Lo Specchio Incerto

Tra immagine e parola

Volume! Marco Albrizio al pianoforte

Posted by Rosa Maria Puglisi on May 15, 2008

Questo evento musicale è (probabilmente) un off topic rispetto ai temi qui solitamente trattati. Ciò che, tuttavia, mi spinge a segnalarvelo è una frase che leggo sul comunicato inviatomi dalla Galleria, che ne parla come di “una serata in cui la visività prenderà forma attraverso le note“.

Il luogo in cui questo recital musicale si svolgerà è la Fondazione Volume!, galleria romana solitamente riservata all’arte contemporanea, della cui particolare suggestività - forse ricorderete - avevo avuto modo di scrivere in occasione di una bella mostra di Graciela Sacco.

Il programma della serata, che per i motivi sopradetti immagino interessante, prevede “una serie di composizioni per pianoforte accomunate dal desiderio di dare voce all’attenzione, sempre crescente, per il corpo. Dalle prime intemperanze di Beethoven, ai sussulti gelidi e bloccati di Stockhausen”.

Si svolgerà domani 16 maggio alle ore 19 nei locali, appunto, della Fondazione Volume! in Via S. Francesco di Sales 86 | 88.

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“Unofficial”

Posted by Rosa Maria Puglisi on May 12, 2008

Giovane artista slovacca poco più che trentenne, Lucia Nimcova ha già ottenuto diversi prestigiosi premi internazionali per i suoi lavori, dove la fotografia di documentazione s’intreccia ad un concettualismo nutrito d’ideologia. Nell’ambito del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma, fino al 25 maggio è in mostra al Palazzo delle EsposizioniUnofficial”, progetto da lei realizzato vincendo lo scorso anno il primo Premio Baume & Mercier, che aveva come tema “una storia del mio mondo”.

Dopo essersi precedentemente concentrata sulla condizione femminile nei Paesi del Centro e dell’Est Europeo, Nimcova si sofferma qui sul proprio Paese d‘origine, raccontandone la realtà sociale, quale è stata tramandata dalla gran quantità di materiale fotografico presente negli archivi pubblici e privati amatoriali della propria città, Humenne.

La “storia del suo mondo” che essa ci propone è quella di una normalità quotidiana che fa i conti con la “normalizzazione sovietica”. Da questa particolarissima indagine sociologica, dai forti connotati politici, emerge una critica stringente a un sistema in cui ovunque, oltre la facciata, traspare tuttora un’eredità di sudditanza ai meccanismi mentali promossi dal comunismo, a distanza di quasi un ventennio dalla caduta del Muro di Berlino.

Il linguaggio scelto dall’artista è quello spartano, tipico di una tradizione sovietica, dove all’immagine fotografica molto poco è concesso in termini di estro creativo. Persone ed eventi sono presentati con una scoraggiante semplicità, tutta studiata a rendere l’immagine chiara nella sua evidenza, immediatamente fruibile nei valori ideologici propagandati.

La “normalizzazione”, in quanto contromisura sovietica dopo i fatti della Primavera di Praga, era – ha scritto Nimcova – come “una terapia, come una cura per i sintomi della libertà e della democrazia. Totalitaria nella natura, il consenso nazionale era implementato attraverso campagne motivazionali politiche e domestiche“. Una sorta di lavaggio del cervello ideologico, di cui ha risentito tutta una generazione, i cui sforzi erano diretti solo all’essere “normali”.

Fra documento e finzione, l’artista presenta insieme ad immagini d’archivio altre scattate per l’occasione, praticamente indistinguibili da quelle di repertorio, in quanto ne citano tutti i consolidati luoghi comuni - dall’inquadratura, alle luci piatte, ai contenuti – per restituirci la sciatta monotonia ortodossa voluta dal regime sovietico per propagandare un finto consenso di facciata.

Tale passato diventa per Nimcova fondamentale strumento di comprensione di un’attualità – a suo dire – niente affatto discontinua, e tuttora avviluppata nei meccanismi mentali di convenienza sociale ereditati dal comunismo. Cosicché la “normalità” di oggi, quella che aggancia quel Paese al carro “progressista” dell’Occidente, non è altro che una mutazione della “normalizzazione” di ieri, dove ognuno subisce acriticamente e con indifferenza ogni mutamento storico, impostogli in fondo sempre dall’alto.


