata dall’Austria in cerca di miglior fortuna, Usher (registrato poi all’ufficio immigrazione americano come Arthur) scopre ben presto le durezze di quella realtà urbana, che diverrà protagonista assoluta delle sue fotografie.
Gli anni di miseria vissuti insieme ai suoi nel quartiere di Lower East Side, l’abbandono precoce degli studi per aiutare la famiglia a sbarcare il lunario, l’arrabattarsi fra mille lavori diversi, lo portano quasi naturalmente ad avvicinarsi alla fotografia attraverso il mondo del crimine; “Il crimine era la mia ostrica perlifera”, ebbe a dire in seguito.
Diventa un “personaggio”: gli occhi scuri in perpetuo movimento, i capelli arruffati e troppo lunghi, gli abiti stazzonati con le tasche sformate da pellicole ed obiettivi, la macchina fotografica sempre in mano e un mozzicone di sigaro in bocca.
E’ fotografo freelance, dopo anni di collaborazione all’United Press International Photos nelle vesti di stampatore, e sceglie come postazione strategica il quartier generale della Polizia di Manhattan (più tardi otterrà addirittura il permesso di installare sulla sua auto una radio della polizia) per accorrere sempre fra i primi sul luogo di ogni delitto.
Le sue foto ritraggono i luoghi e i protagonisti della vita di strada, le loro tragedie e miserie, ma anche i loro momenti d’intimità e di svago, con curiosità e partecipazione, e con un profondo senso della teatralità in immagini altrimenti troppo crude”.

Questo un brano è tratto da un mio vecchio articolo, pubblicato diverso tempo fa su Cultframe, ma lo trovo perfetto per introdurvi la seguente notizia.

Il Musée Maillol di Parigi ci offre l’opportunità di scoprire l’opera di uno dei più grandi fotogiornalisti del XX secolo, Weegee. Fino al 15 ottobre espone, infatti, le sue stampe vintage tratte dalla collezione di Hendrik Berinson; scattate per lo più durante il decennio dal 1935 al 1945, periodo nel quale il fotografo lavorava per i principali quotidiani di New York.

L’eccezionale qualità di queste opere, fra le quali diverse pietre miliari della storia della fotografia, nonché la quantità di immagini esposte, ne fanno una mostra di particolare interesse.

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