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“The Houses of Hristina”: una mostra e un documentario

Posted by Rosa Maria Puglisi on May 7, 2008

In collaborazione con Tekfestival, dal 7 all’11 maggio, l’associazione culturale romana Gerdaphoto propone presso la galleria “247” (in via del pigneto 247) la mostra fotografica “The Houses of Hristina” di Hristina Tasheva.

In mostra un lavoro, che nasce dalla dura quotidiana esperienza personale da immigrata illegale dell’autrice, bulgara di nascita, la quale dopo essersi laureata in economia si trasferisce nei Paesi Bassi, ad Amsterdam, dove è costretta a sbarcare il lunario facendo le pulizie per gente con cui non ha quasi altro contatto che quello di telegrafici messaggi scritti.

Lo spaesamento, l’adattamento ad un nuovo ambiente e ad una cultura diversa dalla propria, il senso di una “allargata prigione”, la nostalgia di casa, in un luogo dove ogni casa dove lavora diventa in certo modo “sua”, per quanto appartenga a perfetti estranei, che ciò malgrado finiscono col darle accesso ai luoghi più intimi delle loro abitazioni; di questi ed altri sentimenti ci raccontano gli scatti esposti, che sono il frutto di un tentativo da parte di Tasheva di venire a patti con una squallida quotidianità.

Da questa esperienza è nato anche un documentario, girato dalla regista olandese Suzanne Raes, e uscito alla fine del 2007, che è stato presentato all’International Documentary Film Festival (IDFA) del 2007 e ha ricevuto numerose favorevoli recensioni sulla stampa olandese e internazionale. Ne è scaturita inoltre, grazie a un’idea della regista e con l’appoggio di IDTV e Human Television, l’istituzione di un’associazione per la tutela degli artisti migranti illegali, dal nome “Art 2 Stay. Work and stories of ‘illegal’ artists“, con sede ad Amsterdam, presente sul web sotto forma di piattaforma digitale per artisti che vivono nei Paesi Bassi illegalmente: luogo dove costoro possono condividere la loro arte e le loro storie l’un l’altro, e con un vasto pubblico; sla sua funzione è quella di una galleria, ma pure costituisce una precisa dichiarazione e un tentativo di guardare a questa forma d’illegalità con altri occhi.

Nell’ambito del Tekfestival ‘08 (che ha come tema “Ai confini del mondo…dentro l’Occidente”), il documentario “The Houses of Hristina” di Suzanne Raes sarà proiettato domani, 8 maggio, alle 22,30 presso il Cinema Trevi (vicolo del Puttarello, 25). Saranno presenti sia la regista che la stessa Tasheva.

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Future Shorts

Posted by Rosa Maria Puglisi on May 7, 2008

Vi “inoltro” questa locandina di uno dei tanti eventi, che FUTURE SHORTS ITALY organizza periodicamente. Questo avrà luogo presso il Circolo degli Artisti a Roma (via Casilina vecchia, 42) domenica 11 maggio a partire dalle 19.00,  e riunirà in sé varie forme d’espressione, dal teatro al design, dalla fotografia alla musica e ai corti. L’ingresso è gratuito.

E’ un modo come un altro per parlarvi di questo network che dal 2003 - anno in cui è nato in Inghilterra - si occupa di cortometraggi, “di tutto quel cinema breve a cui bastano pochi minuti per cogliere e rappresentare ogni tipo di emozione”.

Si tratta di una sorta di vetrina internazionale, poiché ha sedi oltre che in Inghilterra e (dal 2007) in Italia, anche negli Stati Uniti, in Canada, in Russia, in Messico, in Giappone, in Argentina ed in Venezuela. In essa la creatività e l’innovazione trovano espressione e visibilità.

Così, in nome della convinzione che l’identità del cortometraggio sia quella di “una forma di espressione cinematografica a se stante, fresca e seducente, alternativa al cinema tradizionale”, la crew di Future Shorts Italy promette - cito dal loro sito - “di stimolarvi, stupirvi, ispirarvi, ma soprattutto divertirvi!”

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Itinerari abruzzesi di Thomas Ashby

Posted by Rosa Maria Puglisi on May 2, 2008

Terzo evento della serie espositiva “Immagini e Memoria” - dopo “Roma nelle fotografie di Peter Paul Mackey (1890-1901) e “I giganti dell’acqua: acquedotti romani del Lazio nelle fotografie di Thomas Ashby (1892-1925)” - fino al 22 maggio presso la British School at Rome è possibile visitare la mostra “Itinerari abruzzesi. Archeologia, arte e folklore nelle fotografie di Thomas Ashby (1901-1923).

Frutto delle catalogazioni - completate nel 2005 - della collezione fotografica di Thomas Ashby, delle raccolte del Rev. P.P. Mackey e delle sorelle Agnes e Dora Bulwer, rese possibili da un generoso finanziamento della Getty Foundation, la mostra presenta una selezione di immagini: da un lato fotografie originali stampate a contatto con le tecniche d’epoca (aristotipia o gelatina-argento a sviluppo) da pellicole in nitrato di cellulosa, un supporto flessibile in uso già a partire dalla fine dell’Ottocento; dall’altro fotografie digitalizzate in un formato più grande, ed elaborate per restituire loro l’originaria ampiezza alla gamma tonale del bianco e nero, così da dare piena leggibilità ai particolari più minuti dei costumi e delle espressioni dei volti, laddove il tempo le aveva rese indistinte a causa dello sbiadimento e dall’ingrigimento dei toni.

Una mostra molto interessante da un punto di vista storico-fotografico e documentario, le cui schede catalografiche e relative fotografie sono disponibili per la consultazione nel catalogo della rete URBS, Unione Romana Biblioteche Scientifiche (www.reteurbs.org).

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“H24”

Posted by Rosa Maria Puglisi on April 23, 2008

Fino al 27 aprile negli Spazi Massenzio Arte di via del Commercio 12, sarà in mostra “H24″, un progetto fotografico che ha vinto il premio “Canon giovani fotografi 2007”.

Autrice dell’opera è Raffaella Gentile, trentenne fotografa romana, le cui fotografie sono state ultimamente selezionate per importanti rassegne internazionali, fra i quali “Voies off” ai Rencontres de la Photographie d’ Arles. In questo particolare progetto prende in esame quella tipologia di professioni dove è richiesta una disponibilità a turni di lavoro H24.

La realtà quotidiana di questa categoria di lavoratori, operatori in presidi di assistenza a sistemi informatici e meccanici, viene raccontata nelle sue immagini attraverso i luoghi anonimi e spogli, nei quali essi spendono lunghe ore della loro vita in una realtà spesso di precariato, imposta loro dalle odierne logiche di mercato.

Pareti spoglie e arredo essenziale diventano simboli di una presenza-assenza; di una routine spersonalizzante; del trascorrere del tempo e dei passaggi attraverso una struttura dove tutto è programmato (dal lavoro ai tempi di riposo) in giornate interminablii perché sempre tutte uguali.

In una simile logica luoghi e “passaggi della giornata” diventano un tutt’uno straniante e, al di là della professione svolta, rimane l’emblema di un’alienazione cui questi turnisti paiono, purtroppo, destinati.

La mostra fa parte del Festival FotoGrafia, e aggiunge un tassello al mosaico della “normalità”, che quest’anno la manifestazione vuole proporci.

Raffaella Gentile

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Un incontro sul reportage: “Alfredo Covino. Cara Moldova”

Posted by Rosa Maria Puglisi on April 20, 2008

Martedì 22 aprile alle ore 20.45, il circolo fotografico romano Zone d’Ombra - nell’ambito dei suoi consueti “incontri con gli autori” - presenta presso la Biblioteca Dlf (via Bari 22) il lavoro di Alfredo Covino “Cara Moldova”, che partecipa al festival FotoGrafia ed è attualmente in mostra (fino al 2 maggio) presso la Biblioteca Rispoli.

Giovane fotografo, vincitore quest’anno del Premio Yann Geffroy assegnato dall’Agenzia Grazia Neri, Covino è il rappresentante di un gusto sincero per l’indagine reportagistica, e di un amore per la rappresentazione della realtà  priva degli orpelli estetizzanti, volti a produrre le immagini glamour amate dal mercato.

A queste siamo tanto abituati che stentiamo a definir “reportage” il suo (che lo è), non riconoscendo nelle sue fotografie un genere, il quale ci pare oggi destinato a un inevitabile  apporto della personalità dell’autore, tanto ingombrante da rendere sempre più spesso difficile guardare e capire qualcosa al di là della bellezza delle immagini proposte e di triti stereotipi.

Diverso è il lavoro di Covino, che nei dodici scatti proposti per la mostra, si cala nel contesto - a lui estraneo - di una famiglia moldava che torna, come suole fare ogni anno in agosto, in una patria che ha dovuto abbandonare per necessità e alla quale è legata da profondi sentimenti.

La presenza del giovane fotografo è discreta: il suo sguardo non ha un approccio coloniale, alimentato da pregiudizi. Ciò che traspare dalle immagini non è il narcisismo di un autore che stigmatizza una situazione estraendone quel che può far gioco al suo discorso stilistico, ma una tensione alla condivisione di momenti quotidiani, trascritti con lo stupore di chi non conosce quella quotidianità, e la riporta scoprendo la poeticità di gesti semplici e di luoghi improvvisamente significativi, perché vissuti nel rispecchiamento delle altrui emozioni. Emozioni che Covino si adopera a trasmetterci.

Così facendo egli infine “opera creativamente in modo politico, cioè prende posizione dando alla fotografia una funzione morale di comunicazione tra realtà apparentemente distanti e tentando di mettere sullo stesso piano i soggetti ripresi e i fruitori delle immagini, nella consapevolezza che non vi sia alcuna gerarchia di valori tra gesto artistico/fotografico, azione quotidiana anonima e fruizione delle immagini”, come scrive il curatore della mostra Maurizio G. De Bonis.

Sarà lui, all’incontro di martedì, a introdurre al pubblico l’opera di Covino, e a parlare del dibattuto tema del reportage contemporaneo.

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Senigallia, città della Fotografia: workshop gratuiti per i giovani

Posted by Rosa Maria Puglisi on April 18, 2008

Un lettore ci ha segnalato ieri “una serie di workshop fotografici gratuiti” che avverranno prossimamente a Senigallia (AN).

Si tratta - in realtà - di una iniziativa nell’ambito di “Senigallia città della Fotografia – Progetto giovani”, progetto triennale, articolato in tre fasi: La bottega fotografica, Il premio Mario Giacomelli, Le mostre.

La notizia, data in qualla forma incompleta, potrebbe destare delusione nei molti che si vedono fatalmente esclusi dall’iniziativa.

Non la desta, però sicuramente, nei giovani, per i quali l’iniziativa è stata pensata e ai quali è rivolta. E si prospetta - in realtà - più ghiotta, non trattandosi dei soliti workshop, ma di tre distinti percorsi di formazione riguardanti il reportage, seguiti dai tre maestri della fotografia italiani citati e riconosciuti anche ai fini dell’attribuzione di crediti specifici di studio.

Pubblico, per questo, qui di seguito quasi per intero il bando di ammissione.

La versione integrale la troverete sul sito senigalliacittadellafotografia.it, da dove si può scaricare anche la domanda d’iscrizione, che bisogna far pervenire insieme agli allegati richiesti nel bando entro e non oltre le ore 12 del giorno 27 Aprile 2008.

Spero possiate far tesoro di questa informazione. Buona fortuna! :-)

BANDO DI PARTECIPAZIONE AI LABORATORI
DELLA “BOTTEGA FOTOGRAFICA”

La bottega fotografica vuole ricreare il clima di confronto e trasmissione tipico della bottega di Mario Giacomelli e consiste in una serie di laboratori condotti da Maestri dell’arte fotografica, con la finalità di favorire la trasmissione di questa arte alle giovani generazioni e la promozione dei giovani talenti che in essa eccellono.

I edizione del laboratorio “La bottega fotografica”

Obiettivi: Le finalità del progetto sono quelle di coinvolgere i giovani che intendono operare in questo settore, per favorire l’acquisizione di abilità, conoscenze e competenze specifiche attraverso la loro partecipazione a laboratori formativi, teorico- pratici, realizzati da personaggi illustri della fotografia italiana, incentrati sull’apprendimento della cultura e tecnica fotografica.

Localizzazione:Le attività della bottega si svilupperanno nel territorio comunale di Senigallia e nel Museo dell’Informazione e della Fotografia
I Laboratori: La prima edizione del laboratorio si apre con il tema:”Il mestiere del reporter”.

“Il mestiere del reporter” si articola in tre laboratori, integrati tra loro e correlati alle caratteristiche professionali del Maestro prescelto. I laboratori sono suddivisi in tre moduli, autonomi didatticamente e sequenziali ai fini dell’apprendimento. Conclude ogni laboratorio un’incontro con l’Autore con proiezioni commentate sul percorso creativo e professionale.

I° LABORATORIO:
9-10-11 maggio (Giovanni Chiaramonte)
“Paesaggi Urbani”
II° LABORATORIO:
23-24-25 maggio (Ferdinando Scianna)
“Corpi e luoghi”
III° LABORATORIO:
6-7-8 giugno (Gianni Berengo Gardin)
“le forme della città”

Destinatari del bando
:
- giovani (dai 18 ai 35 anni) italiani ed europei, iscritti o laureati presso accademie o università italiane con piano di studi a indirizzo fotografico;
- cittadini in possesso di un titolo di studio specifico o in grado di attestare un’esperienza di formazione e/o professionale nel settore fotografico

Requisiti di ammissione:
La partecipazione è aperta a un numero di massimo 20 allievi per ogni laboratorio. I candidati devono rispondere ai seguenti requisiti:
- età compresa tra i 18 e i 35 anni;
- cittadinanza italiana o di altro paese europeo;
- un’esperienza e/o conoscenza delle tecniche fotografiche di base attestabile tramite CV o possesso di un titolo di studio specifico;
- la presentazione di un proprio portfolio di 5 fotografie (in formato digitale);
- la presentazione di una referenza che verrà considerata come titolo preferenziale (e non obbligatorio) per l’ammissione ai workshop;

Modalità d’iscrizione:
- compilazione dell’apposita domanda d’iscrizione;
- presentazione portfolio personale composto da 5 fotografie in formato digitale (jpg, max. 100kb);
- fotocopia firmata del documento d’identità;
- curriculum vitae in formato europeo;
- breve descrizione del percorso fotografico (max 5000 caratteri)

Curriculum, portfolio, e descrizione vanno presentati su supporto digitale (CD-ROM o DVD) e preferibilmente inviati anche a mezzo posta elettronica all’indirizzo

bottega@senigalliacittadellafotografia.it

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Posti di Vista 2008

Posted by Rosa Maria Puglisi on April 17, 2008

In occasione del 47° Salone Internazionale del Mobile, a Milano l’Associazione Laboratori Fabbrica del Vapore presenta all’interno dei suoi locali (le entrate sono da via Procaccini 4, e da via Luigi Nono 7) la quinta edizione di Posti di Vista.

Patrocinato dal Comune di Milano, Settore Tempo Libero, Posti di Vista - che si svolge dal 16 al 21 aprile - è un percorso costituito da tredici eventi, offerti da laboratori artistici, i quali propongono ciascuno un progetto legato alla formazione in vari campi e ambiti culturali, quali il design, la fotografia, i video, la danza, l’arte contemporanea e la performance, con lo scopo di “evidenziare il fondamentale ruolo di connettore che i laboratori svolgono tra il mondo della formazione culturale e il mondo del lavoro, in termini di sperimentazione e avanguardia nei vari settori di attività”.

Rimarchevole, fra gli altri eventi, è “Sostenendo le stelle”, offerto da Studio Azzurro; si tratta della continuazione ideale de “L’alba a mezzanotte”, realizzato un anno fa per la stessa occasione, e avrà luogo nelle sere del 16, 17, 18 e 19 aprile, dalle ore 21.00. Viene definito come un “tributo architettonico-luminoso” alla Fabbrica del Vapore, sorta di cattedrale dell’archeologia industriale d’inizio Novecento, nel corso del quale le strutture dell’edificio (le travature del tetto, le arcate di mattoni, il traforo delle finestre) saranno avvolte in “un luccichio simile a quello delle celebrazioni religiose, ma allo stesso tempo leggero, lieve, di “attesa” pedagogica” per dar modo ai visitatori di “imparare a guardare e riprendere coscienza delle cose e dei luoghi”.

Va inoltre segnalata la ricerca fotografica qui proposta da Polifemo, intitolata “Quotidiano Manifesto”, e dedicata agli oggetti di uso comune nel loro rapporto con la quotidianità, oggetti che per via della loro “normalità” paiono sparire dall’immaginario collettivo, salvo l’esser recuperati da un’operazione come questa proprio nella loro presenza quotidiana.

Quel che viene, perciò, sottolineato è il rapporto che l’oggetto riesce a stabilire con il contesto. Per rendere più evidente tale discorso soggiacente, l’opera presentata è un audiovisivo, nel quale gli oggetti si trovano a misurarsi con il cambiamento di contesto in cui sono posti.

Per citare il comunicato stampa il progetto “Quotidiano Manifestogioca con l’antitesi al desiderio e all’immaginario, come comunemente intesi, trovando un’alternativa alle immagini patinate nella realtà, comune a molti, vissuta, riconoscibile e riconosciuta”.

E col far questo s’inserisce in un discorso sempre più caro alla fotografia contemporanea, come abbiamo già notato nell’attuale edizione del Festival FotoGrafia, dedicato proprio ad una cosiddetta “normalità”, che si rivela ormai tutta da scoprire.

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20eventi 2008: concorso video

Posted by Rosa Maria Puglisi on April 12, 2008

Sponsorizzato dalla Provincia di Rieti, dalla Regione Lazio, dalla Camera di Commercio di Rieti e dai Comuni di Fara Sabina, Toffia, Poggio Moiano e Bocchignano, torna in Sabina “20eventi“, manifestazione giunta alla sua terza edizione, realizzata dall’Associazione Arte Multi Visione con la direzione di Alberto Tessore in collaborazione con l’Accademia Britannica di Roma, dove l’8 maggio prossimo si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto, e con il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea) dell’Università della Sapienza di Roma.

Scopo di 20eventi è dare la possibilità a giovani artisti stranieri di conoscere e apprezzare il territorio della Sabina, ma anche far convivere (e lavorare) alcuni artisti con la popolazione locale, favorendo l’approccio e la comprensione da parte della gente comune nei confronti dell’arte contemporanea.

L’idea è quella d’invitare un artista che sia anche insegnante in un’accademia di prestigio internazionale, il quale inserisca nel suo corso accademico il progetto della Sabina, e qui porti i propri studenti “per ideare progetti da realizzare in situ nei paesi prescelti, all’aperto o al chiuso”. Nelle scorse edizioni sono stati invitati Giuseppe Penone e l’Ecole des Beaux-Arts di Parigi, Karin Sander e l’Accademia Weissensee di Berlino.

Quest’anno è la  volta di  Richard Wentworth, direttore della Ruskin School (Oxford University), il quale è stato assistente di Henry Moore e insegnante - presso la Goldsmith di Londra - di Damien Hirst.

Il progetto, cui la manifestazione è legata, intende in realtà dar vita a “una strada dell’arte, un museo all’aperto che dia nuova veste a questa bella regione ricca di antiche tradizioni, creando un ponte tra passato e futuro. Il primo passo in questa direzione è stato fatto l’anno scorso con la realizzazione di due opere permanenti di Francesco Arena e Ugo Antinori“, e anche quest’anno si realizzeranno alcune opere d’arte, che andranno ad arricchire il patrimonio culturale di questa zona rurale.

Nel quadro della manifestazione 20eventi 2008 (che si svolge dal 10 al 25 maggio), l’associazione Arte Multi Visione indice un bando di concorso a premi per un’opera di video artistico.

I video presentati devono avere le seguenti caratteristiche:

- tematica riguardante il campo dell’arte, definito nella maniera più ampia possibile

- durata max 8 minuti

- bianco e nero oppure colore

- presentato su DVD PAL

La scadenza di presentazione è fissata al 20 aprile 2008.

Un secondo bando di Concorso a premi per un video artistico su 20eventi, che dovrà riguardare la manifestazione di quest’anno, letta con uno “sguardo che potrà essere molto personale e libero, non quindi di tipo documentaristico” viene, incece, indetto con scadenza al 30 settembre.

Ogni ulteriore informazione potrete trovarla sul sito www.arteinsabina.it.

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